Linkubator w/ Adiel + Helena Hauff @ Link 16.02.2019

janine
Tempo di lettura: 2' min
18 febbraio 2019
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San Valentino è passato portandosi via tante carinerie e smancerie. Ma si sa, il vento del romanticismo sdolcinato è duro a svanire

Chi sabato sera è passato dal Link non ha più questo problema. Qualunque sentimento di dolcezza è stato completamente spazzato via dai suoni duri come acciaio e solidi come cemento armato dell’impetuosa techno di due ragazze davvero speciali.

Questo capitolo della techno-night “Linkubator” presenta una serata per intenditori, una line-up dai gusti molto esclusivi, ed infatti il pubblico dell’altra sera era davvero selezionato dove anche età diverse si sono viste in pista  danzare i ritmi oscuri del sound proposto.

Dopo aver acceso le luci, ed i baristi in posizione di guerra, possono aprirsi le danze della serata. A scaldare le valvole dell’impianto audio del Link ci ha pensato Adiel. Già resident del Goaultrabeat di Roma e fondatrice della label dal bel nome “Danzatribale”, ormai sulla bocca di molti dopo la collaborazione con il maestro indiscusso Donato Dozzy per l’EP “Cavallina”. Un gossip divertente da citare – soprattutto per quei gli amanti del vintage e del calcio quello vero dei mitici anni 90 – è la curiosa parentela di Adiel. Già perchè suo padre è il mitico Angelo Di Livio, il “soldatino” che arava i campi da calcio della serie A italiana tra Juventus e Fiorentina.

(continua sotto)

Linkubator Adiel Helena Hauff

Chiusa questa parentesi, si è visto un set vinyl only per la ragazza romana. Un salire piano piano dei bpm e della durezza dei beat forse mette tutti in attesa per un pò troppo tempo, dove la folla bramava kick decisamente più duri e rapidi. Ma lampi di genio ed alcune perle di rara bellezza hanno tirato su di morale tutti i presenti al Link, andando a chiudere il set con dei bei rush acidi per arrivare al passaggio del testimone. Ne sentiremo parlare in futuro di questa ragazza, ha davvero qualcosa da dimostrare.

Ed è qui, alle tre del mattino, che i martelli iniziano a colpire davvero le incudini e le caviglie dei presenti. Helena Hauff porta i suoi dischi dietro alla consolle, e le puntine iniziano a graffiare un sound durissimo e veloce. Quello che gli avventori del locale stavano aspettando. La producer tedesca non bada a strani virtuosismi, partendo subito con l’acceleratore a tavoletta con bpm alti e cambi secchi, sonorità techno-acid degne dei migliori dischi di Emmanuel Top (naturalmente l’ha suonato) e Umwelt (terza traccia del set “Slave to the rave”, per farvi capire la cattiveria espressa fin da subito).

Grande set, dove si è vista una bravura eccezionale sia a livello tecnico come arte di mixing che come gusto ed estetica musicale. La mescolanza di genere ha creato una bellissima atmosfera di danza ed ascolto, passando dalla techno all’ambient passando tra bei break e lampi hardcore. Un bel Linkubator, davvero per intenditori, come già la line-up faceva presagire. Il pubblico ha apprezzato, e pure noi con loro.

Ci vediamo alla prossima, sempre sotto cassa, naturalmente.

 

Foto: Janine Billy
Testo: Matteo Petroni Granata

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