Nuova musica a febbraio: esagerazione e pentimento

elena-bertelli
Tempo di lettura: 5' min
1 February 2026
News, Review 4 U
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Febbraio per chi è nato in luoghi in cui il credo è a maggioranza cattolica è il mese di Carnevale, delle feste pazze e poi, all’improvviso: Quaresima.

Ovvero il tempo della preghiera, dei digiuni, dei fioretti, empatizzando con la sofferenza di Cristo finché Pasqua non lo resusciterà.

Quanto questa cosa ci influenza nella vita quotidiana, nei colori che vestiamo, nelle strade che attraversiamo o nella musica che ascoltiamo? Non è tanto questione di crederci e professare o meno, è più un fatto di comprendere perché da quando nasciamo alcune cose e comportamenti intorno a noi si reiterano in un certo modo e ci influenzano e ci trascinano.

È così che nasce l’ispirazione dei suggerimenti d’ascolto di questo mese: sul solco di una tradizione culturale che non muore mai (anzi ogni anno risorge). Febbraio per definizione è libero, chiassoso e sconsiderato, coriandoli e stelle filanti a metà, silenzioso, prudente, penitente, tutto tuniche viola, per l’altra metà.

Cominciamo.

Haute & Freddy, Big disgrace

A proposito di affrontare la vita in maschera, vestendo i panni che ti fanno sentire bene, libero e parte di qualcosa: Haute & Freddy – duo basato a Los Angeles attivo nella scrittura e composizione musicale così come nel teatro – lo stanno facendo bene e ci vogliono con loro: il loro motto è “Come on come all <3”.

Big Disgrace è il loro primo album (finora si erano concentrati a scrivere e produrre per artiste come Britney Spears e Kylie Minogue…) e sarà disponibile dal 13 marzo ma la metà delle canzoni si possono già ascoltare in preview, insieme a video perfetti per ispirare e accompagnare le vostre feste travestite in dancefloor fittissimi, con una forte impronta synth pop e coreografie tutte da ballare, per scacciare tristezza e dolore.

Ti piacerà se apprezzi Robyn (apparsa nei consigli musicali di gennaio), The Knife, Sharon Van Etten.

 

YinYin, Yatta

Come faranno a essere così prolifici e allo stesso tempo essere in tour praticamente senza sosta, con quell’energia travolgente che sanno portare sul palco? Non sappiamo la risposta e poco importa se anche questo quarto album della band olandese riesce a convincerci al primo ascolto e, soprattutto, si inscrive perfettamente nella wave festaiola che contraddistingue questo periodo dell’anno.

È un viaggio cosmico quello in cui Yin Yin ci conducono, partendo dal funk, nella psichedelia, senza rinunciare a quella componenti di energia, leggerezza, divertimento, che sono un po’ la cifra di questa band. Un gruppo che sembra non prendersi mai troppo sul serio (si vede dalle immagini uscite in questi giorni e girate durante la registrazione del disco, interamente avvenuta live in studio) ma facendo, in realtà, molto sul serio.

Se alla tua festa in maschera, arriverà il momento del lento, eccoti Night in Taipei, servita su un piatto d’argento.

 

Avalon Emerson & The Charms, Written into changes

Il disco uscirà a marzo ma, Eden e Jupiter and Mars, i due brani disponibili in preview, sono già i nostri tormentoni della stagione. Un album (il secondo per Emerson in questa formazione) che parla di cambiamento e fa presagire una nuova, ancora diversa versione di questa musicista che negli anni ha saputo mostrarci tanti lati della sua personalità artistica. Questa volta esce l’anima rock, che si mescola dolcemente alle atmosfere dance che restano la salda matrice della sua produzione.

“How Dare This Beer” – ha raccontato Emerson – è stato scritto in omaggio ai Magnetic Fields, che ha commentato: “Il periodo dal 1987 al 1994 è la migliore era della musica”.

Altre tracce ancora non disponibili sono nate dall’accettazione del cambiamento in tanti diversi momenti di vita e speriamo che siano in linea con le aspettative di poterle ascoltare presto anche live (Avalon Emerson nella versione live band non è mai approdata in Italia, prevista a C2C nel 2024, annullata per motivi di salute di un componente della band, chissà che non salterà fuori nella line up 2026 del festival – che ha annunciato i primi nomi proprio in questi giorni).

In attesa dell’uscita, puoi recuperare l’ultimo set di Avalon Emerson al The loop / Dekmantel Festival: l’ultimo consiglio per la tua festa che troverai in questo articolo.

 

PVA, No more like this

Un disco elettronico che non fa ballare ma ha molto da dire. Il trio londinese che debuttò nel 2024 con Blush, pubblicato per Ninja Tunes, torna con 10 brani la cui cifra sono l’espressività e la sensualità vocale di Ella Harris che acquisisce personalità e si prende sempre maggiore spazio tra i synth che la accompagnano.

Se la voce costruisce la cromia di questo album, sono le parole a disegnarne le forme: una fisicità resa intima nelle menzioni di dita che spingono, lingue che passano sopra le cose, pelle e labbra morbide.

Un disco che suggerisce la forza delle relazioni, un disco per accompagnare momenti di introspezione (perché ballare è meraviglioso ma non sempre cura le ferite).

Secondo noi piacerà ai fan di Portishead, Chemical Brothers, Massive Attack.

 

Vanegas, In your head

Uscita da pochi giorni, In your head è l’opera prima di Vanegas, progetto solista di Marco Spaggiari, musicista e produttore già attivo al fianco di Venerus, Joan Thiele e Prima Stanza a Destra.

Anche in questo caso, come per il disco che ci siamo lasciate alle spalle, ci troviamo di fronte alla conferma di come anche l’elettronica sia sempre più un genere capace di tradurre stati emozionali, fisici e mentali in suono, senza dove necessariamente far tremare le piste da ballo.

In your head mette insieme tre tracce già pubblicate e tre nuove release: l’intro iwantyou_, la title track In your head e l’outro _ifoundyou. La musica riflette il susseguirsi di stati mentali e loop emozionali caratterizzati da overthinking, dubbi, loop mentali e momenti di chiarezza di nuovo seguiti da stati di confusione.

Una linea sinuosa che, senza sbalzi e non senza momenti ballabili, tocca tante sfumature emozionali: la perfetta pausa di riflessione per chi fatica ad accettare i cambiamenti.

Fred Again, Jamie xx, James Blake, Okgiorgio vibes

 

Ski team, Burnout/Boys

Quanto un amico che si intende davvero di musica insiste sul fatto che si tratta di una rivelazione destinata al successo, tendiamo a fidarci. Ski team è il nome d’arte di Lucie Lozinski e Burnout/Boys è il suo album di debutto.

Questo non è il solo elemento in comune con il disco di cui abbiamo appena parlato: siamo sempre nella sfera della ricerca introspettiva, davanti al risultato di una ricerca, un’analisi interiore, tradotta in musica e parole.

Burnout/Boys contiene 11 canzoni nate dalla paura di sbagliare, dal peso delle aspettative, dalle grandi domande sul futuro e sulle relazioni su cui si interroga una giovane adulta. Un disco piena di schiettezza e dolcezza che non vanno confuse con un tentativo di romanticizzare stati d’animo come paura, esaurimento, senso di inadeguatezza che spesso ci accompagna, in una società che ci vuole sempre performanti, forti e focalizzate su obiettivi chiari.

Forse Ski team l’ha trovata una via da percorrere per non soccombere a questa società: non sottovalutare le piccole cose, come scrivere musica per le persone che ami.

Suggerito se ti piacciono Nilüfer Yanya, Saya Gray, Wet Leg.

 

Per questo mese è tutto, nell’attesa di sopravvivere a Sanremo e di un marzo carico di aspettative sulle nuove uscite (James Blake, Apparat, Gorillaz…). Ma se altre uscite da segnalarci o concerti e festival da non perdere? Scrivici a contact[at]polpettamag.com o mandaci un DM su Instagram.

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