Colle Der Fomento @ Strike, Roma. Un atto di puro amore.

C.s.o.a. Strike, Roma - 09.03.2019

richard
Tempo di lettura: 3' min
16 marzo 2019
Gallery, Review 4 U
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Quella allo Strike è stata l’unica data romana del tour di Adversus, ultimo album dei Colle Der Fomento. E Roma ha mostrato tutto l’amore che può dare

Quando sei ragazzino e scopri musica nuova, spesso i tuoi ascolti in un modo o nell’altro sono viscerali, a volte anche morbosi. Alcune band o le ami dal primo istante, oppure le odi. Nel mio caso per i Colle Der Fomento fu amore a prima vista. O meglio, al primo ascolto.

I miei primi approcci con il rap italiano avvennero nel 1996 con i Sangue Misto, Lou X e con gli Assalti Frontali, ma quando uscì Odio Pieno, l’album d’esordio dei CDF, fu come un’illuminazione. Come se tutto quello che ammiravo della scena americana – all’epoca rappresentata per me da nomi come Cypress Hill, Run DMC  e Beastie Boys – si fosse materializzato in tre individui: Danno, Masito e Ice One. Erano underground, incazzati e con un approccio decisamente hardcore, con quell’inconfondibile funk romano dal sapore di carbonara e vino, le loro storie di periferia e un sacco di denuncia sociale.

A Odio Pieno seguì poi Scienza Doppia H del 1999 e dopo quasi otto anni di pausa arrivò infine anche il terzo album in studio, Anima & Ghiaccio, con Dj Baro al posto di Ice One. Poi un altro stop, questa volta di undici anni. Ed ecco arrivare Adversus, l’ultimo capolavoro. Accolto con entusiasmo dalla critica anche se alcuni hanno storto un po’ il naso, accusandolo di non essere hardcore come agli albori. Ma i Colle Der Fomento non si discutono.  Sono soltanto polemiche sterili, Adversus è l’ennesima bomba sganciata dal trio romano, in un periodo storico in cui il rap sembra essere diventato solo un pretesto per far parlare di se a discapito della musica.

Vidi i CDF dal vivo solo altre due volte nella mia vita, nei primi anni duemila a Bologna e la seconda insieme a Kaos One e Dj Craim durante il tour del loro progetto Good Old Boys. Sono trascorsi ventitrè anni da quando iniziai ad ascoltare i Colle Der Fomento e in tutto questo tempo la loro attitudine è rimasta immutata, restando fedeli alla linea. La loro linea. E il concerto tenutosi a Roma sabato 9 marzo ne è la dimostrazione.

(continua sotto)

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Potevano scegliere un posto qualsiasi per esibirsi a Roma, a casa loro, invece hanno scelto un centro sociale, lo Spazio Pubblico Autogestito ‘Strike’,  uno dei più longevi della capitale. Questo a dimostrazione di essere ancora parte di quel mondo underground e indipendente che li ha visti crescere, e che è cresciuto con loro.

Dopo i live di Suarez, Rak e Lucci insieme alla crew di Welcome 2 The Jungle (il programma in radio creato e curato da Danno, Ceffo, Cannasuomo, Dj Craim e tutta la King Kong Posse), eccoli salire sul palco. Dentro lo Strike non è rimasto un solo centimetro libero, persino fuori nel piazzale è stato allestito un mega schermo che proiettava il concerto. Ed eccoli che salgono sul palco, accolti da un boato. In un’ora e mezza di concerto cantano praticamente tutti i brani di Adversus, intervallati da qualche evergreen come Prova Microfono e altri rieditati in chiave moderna, Solo Hardcore sulla base di Anderson Paak è stata la perfetta sintesi della fusione tra passato e presente. La situazione dentro il locale si fa rovente, l’eccitazione e la carica del pubblico sono palpabili, e dal bar vengono dispensate bottigliette d’acqua gratis per combattere la calura.

Ma la vera bomba di questa esibizione sono gli ospiti a sorpresa, a partire da Kaos One che ha fatto impazzire tutto lo Strike sulle sue strofe di Sergio Leone, passando per il beatboxer Alien Dee (che li segue per il tour in corso), e a Roy Paci che suona la tromba su Polvere, dedicata da Masito ad un suo recente lutto familiare. Quest’ultima insieme a Lettere d’argento sono tra i momenti più intensi del live, impossibile non commuoversi sui cinque minuti di applausi del pubblico. Dal vivo Adversus è un album che suona magnificamente, e alle polemichette che accusano il disco di non essere ‘abbastanza cattivo’ Danno e Masito rispondono con Cuore più cervello e Penso diverso, che in modalità live suonano più hardcore che mai. Il concerto è ormai alla fine e l’ultimo saluto arriva con Il Cielo su Roma.

Del resto, non si poteva chiudere con nessun’altra canzone, non nella capitale. È la consacrazione definitiva sancita da un gigantesco abbraccio del pubblico. Quello dei Colle Der Fomento di sabato 9 marzo allo Strike non è stato un semplice concerto, ma un atto d’amore puro, un abbraccio ampiamente ricambiato con un pubblico e una città che non li ha mai abbandonati. E poco importa se dovessero impiegare vent’anni per far uscire un altro album ancora, noi saremo ancora qui ad aspettarli, e mai stanchi di vederli sul palco.

 

Testo: Richard Giori
Photo credits: NoSkills Photography

 

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