Telefon Tel Aviv e i suoi incubi

“Dreams are not enough”, ultimo lavoro di Josh Eustis al MAT di Terlizzi

theverol
Tempo di lettura: 2' min
15 dicembre 2019
Review 4 U
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Sabato 7 dicembre al MAT Laboratorio Urbano di Terlizzi – Bari – si è esibito, nella sua ultima data italiana del 2019, uno degli esponenti più rilevanti della scena dell’electronic music internazionale: Telefon Tel Aviv.

E Polpetta Mag non poteva assolutamente mancare a un “appuntamento con la storia” come questo.

A dieci anni di distanza dalla pubblicazione dell’ultimo album “Immolate Yourself” (2009) e dalla scomparsa a causa di un mix letale di farmaci e alcool del socio Charles W. Cooper, lo statunitense Josh Eustis è ritornato nel Vecchio Continente per promuovere l’ultimo lavoro “Dreams Are Not Enough”, uscito su Ghostly International il 27 Settembre.

L’artista di Chicago, in Italia tra Novembre e Dicembre per un tour di 5 date, durante il suo live-set è stato accompagnato dai visuals del talentuoso Pfadfinderei, già al suo fianco nel progetto Second Woman.

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Un sound condito da “angoscia, inquietudine e mistero” [fonte Indie For Bunnies, Giuseppe Loris Ienco], per il disco più dark di tutta la carriera dell’ormai progetto solista Telefon Tel Aviv.

Una performance estremamente introspettiva, molto cupa e dai ritmi ossessivi, caratteristiche fondamentali della techno music presente all’interno dell’ultimo album. L’esibizione, avvenuta all’interno del teatro del MAT, ha catalizzato l’attenzione del pubblico dal primo minuto, sicuramente anche per lo splendido lavoro di visual prodotti da uno dei mostri sacri in quel campo (di cui sopra), ma soprattutto grazie all’atmosfera, a tratti rarefatta, che Eustis è stato in grado di ricreare. Un teatro gremito, che ha saputo ascoltare in quasi religioso silenzio le emozioni e le sensazioni dell’artista fino all’ultima nota, per un live-set estremamente drone, dalla natura eterea, con decise influenze techno, ma non a sufficienza da infiammare il dancefloor: un viaggio, quasi fosse una sorta di flusso di coscienza.

Un live “lacrime e sangue”, sia per la tragica sfortuna che ha segnato dieci anni fa l’ormai ex duo, sia per la storia che vi è alle spalle di tutto Dreams Are Not Enough: nove tracce che raccontano un incubo ricorrente di Josh Eustis, laddove l’artista è paralizzato sul fondale dell’oceano, immobile, intrappolato e ovviamente senza poter né vedere né respirare.

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Un concerto di qualità, che si incastra nella splendida programmazione a cui questa location ormai ci ha abituati. Un live assolutamente da vedere, da ascoltare, per chi è appassionato di electronic, ma anche per chi ama la musica discostandosi da determinati canoni o etichette di genere, basandosi quindi solo e soltanto sul “sentire” quel che quest’arte sa regalare.

E chissà che Telefon Tel Aviv non faccia di nuovo tappa in Italia per un eventuale tour estivo, perché in quel caso sicuramente bisseremmo.

Words: TheVerol / Ph. Vito Lauciello

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