Parole e Delirio con D-Leria. Aspettando Hands al Kindergarten di Bologna

matteo-petroni-granata
Tempo di lettura: 2' min
16 gennaio 2020
Interviste, News
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Due chiacchiere al volo con Giuseppe Di Leria, in arte D-Leria

 

Questo sabato 18 gennaio andrà in scena al Kindergarten di Bologna per il party Hands con una night tutta “Delirio Showcase” (vedi qui l’evento), dove D-Leria sarà affiancato dal compagno di label Mod21 e dai resident di Hands Raul Sanchez e Lucio Lanfranchi. L’etichetta ha avuto nella sua scuderia dei nomi di tutto rispetto, nonostante la giovine età: Stanislav Tolkackev, Roberto Bosco, Plaster e altri, ponendosi già nel panorama musicale come una label di culto.

Oggi con noi abbiamo Giuseppe, aka D-Leria!

 

Parlaci un pò di Delirio; A Marzo 2017 hai dato vita alla tua etichetta, per poi trasferirti a Berlino qualche mese dopo.  Come mai questa scelta?

In realtà avevo intenzione di cambiare aria qualche anno prima, nel 2013. Inizialmente la mia meta era l’ Australia, poichè avevo alcune conoscenze e sentivo il bisogno di andarmene il più lontano possibile. Stavo passando un brutto periodo, ed ero alla ricerca di motivazioni. Il destino volle che durante la convalescenza (stetti qualche anno sotto cura per alcune patologie) iniziai il mio progetto ‘D-Leria’, e tra un viaggio e l’ altro nella città libera, pensai che non appena avrei finito le cure, mi sarei trasferito a Berlino. Quando trovai il mio suono e un identità originale per la mia etichetta, decisi di dare vita a Delirio.

Così, nel frattempo che venivano pubblicati i primi EP, progettavo già il mio trasloco, approdando finalmente in questa città a Settembre 2017.

Il tuo “Driving to nowhere” è un progetto ipnotico e davvero ambizioso, dove si nota una ricerca molto profonda del suono. Come hai lavorato sul tuo album di debutto?

‘Driving to Nowhere’ è nato mettendo da parte alcune delle mie produzioni prodotte tra il 2014 e il 2018. Ad essere sincero, prima di ritrovarle tutte insieme, provai negli anni a mandarle a svariate etichette a cui sentivo più affinità, ma nella maggior parte dei casi non furono nemmeno ascoltate. Così dopo aver pubblicato i primi 10 EP su Delirio, pensai che sarebbe stato opportuno debuttare sulla mia label con un album. Riguardo il suono, ho lavorato in particolare sulla techno tribale, cercando di riproporla in modo più futuristico ed elegante. Tutte le tracce sono state prodotte nel mio studio a Frosinone, eccetto ‘Her Smile’ e ‘Uragano’; concepite nel mio studio a Marzahn che ho avuto per un breve periodo di tempo, dove ho finalizzato e mixato l’ intero album.

Cosa vedi nel futuro, sia come dj/producer che anche per l’etichetta?

L’unica cosa che riesco a vedere nel futuro è che non mi stancherò mai di sperimentare nuovi suoni, e di divertirmi come faccio da 19 anni a mixare dischi e ricercare nuova musica.

Riguardo l’etichetta, ho circa 10 releases in programma, tra cui compilation, EP ed LP.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla serata di sabato al Kindergarten?

Senza dubbio, il delirio!

 

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