Ypsigrock con una Kodak usa e getta

elena-bertelli
Tempo di lettura: 5' min
28 agosto 2019
Festival, Gallery
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Pochi scatti su pellicola di bassissima qualità portati a casa da Castelbuono, dicono molto più di quanto si possa pensare su questo festival

 

 

Vedere per credere: Ypsigrock è un festival molto speciale, capace più di ogni altro di avvicinare le persone e generare sorrisi contagiosi, in nome dell’amore per la musica e di una terra che sa accogliere per davvero.

Non è facile spiegare la magia che si ripete ogni anno a Castelbuono, nel cuore delle Madonie, ci abbiamo provato con i nostri live report, raccontandovi tutto ciò che abbiamo visto nell’edizione 2018 e in quella appena trascorsa. La verità è che, a poche ore dall’inizio di Ypsigrock, ci si sente già a casa, volti sconosciuti diventano presto facce amiche che ti accompagneranno fino alla domenica notte e, quasi certamente, ritroverai l’anno dopo, sotto palco, artisti compresi.

Gironzolando tra uno stage e l’altro con la nostra Kodak usa e getta, tra un concerto e un po’ di chiacchiere, abbiamo catturato qualche istante speciale. Pochi scatti disturbati dal “rumore” dell’analogico di bassissima qualità ma, ognuno, racchiude un piccolo aneddoto.

 

Ypsi – Once: la bellezza di attimi irripetibili

Il palco più grande del festival, dove solo negli ultimi due anni hanno suonato, tra gli altri, the National, the Jesus and Mary Chain, Spiritualized, Shame, The Horrors… si trova nel cortile di un castello Medioevale il cui accesso è sopra elevato, raggiungibile attraverso due rampe di solide vecchie pietre da cui è possibile godersi il live dall’alto, comodamente seduti – con tanto di meravigliosa vista sui monti tutt’attorno – se non si ha l’energia per viverlo in mezzo alla mischia. Questo palco si chiama Ypsi Once Stage e ricorda la regola numero uno di questo festival: non si accettano band che abbiano già suonato in passato a Ypsigrock, Paganini non ripete, non a Castelbuono.

 

Quel balconcino, sopra l’Ypsi&Love stage…

I live pomeridiani si tengono nell’intimo Chiostro di San Francesco, uno stage che consente al pubblico di essere molto vicino ai musicisti e che ha un punto d’osservazione particolarmente privilegiato… Sopra al palco c’è un balconcino, a cui spesso si affacciano i fotografi muniti di pass per fare qualche scatto un po’ diverso oppure Alberto Fortis, che, durante un concerto ha deciso di rubare la scena alla band del momento, per sporgersi a fare qualche foto e salutare qualche fan. Vecchio volpone, così non vale.

 

I Whitney sono timidi

Oppure molto provati dal caldo impietoso dell’agosto nell’entroterra siciliana. Sta di fatto che durante il loro impeccabile live all’Ypsi&Love stage – con incursione di Fortis al balcone di cui parlavamo qui sopra – sono stati di pochissime parole e, una volta scesi dal palco, attorniati dai fan, non è stato facile strappargli un sorriso. Li amiamo così e non vediamo l’ora di ascoltare il nuovo album che hanno anticipato con diversi brani inseriti in scaletta a Ypsigrock.

 

I Fontaines D. C. neanche un po’.

Conor Curley e Carlos O’Connel, le chitarre dei Fontaines D. C., li abbiamo scovati tra il pubblico dei Whitney – loro avrebbero suonato qualche ora dopo, all’Ypsi Once stage – e ci abbiamo messo circa 15 secondi a convincerli a posare per noi. Da Glastonbury senza la benchè minima spocchia.

 

Le foto con gli artisti ci imbarazzano #1

Al termine dell’unico live tenutosi di giorno nel bosco dove sorge l’Ypsicamping, il commovente tributo a Nick Drake di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo, siamo andati a scambiare due chiacchiere con gli artisti e abbiamo chiesto loro una foto di loro due da aggiungere a questo simpatico album. Pareva brutto tirarsi indietro al loro invito ad unirsi al quadretto e questo è il meglio della spontaneità che siamo riusciti a tirar fuori, stretti in una morsa di bravura e bellezza, davvero troppo per noi.

 

Premio band fedeltà: and the winner is…

Sono gli australiani Elspeth Scrine, Charlie Teitelbaum e Andrew McEwan, aka Huntley, la prima band ad esibirsi all’Ypsi&Love stage venerdì 9 agosto, i più presenti tra il pubblico di questa edizione di Ypsigrock. Non si sono persi un live e sono stati accolti con affetto, tanto da diventare una specie di mascotte, adorati dagli avventori del festival. Si è perfino scherzosamente attribuito a loro un furto di una partita di crema al pistacchio, apparso sulle cronache siciliane qualche giorno dopo il festival.

 

Premio outfit, durante e dopo il live.

Se lo sono conteso con l’impeccabile stile di Baloji, apparso sul palco in abito grigio e turbante di seta, sostituito a metà performance. Lo stacco per aggiudicarsi il primo premio, La rappresentante di Lista, l’ha ottenuto nel breve spazio temporale tra il live e l’uscita dal camerino per incontrare i fan. Se durante il concerto hanno avvolto il palco con i loro abiti bianchi, disegnati da Mattia Piazza per Casa Preti – couture orgogliosamente palermitana – una volta usciti dal camerino ci hanno attirati come le api sul miele con il favoloso corsetto di Veronica, fino ad allora rimasto nascosto sotto l’abito retato dal lungo strascico. Menzione anche per Dario che per il live e durante tutto il festival abbiamo visto passeggiare nelle sue Buffalo beige.

 

Outfit + fedeltà: la menzione speciale

Anche se è da poco che presenziamo a Ypsigrock, abbiamo imparato a conoscere alcuni dei suoi più assidui frequentatori. Andrea, Emanuele, Laura e Chiara li abbiamo incontrati, anche in questa edizione, sempre davanti alle transenne dell’Ypsi Once stage: stoicamente presenti a ogni live, impeccabili nello stile, nonostante il caldo assassino persistente anche dopo il tramonto. Staccano in altezza (tornando alle Buffalo ai piedi) perfino La Rappresentante di Lista. Bellissimi anche in low quality.

 

Le foto con gli artisti ci imbarazzano #2

Avremmo voluto vedere voi, al cospetto di Baloji, tra gli artisti che abbiamo apprezzato di più in questa edizione: inarrestabile, coinvolgente, talentoso, elegante e bello. Ma, questa volta, c’era chi era più in difficoltà di noi: la ragazza a cui abbiamo chiesto di scattare questa foto. Lezione imparata: mai dare in mano a un fan emozionato la tua Kodak usa e getta.

 

Perdonateci per la pessima inquadratura, Boy Azooga

Il mirino di una macchina usa e getta non è sempre tarato alla perfezione, voi pensate di inquadrare un soggetto perfettamente al centro e poi lo sviluppo rivela tagli terrificanti. Scusateci Boy Azooga, il prossimo anno ci prenderemo meglio le misure. Dopotutto erano i vostri sorrisi la cosa a cui tenevamo di più, restituiscono appieno il senso di questo magico festival che è Ypsigrock.

 

La Kodak usa e getta strappa sorrisi anche ai più duri

Sto parlando dei fotografi del festival, chi lavora per l’organizzazione chi per magazine di musica stranieri e italiani – mai sentito parlare di Polpetta Mag? – e chi per passione. Comunque sia, trascorrono almeno i primi tre brani di ogni live in trincea, stipati nel pit ad accaparrarsi la posizione migliore per pochi minuti di scatti, tra luci difficili e musicisti posseduti. Ma domenica sera, quando anche gli Spiritualized – ultima band ad esibirsi all’Ypsi Once – sono spariti nel backstage, finalmente i fotografi si sono lasciati andare. Ed eccoli, sorridenti come non li avete mai visti e non li rivedrete facilmente!

Purtroppo la gallery finisce qui, abbiamo deciso di non ammorbarvi con le foto delle spiagge caraibiche e dei cibi straordinari su cui abbiamo usato il resto del rullino. Venite in Sicilia, venite a Ypsigrock, noi ci rivediamo lì, il prossimo agosto.

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