In Puglia al Locus Festival con Four Tet e Ben Ufo

polpetta
Tempo di lettura: 3' min
22 agosto 2019
Festival, Review 4 U
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Una vigilia di Ferragosto alternativa, trascorsa tra le bellezze della Valle d’Itria

 

Un posto che in estate diviene la zona della Puglia più ricca di eventi culturali, soprattutto musicali.

Non a caso la Puglia è diventata la Regione dei festival estivi, non solo per importanza (anche perché in quel caso non sarebbe l’unica), ma anche per numero. Ed è proprio in Valle d’Itria che si gode della cultura, della bellezza disarmante del territorio, delle tradizioni enogastronomiche e dell’arte più moderna. Viti, trulli e uliveti a fare da cornice a fantastiche tenute reinventate in splendide location ospitanti eventi, come ad esempio è stato il caso della masseria del XVI secolo “Mavugliola” (anche nota come Mavù), nell’agro di Locorotondo, da anni ormai una delle location più rappresentative del clubbing pugliese. Ed è proprio qui, infatti, che si sono esibiti con il loro set gli inglesi Four Tet e Ben Ufo, due degli artisti di punta del cartellone 2019 del Locus Festival. Riascoltiamoceli insieme!

FOUR TET

Dare un genere, un etichetta a Kieran Hebden (in arte Four Tet) è impossibile, ma c’è sempre quell’elemento che lo contraddistingue dall’immensità di artisti e pseudo tali che riempie sempre l’anima di qualunque danzatore della notte ed amante del bel sound: quelle sue arie eteree infinite, psichedeliche, celestiali. Ci basta dire che il suo set (si, non era il live) è partito con “Fear, Uncertainty, doubt” di Holly Herndon, una serie di voci metallico/droniche intrecciate in un’aria infinita mistica di quattro minuti, lasciando il pubblico a bocca aperta ed in silenzio religioso. Poi naturalmente ha dato animali da sbranare per la folla, piazzando tracks dure e tribali super spezza pista, sempre mantenendo quella sua mistica alternanza con dischi ambient e montanti. Qualche suo classicone e qualche suo remix celebre (eccelso il momento con “Opal” di Bicep) e via a chiudere un grandissimo set. Davvero bello, non ha fatto mangiarsi le mani perchè non era in live.

BEN UFO

Mr. Hessle Audio, detrattori o meno, è sempre una certezza: sa far ballare, e sa come si fa un dj set come dio comanda. Poco produttore molto dj, e questo rinforza la sua fama da “selectors” di cui ormai gode da diverso tempo. Spazia su qualunque genere, passa da bpm per leggeri movimenti di anca fino a farti saltare come un pazzo come se fossi ad rave illegale techno. Piazza remix divertenti e da capogiro (top momento con il remix di “Thriller” di Daphni), ed anche in questo Locus Festival ha fatto un super set megadivertente, facendo ballare fino all’ultimo secondo di disco la folla infuocata. Sempre promosso Ben Thomson.

(continua sotto)

Locus Four Tet

Questa electronic night è stata la degna conclusione di un festival ricco di eventi e di headliner, che ha davvero proposto un ventaglio di generi differenti per soddisfare tutti i gusti, al netto delle preferenze personali.
La penultima serata di una kermesse ormai divenuta storica e fondamentale in Puglia (poiché l’ultimo
evento targato Locus si è svolto al Lullabay con il live full band dei Nu Guinea il 17 agosto).

Un Ferragosto in compagnia del sound di artisti blasonati, fra i più rappresentativi della scena house e
techno inglese, che hanno tenuto la dancefloor all night long, senza mai far cedere di un passo il numerosissimo pubblico accorso al Mavugliola per ascoltare il loro set. Ci portiamo a casa il ricordo di questa fantastica serata, della raffinatezza degli allestimenti della masseria, della bellezza della musica ascoltata, con la certezza di assistere ad eventi del genere anche durante la prossima edizione del Locus Festival.

Arrivederci al 2020, Locus!

 

Words: Matteo Petroni Granata e The Verol // Photo: nicole depergola / scatola enne

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