This ffffire arde vivo nei Franz Ferdinand

elsa
Tempo di lettura: 2' min
9 September 2025
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Il penultimo appuntamento di Acieloaperto festival vede come protagonisti i Franz Ferdinand, che ci regalano un concerto di una carica sorprendente.

Villa Torlonia si è riempita di nostalgici dell’ ultima era del rock, che abbiamo vissuto a metà degli anni 2000 e, visto il sold out, possiamo dire essere ancora in tanti. La band di Glasgow fa sicuramente parte della hall of fame degli artisti indie rock che ci hanno elettrizzato 20 anni fa (si, sono tanti), insieme ad Arctic Monkeys, Strokes, Libertines e tanti altri. Un periodo in cui ancora un concerto lo si doveva saper fare per entrare nelle grazie del pubblico e questi ragazzi un po’ attempati lo vogliono dimostrare.

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Il concerto parte subito carichissimo con le tracce che trasudano indie prese dal primo album, come The Dark of Matinée con le sue tre chitarre elettriche armonizzate e i riff semplici ma accattivanti tipici della band. Esattamente in quel momento mi son chiesto da quanto tempo non vedevo tre chitarre suonare insieme su un palco così grande. Decisamente troppo tempo. E lo ammetto, mi sono mancate.

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Il suono dei Franz Ferdinand è compatto e potente, con i musicisti che si alternano fra chitarre, sintetizzatori e altri strumenti (è spuntato anche un mandolino) per rendere il loro show live il più completo, analogico e vivo. Ed è questa la loro forza, uno spettacolo reale e appassionato, in cui il pubblico lo si vuole coinvolgere e renderlo più che una folla di semplici spettatori. Il risultato è un concerto in cui l’interazione è continua: si chiede al pubblico di cantare, di andare a tempo con le mani, di rispondere ai vocalizzi improvvisati del cantante, un po’ come facevano i Queen negli anni 80.
Ed è proprio Freddy Mercury che mi ha ricordato Alex Kapranos ( cantante e chitarrista) nella sua energia esplosiva e in quel suo bisogno di sentire il pubblico nelle sue mani, ma, allo stesso tempo, abbandonandosi ad esso.

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Alex è ancora in piena forma e la sua voce con timbro alla Elvis è ancora profonda, piena e variegata. Possiamo definirlo un Elvis Mercury o un Freddy Presley, come vi piace di più.
Il concerto scorre senza intoppi, in scaletta tutti i pezzi storici, come Take me out, do you want to, Walk Away, Ulysses… E un sacco di altre.
Ovviamente ci hanno anche proposto qualcosa di nuovo e, vi dirò, non era neanche così male.
Dopo il terzo album avevo abbandonato i Franz Ferdinad, colpa anche di un cambio di gusti musicali da parte mia. In generale la mia convinzione è che ogni artista ha un tempo e questo finisce ad un certo punto. Ma devo ammettere che ho storto il naso meno del previsto all’ascolto del nuovo materiale, li aggiungerò alla mia lista di prossimi album persi da recuperare.

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È il momento del bis finale e andiamo tutti a casa, felici di aver visto un altro bel concerto. Sembra essere una banalità, ma non è più così semplice, vivere un bel concerto.
Con questo concerto si chiude anche la mia partecipazione all’ Acieloaperto Festival, che quest’estate mi ha allietato in più di un occasione, e spero vivamente continui con questa energia negli anni a venire.
Finiscono anche (per ora) le mie reviews strambe per Polpettamag, che ringrazio per avermi ospitato e sopportato. Have a good day!

 

Parole: Gianlu Ballu / Foto: Elsa Santamato

 

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