REVERB – Cinque piani in cui la cultura elettronica ha preso vita

Parcheggio Multipiano, Ferrara - 30.03.2019

cecilia
Tempo di lettura: 3' min
2 aprile 2019
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Quello che è successo a Ferrara sabato 30 marzo ha dell’incredibile

Esatto. Nella città di Ferrara lo scorso sabato si è gridato al miracolo. Il leitmotiv più sentito è stato “Beh, ma è Ferrara”, o l’ancora più tribale “ac figada a Frara” (traduzione dal dialetto: wow, che cosa meravigliosa a Ferrara). Perchè quello che hanno messo in piedi i ragazzi di REVERB – che già conosciamo e di cui in precedenza abbiamo già avuto modo di parlare – insieme ai ragazzi dell’associazione Ilturco, ha avuto davvero del sensazionale.

Partiamo però da una piccola premessa: chi vi scrive è un ragazzo di Ferrara, che grazie a Dio ha avuto anche modo di mettere il suo grande naso fuori dalle mura della sua città, ha giracchiato qualche festival, qualche serata, qualche contesto italiano di medio-grandi dimensioni, ed ha calpestato anche qualcosa a livello europeo.

Ferrara è una città che sta progressivamente invecchiando, soprattutto culturalmente e ancor di più per quanto riguarda il divertimento giovanile. Da parecchi anni a questa parte un gran numero di eventi che tenevano viva la città sono andati scomparendo – per tutta una serie di motivi che sicuramente coinvolgono anche altre città italiane ma qua si aprirebbero parentesi infinite e non vogliamo parlare di questo – e le balle di fieno hanno iniziato a rotolare inesorabilmente lungo le strade della città estense. Fortunatamente qualche altro giovane con voglia di fare, intraprendenza e lungimiranza, ha deciso di mettere in piedi un qualcosa che già in altre parti, in altre città italiane, si stava muovendo ed affermando.

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Non è un’accusa, non è un affermare “cazzo, arriviamo sempre dopo”, è piuttosto un bellissimo “finalmente anche noi ce l’abbiamo fatta”. Perchè REVERB è una magnifica serie di eventi, iniziata nel 2016, che trasforma luoghi inusuali della città, in meravigliosi contesti di cultura elettronica.

L’ultimo episodio è avvenuto proprio sabato, contestualmente all’inaugurazione del nuovo parcheggio multipiano in centro città, che prima di prendere servizio all’uso per cui è stato concepito, ha avuto modo di essere per una notte una sorta di club che rimandava a quelle situazioni che si vedono a Berlino o in altre capitali europee.

Cinque piani in cui la cultura elettronica ha preso vita (soprattutto nella forma musicale ma non solo), dove probabilmente più di 1200 persone – capienza massima stabilita per l’evento, anche se ce ne sarebbero state forse il doppio, ed altrettante persone non sono riuscite ad entrare – hanno celebrato l’aggregazione, la curiosità, la voglia di assistere ad un qualcosa che per la comunità ferrarese sarà davvero difficilmente ripetibile.

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Per una notte a Ferrara si è respirato profumo elettronico d’Europa, sia per il contesto nel quale è avvenuta questa manifestazione, sia per l’allestimento eccellente fatto di giochi di luce, ledwall, fumi e raggi laser per citare qualcuno di incredibilmente avanguardista.

C’è stata la Londra di Lee Gamble, main act che ha fatto saltare il secondo piano (vero cuore pulsante dell’evento). C’è stata la Ferrara di Natlek ed Heedlees che dimostrano che questa provincia ha tanto da offrire a livello musicale. Ci sono stati Chevel e Palm Wine, c’è stato il salto in Colombia grazie alla proiezione del documentario Pico del duo Invernomuto. Poi c’è stata la pizza al terzo piano, un bellissimo tramonto al quinto piano, ci sono stati parecchi vodkatonic che hanno comunque contribuito alla creazione di una vera magia.

Davvero difficile trovare altre parole per descrivere ciò che è successo in centro a Ferrara sabato 30 marzo, perchè non possiamo limitare l’esperienza affermando che si è respirata un’aria diversa, un’aria europea, un’aria avanguardista: sabato a Ferrara, non c’è stato solo respiro, c’è stata davvero dell’iperventilazione.

 

Words: Paogo Ameschi
Photo: Cecilia Secchieri e Richard Giori

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