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ROBOT NIGHT: RICARDO VILLALOBOS

Robot Night? Qualità. Un evento il cui patrocinato del grande festival Bolognese non poteva che precludere ricerca e sperimentazione in una location sensazionale, e gli obiettivi sono stati ampiamente raggiunti.

La lineup parlava chiarissimo già di per sè: Digby, facente parte del duo inglese Alex & Digby alla ribalta con le loro produzioni dai franti minimali e profondità estreme; Dana Ruh, che con la sua costante residenza Cocoon ha affilato le armi lanciandola di diritto tra le dj più in voga del momento e il Cerimoniere Ricardo Villalobos, la cui ecletticità e potenza sono ormai talmente conclamate da diventare fin troppo ridondanti.

La serata parte in un Link perfettamente settato per una grande notte; l’impianto era stellare, tarato perfettamente sui sub per risaltarne al massimo le basse frequenze. Ogni linea di basso ti penetrava come un coltello. Digby ai comandi ha regalato due ore e trenta di splendida musica, morbida e decisa allo stesso tempo riprendendo i minimalismi delle etichette Rumene più underground, la perfetta apertura per un tipo di serata così tecnica e incentrata sulla sperimentazione. Ma non solo minimal, anche qualche sfumatura house in alcune tracce come alcuni vecchi Cabinet e Cyclo che hanno dato colore a un bellissimo dj-set.

Al cambio in consolle Dana Ruh ha sovvertito tutte le carte in tavola, spingendo sull’acceleratore con un passo molto più ruvido e scandito. I bassi rimbombavano in un Link oramai gremito di gente, forse fin troppo per godersi a pieno una serata così importante ma d’altronde non poteva essere altrimenti per un evento così di spessore.

Dal retro della consolle Ricardo iniziava a studiare la situazione mentre Dana Ruh incalzava con dei veri e propri missili da pista, e a quanto pare anche lui stesso non si è lasciato pregare: El Rey ha ricalcato perfettamente il set di Dana, senza concedersi alcun tipo di battuta di arresto. Un dj set totalmente schierato sulla techno, a tratti particolarmente rave, senza denotare particolare attenzione alla ricerca della musica quanto alla sostanza. Il pubblico era in delirio, esploso soprattutto nelle sue uniche concessioni alla house con un disco break-beat unreleased di Dj Sneak con una voce hip hop americana inarrestabile e la mitica edit di Relax di Steve Rachmad che sta facendo impazzire il mondo intero. Il resto? Una guerra tra cassa, bassi e synth ipnotici mescolati in stile Ricardo, senza regole, con un estro senza eguali.

Se Robot Night si era prefissata di regalare una serata unica non solo per la riuscita dell’evento in sé ma anche per la scelta artistica, dall’altra parte Ricardo ha risposto con un set davvero strano e particolare per la sua natura. Che questo sia stato apprezzato o no, indubbiamente ha impreziosito ancor di più una serata che rimarrà negli annali della storia recente della Bologna che balla.

words by Luca Vitale

pics by Costantino Bedin

 



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