Sherwood porta i Coma_Cose e noi ci facciamo la festa!

Park Nord Stadio Euganeo, Padova - 18.06.2019

polpetta
Tempo di lettura: 2' min
19 giugno 2019
Gallery, Review 4 U
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Non sottovalutare mai il ritorno, verso lo Sherwood, ciò che chiami tale.

Eh si, perché ci serviva.
Il live dei Coma_Cose, ieri 18 giugno allo Sherwood, ci ha lasciati senza fiato, e un po’ più leggeri. Con meno paure, o forse con più accettazioni.

In quell’ora e mezza di concerto siamo tutti tornati ai nostri 20 anni.
Che schifo, come direbbero loro, ma quanto è bello avere paura.
Già, dopo un elenco di fobie, di ansie, te ne vai con una medicina, le loro canzoni,
e ti chiedi semplicemente “perché avere ansie?”.
Sembra una seduta dallo psicologo direte voi,

“E perché no? ” vi rispondo  io.
Diversa dal solito, con più urla, con più gente che canta in coro, le mani al cielo.

(continua sotto)

Padova in quel momento sembrava una cosa sola.
Il tutto è partito da Cogito, che ha aperto il concerto dei Coma_Cose, scaldando la
scena patavina, nel frattempo l’hype saliva sempre di più.

(continua sotto)


Erano appena partite le prime note di Jugoslavia e da lì non si è più capito niente.
L’ultimo tiro e poi ti giuro che la butto.
Ma l’ultimo tiro, qua, non vuoi che arrivi.
Continui a cantartele tutte, una dietro l’altra.

La tua gola comincia ad essere peggio di via Gola, ma non finisce qua, perché subito riparte Pakistan.
Cosa intendevi dire?
Tutt’ora rimane il mistero.
Però ce l’ha spiegato una papera.
Si, ad una certa proprio una papera ci ha sparato un elenco di paure.
Addirittura c’è una fobia che si chiama anatidaephobia.

La paura che un volatile ti osservi di nascosto.

Quanto può essere strano l’essere umano.
Ma per fortuna la soluzione esiste: la  musica, quella rimane.

(continua sotto)


Nel dubbio se no, ricordati che se non hai mai una gioia, c’è quella prima di
Centrale.
Insomma tra perle regalate dai Coma_Cose e urla di gioia, Polpetta Mag si è scatenata anche a questo giro.
Grazie Sherwood, Grazie Coma_Cose.

Ci sarebbero così tante altre cose da dire, ma tanto non le potrete sentire perché stanno portando via il vetro.

PAROLE: THOMAS CHEVAL // GALLERY CECILIA SECCHIERI

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