Kaiser: un imperatore alla conquista del mondo?

theverol
Tempo di lettura: 4' min
1 dicembre 2019
Interviste, UP NEXT
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UP NEXT: Kaiser

 

UP Next è il format di Polpetta Mag mirato a studiare e proporre i talenti in cui crediamo: quelli che non dormono la notte per suonare o produrre (e magari di giorno fanno tutt’altro lavoro), quelli alla spasmodica ricerca del vinile perfetto o del suono più originale, quelli che affrontano ogni incontro come possibilità di arricchimento.

Pugliese d’origine, ma con il Berlin sound che scorre nel sangue, oggi incontriamo Kaiser, nome d’arte di Gianluca Caiati.

(continua sotto)

Ciao Kaiser, benvenuto su PolpettaMag! Direi che sei a pieno titolo il nostro “Up Next” del mese: hai iniziato ad occuparti in modo più serio di musica nel 2007, mixando house, classic, disco, funk ed electro. Da allora sei arrivato a produrre techno, diventando un producer vero e proprio. Ricordi chi sia stato il primo a credere in te e/o che ti ha supportato dai primi istanti?

Ciao Ragazzi, è un piacere essere qui con voi. Si, precisamente ho cominciato a mixare musica e a comprare i primi dischi nel 2007, avevo 14 anni. Tanti sono stati gli amici che mi hanno supportato sin dal primo momento in cui ho messo le mie mani “sui piatti”. Come produttore, il 2014 è stato il mio primo anno di attività! La prima persona che ha creduto in me, supportandomi al 100 % anche con la sua label, è stata Luca Agnelli. Mentre potrei dirvi che sicuramente i miei genitori non mi hanno supportato dal primo istante.

Quando hai deciso di diventare un producer e cosa ti ha spinto a intraprendere questa scelta? C’è stato un motivo ben preciso in cui hai sentito questa esigenza? Oppure hai solo voluto seguire la tua vena artistica?

Beh, si sa come funziona… quando intraprendi una qualsiasi strada, cerchi sempre di scoprire il più possibile e di migliorarti step by step. É così che ho sentito la necessità, dopo qualche anno immerso nel mondo del djing, di crearmi il primo piccolo studio e di iniziare a mettere le mani sulle prime macchinette e software. In un certo senso, ne ho sia sentito l’esigenza, sia seguire la mia vena artistica.

Qual è stato il momento più importante del tuo percorso musicale? Che si tratti di un incontro importante con qualche personaggio di spicco del mondo underground, oppure di una data in particolare in cui ti sei esibito e che ricordi come se fosse successo ieri.

Sicuramente uno degli episodi più importanti del mio percorso risale a qualche mese fa, in cui ho avuto la possibilità di esibirmi e di interfacciarmi con Regis, uno dei miei “guru” musicali, produttore d’eccellenza, con alle spalle una miriade di lavori dagli inizi degli anni ’90. Anzi probabilmente anche ’80. Tutt’oggi sono ancora in contatto e molto presto vedremo il suo nome affiancare la mia label K S R.

Sei sempre in viaggio per l’Europa, soprattutto nei weekend, in quanto impegnato in tantissime date nei migliori club continentali. Se potessi stilare una top three dei migliori club in cui ti sei esibito, calcolando anche il calore del pubblico, l’atmosfera che hai respirato e la line-up della serata, quale sarebbe il tuo podio perfetto ad oggi?

Una top three sarebbe davvero molto difficile da stilare, poiché nella maggior parte dei casi sono stato accolto con tanto calore davvero ovunque. Ho avuto la possibilità di esibirmi su palcoscenici grandi e piccoli, dalla West Coast americana al Sud Africa, per non citare quasi tutte le capitali europee. Dunque se proprio dovessi raccontarvi di tre luoghi che mi hanno segnato, citerei sicuramente la mia esperienza al Tresor di Berlino nel 2017, il mio debutto in Sud Africa l’anno scorso al TOYTOY / Club And di Johannesburg e l’all night long del Lehmann Club di Stoccarda durante il periodo pasquale.

Invece dove non ti sei ancora esibito e vorresti accadesse al più presto? E non mi riferisco solo e soltanto ai club, ma anche ai festival più importanti del panorama musicale clubbing.

Sicuramente c’è un club di cui non ne faccio il nome, dove spero di approdare prestissimo. Riguardo i festival, mi piacerebbe molto suonare all’Awakenings, Labirynth o Dekmantel ma sinceramente, non ci sto pensando adesso benché sarei felicissimo se dovessi arrivarci in futuro.

What’s up next? Nel senso: cosa bolle in pentola per quanto riguarda prossimi lavori e/o date?

 KSR003 è sicuramente il disco più atteso per la mia carriera, uscirà a Gennaio 2020: ci sarà anche un EP che include i remix di Regis e Sleeparchive. A fine mese (ndr Novembre 2019), il mio debutto sulla leggendaria Soma Records e più avanti, nel corso dell’anno nuovo, ci sarà un nuovo disco su Planet Rhythm. Bolle anche altro in pentola, ma ancora non posso parlarne…Riguardo i prossimi appuntamenti, a seguire sarò a Varsavia, Berlino, Cracovia, Colonia, Karlsruhe, Parigi e il primo weekend di Dicembre lo passerò in India, per un tour di tre date precisamente a New Delhi, Mumbai e Hyderabad.

Beh e allora non ci resta che augurarti, da parte di tutta la Redazione di PolpettaMag, un fortissimo in bocca al lupo per il tuo futuro da artista! E sicuramente ci vedremo in qualche club mentre starai suonando la tua musica!

E’ stato un piacere, a presto Polpetta Mag!

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