Mish Mash Festival 2019

Cronaca di due polpette in terra sicula e di tramonti che tendono all'assoluto

polpetta
Tempo di lettura: 4' min
19 agosto 2019
Festival, Gallery, Review 4 U
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Mish Mash Festival Polpetta Mag on the road to Milazzo city.

Ebbene sì, ritorniamo in Sicilia. Milazzo è un bellissimo paese sul mare, ad un’ora da Catania. Il primo elemento che salta all’occhio è il Castello di Milazzo, dove si svolge il Festival. Ma vorrei fare un passo indietro, per spiegarvi come abbiamo vissuto e incastrato insieme le nostre sfighe con il bellissimo momento del Festival !

Arriviamo a Catania e fin qui tutto bene. Dopo un ritardo di 30 minuti della navetta raggiungiamo finalmente Milazzo, erano le 23:30 circa. Già provati dal viaggio, decidiamo di tirare gli ultimi per arrivare fin sulla cima della collina per raggiungere il festival, senza tenere conto delle 3 valigie e zaini che dovevamo trascinarci su. 

Il caldo ci ha fatto quasi cadere a terra, ma arrivati in cima, per fortuna il Festival ha rigenerato tutto.

mish mash

WELCOME DAY: Okay, immagina di essere in un castello gigantesco, un giardino immenso, e il tutto che dà sul mare, le lucine gialle e bianche in lontananza, magari il tutto accompagnato da un arancino/a (c’è ancora una faida riguardo il sesso di questa pietanza meridionale…) Stupendo, no? Il Mish Mash festival ha cominciato col botto.

Pienone sin dalla prima sera con : Bangover Crew – Basiliscus P – Aspra Dimora Klan – MMF Soundsystem.

Nei giorni successivi, abbiamo dovuto lottare contro il caldo e le notti insonni, senza ventilatori, nè aria condizionata, nè un po’ di venticello. Abbiamo cercato di contrastare le ire funeste divine che ci hanno quasi fatto fondere il motore della macchina lasciandoci a piedi in piena Milazzo a un’ora dal Festival. Ma le Polpette (sfigate) non si fermano davanti a niente, e riescono comunque a raggiungere , abbastanza indenni, se non con qualche trauma psicologico, il Mish Mash.

La line-up del DAY 1: – Rovere – Pinguini Tattici Nucleari – Pippo Sowlo – Splendore.

Rovere, amicissimi dei Pinguini, aprono la serata. Ragazzi giovanissimi e in gamba, han scaldato il pubblico a dovere, e abbiamo deciso di conoscerli meglio, visto che era la primissima volta, per noi, che li vedevamo su un palco dal vivo. (Li abbiamo anche intervistati ..a breve condivideremo anche con voi questa super chiacchierata).

mish mash

 

È il turno dei Pinguini, il gruppo più atteso della serata. Milazzo viene giù. Abbiamo adorato Riccardo (capo pinguino, nonché frontman del gruppo), che con il suo fare teatrale ha coinvolto tutta la piazza, un misto tra cantato e recitato, sul palco non si fermava mai. Il pubblico non smetteva di cantare le loro canzoni, e soprattutto di acclamare ogni tre secondi, il loro sex symbol della serata, Elio Biffi. Our Man. Vi lascio immaginare quando ci  hanno salutato con la canzone “Irene”  ..

Dovete godervi un loro concerto, ne uscirete complessati, ma felici. Giuro.

mish mash

 

A seguire salgono sul palco i Pippo Sowlo:  artisti romani di Torre Gaia, si perché Pippo Sowlo è un progetto dove dietro si celano due persone: Filippo e Carlo. Un lavoro interessante, davvero. È un infrangere continuamente degli schemi e dei divieti, ribaltarli, c’è tanta autoironia nelle loro canzoni. Se avete la possibilità guardatevi qualcosa su YouTube.

Come ultimo ospite della serata, il nostro amico splendente scintillante: Splendore, che ha concluso la serata con un djset. Reduce da feat con Populous (che ormai è il nostro migliore amico, leggetevi questa intervista “pazzeschissima”), Cosmo, e ospitate in palazzetti e Forum, arriva al Mish Mash, sparandoci subito come primo brano: “Rosa Splendore”, un inno alla libertà sessuale. We love you Splendore.

 

DAY 2: Le sfighe della giornata ovviamente continuano a piovere come se non ci fosse un domani. Ma noi non abbandoniamo. Manca l’ultima serata per noi. (Si, perché, sempre per colpa della sfortuna, il caso ha deciso che si inserisse un’altro giorno di Festival a pochi giorni dall’inizio, al quale non riuscivamo a partecipare perché avevamo già i biglietti di aereo da ormai 4 mesi). Ok. Lasciando da parte gli attacchi di panico, la line up a questo giro è: 

Tropea – Eugenio in via di Gioia – Nitro – Lorenzo Bitw.

Tropea, come la cipolla o come il paese in Calabria? Nessuna delle due. Era bello il nome. BTW, super anni 80. Mi sembrava di rivivere i dischi del mio babbo. Interessanti, con la giusta chiave per rimanere comunque moderni. A me son piaciuti, allora abbiamo provato ad intervistarli, ma, poi la cosa è sfociata in birre e amicizia. Quindi saprei solo raccontarvi che, sì.. a loro piacciono un botto gli anni 80, la birra e se qualcuno li invitasse al Covo a suonare ne sarebbero super happy! 

tropea

Eugenio in via di Gioia. VABBÈ. Non ero pronto a ‘sto live. ‘Na bomba. Credo che sia stato uno dei migliori concerti che abbia visto. E vi dico la verità, non avevo neanche tutto sto hype di vederli dal vivo. Invece quando hanno cominciato, sono morto alla prima nota. Non stavano mai fermi, ed Eugenio tra salti, risoluzioni di cubi di Rubik, coinvolgeva sempre il pubblico. Anche lui era un misto tra cantato e recitato. Ma la cosa era molto meno teatrale, era più onirica, ed effettivamente sembrava davvero di vivere un sogno. Un viaggio, dove alla fine, ti svegli, e capisci che noi umani siamo letteralmente dei … (a voi l’insulto), in tutto e per tutto.

mish mash

Dopo 30 minuti di cambio palco, Nitro sale, e fa esplodere il Castello di Milazzo. Si faceva fatica a sentire le parole da quanto la gente urlava e cantava. 

Ultimo ospite del Festival: Lorenzo BITW, uno dei dj e producer più interessati di questa generazione, cresciuto artisticamente a Londra e attualmente residente a Roma, è ancora oggi sempre ospite a BBC Radio, Rinse.Fm, NTS. Detto ciò, la serata si conclude con dj set da panico. Andatevi a sentire qualcosina, merita molto.

Per noi il Mish Mash termina qui, ce ne torniamo a prendere l’aereo. Ricordando con nostalgia le nostre avventure. I nostri nuovi amici: gli organizzatori del Mish Mash, tanto belli e buoni. Il Sud qua si riconosce davvero, l’accoglienza sempre calorosissima, tutti sempre gentili e disponibili. Special thanks a Nicoletta, che gestiva gli artisti e regalava cannoli a noi. Ciao Mish Mash, ci rimani nel cuore. 

E..tutti con noi a Milazzo il prossimo anno! 

Words: Thomas Cheval, Ph.: Cecilia Secchieri

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