Dario Rossi @ Vecchia Scuola di Baselicaduce – 16.2.2019

gloria-soverini
Tempo di lettura: 2' min
21 febbraio 2019
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La Techno come non l’avete mai vista

Ci sono dei live che vanno vissuti per la bravura dell’artista; alcuni per il contesto, altri ancora per la qualità dell’offerta musicale. Assistere ad un concerto di Dario Rossi è però un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, ma meglio aggiungerne altre che non si sa mai.

Potrebbe capitarvi di vederlo in un club di Roma, oppure in una piazza olandese; magari in una vecchia scuola abbandonata in mezzo alla campagna emiliana, che se non ti mandano la posizione precisa non sai nemmeno come arrivarci. E questo è stato il mio caso.

Dario Rossi è conosciuto in tutto il mondo come techno drummer: inizia ad esibirsi nel 2011 in Piccadilly Circus, pochi strumenti (in realtà più oggetti comuni, che lui utilizza appunto come strumenti musicali), la sorpresa del pubblico ed un’ascesa incredibile in pochi anni di esibizioni on the road e all’interno dei locali più diversi.
Il suo è un pubblico vario: la sua musica infatti affonda le sue radici nella techno ma arriva a spaziare alla new wave e al synth pop; in più, quello che offre è uno spettacolo unico che riesce a muovere le persone più diverse e ad accontentare i sensi stimolandoli ai livelli più profondi.

Al live di Fiorenzuola d’Arda ci sono ventenni e quarantenni che si muovono al ritmo ipnotico delle sue percussioni. Secchi di plastica, piatti da batteria rotti, pad e basi elettroniche, i brani cambiano e si intrecciano senza soluzione di continuità per due ore senza respiro, un rito di iniziazione che si trasforma mano a mano in una danza tribale ed un viaggio nel tempo a BMP altissimi.

Quella di Dario è una techno che racconta storie, non un mero esercizio di stile o una dimostrazione di forza, e lo dimostra il suo EP “Alarm Clock” di recente uscita: il concept è un viaggio nel tempo e nella consapevolezza dei propri limiti, ma anche delle proprie potenzialità.

 

Quando scopri che il tuo tempo non durerà per sempre, allora è il momento della ribellione per la ricerca dei propri obiettivi attraverso un percorso a volte doloroso ma anche premiante (come dimostra la struttura di ogni singolo brano, che sembra partire da attimi di inquietudine per poi arrivare a soluzioni di grande apertura verso il futuro). Guardare dentro di sé significa visualizzare il punto in cui si vuole arrivare, e per farlo a volte è necessario guardarsi indietro per rompere i legami che ci tengono incollati al passato: questo è un movimento continuo, una dinamica interiore che sembra essere gridata a gran voce in questo EP attraverso quattro brani che si svelano ascolto dopo ascolto.

 

Parleremo ancora di questo musicista in modo approfondito e più personale, ma ora godetevi le foto e cercate il prossimo live.

Che il viaggio nel tempo abbia inizio.

Words & Photos: Gloria Soverini

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