Intervista a Capofortuna. Tra ironia, voglia di spensieratezza e talento musicale

richard
Tempo di lettura: 4' min
26 settembre 2018
Interviste
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A volte assistiamo ad alcuni fenomeni per i quali qualche bizzarra congiunzione astrale mette insieme diversi elementi e il risultato è un’alchimia meravigliosa e insapettata

Il progetto Capofortuna nato da Rame e Ricky Cardelli è proprio una di queste ‘favole musicali’.

Davide Santandrea aka Rame non ha certo bisogno di tante presentazioni. DJ di fama internazionale, inizia la sua carriera nei primi ’90, insieme a Uovo e Dino Angioletti fonda il team Pasta Boys diventando resident di club di culto come il Kinki di Bologna. Istinctual Records, Pastaboys Records, ed infine Manocalda sono solo le tappe di un lavoro che gli permette di irrompere sul mercato discografico internazionale.

Ricky Cardelli invece è un cantante, poli-strumentista, DJ e producer. Inizia la carriera di musicista all’età di 12 anni, nella band di famiglia “Rangzen”, con cui insieme al fratello Francesco ‘Crimson’ Cardelli calca i palchi d’Italia con tour in Europa, in India e in America. Fonda successivamente la band FunkRi-mini, con cui porta il “FunkRimini Sound” nei più importanti locali e festival italiani.

L’unione di questi talenti ha dato vita a Capofortuna, un insieme di generi diversi e al contempo così simili tra loro tra drum machine, sintetizzatori, flauti e chitarre. In vista della loro esibizione a roBOt festival ci abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

Iniziamo da una curiosità personale più che dalla classica domanda da intervista: perché vi siete chiamati “Capofortuna”? Qual è stata la ragione che vi ha convinto a chiamarvi come una famosa canzone di Rino Gaetano? C’è un nesso col cantautore oppure c’è un motivo più profondo alla base?

Quando era momento di scegliere il nome, ne abbiamo vagliati diversi; alcuni molto bizzarri. Capofortuna è spuntato fuori quasi casualmente, in un classico momento di relax ovvero quando, in genere, usciamo dallo studio e ci buttiamo sul divano suonando le chitarre e la nostra amata tastierina Casio, spulciando sempre tra dischi e fumetti per trovare ispirazione. 

La canzone di Rino Gaetano ci ha convinto perché incarna in pieno il nostro senso di ironia e voglia di spensieratezza. Gli abbiamo successivamente dato un nostra personale interpretazione immaginando un’isola, un luogo mistico e fantasioso, dove tutti suonano e la musica è pura libertà d’espressione e regna sovrana senza barriere o definizioni.

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Eleva 6 Capofortuna roBOt

Parlando invece di musica, qual è stata la molla che ha fatto nascere questa collaborazione? Musicalmente parlando venite da background diversi, ma che insieme sembrano funzionare decisamente molto bene, avevate già le idee chiare fin da subito o vi siete semplicemente trovati in studio e avete iniziato a sperimentare?

Ci siamo conosciuti suonando come dj allo stesso party e, sorpresi dai tanti gusti musicali in comune, abbiamo improvvisato un back to back che ci ha portato in studio pochi giorni dopo; abbiamo la stessa passione per tantissime band passate e presenti (troppe per essere citate!…). È questa l’ispirazione che ha fatto nascere la  traccia che ha dato il titolo all’Ep “Crush On You” uscito recentemente su Slolw Motion Records.

Ecco a proposito di Crush On You, al momento avete pubblicato solo un EP, a quando il primo vero album targato Capofortuna?

Al più presto, sappiamo di avere molto da lavorare e già dai prossimi mesi ci metteremo anima e corpo sarebbe fantastico avere il nostro album d’esordio pronto per il 2019.

 

Domanda rivolta a Ricky: com’è portare avanti due progetti diversi? Mi spiego, da una parte ci sono i Funk Rimini, con un suono se vogliamo un po’ più commerciale (e freschi di nuovo album) rispetto ad una cosa molto più di nicchia come il progetto nato con Rame. Si, insomma, come fanno a coesistere due cose così diverse?

La base comune è l’amore per il groove e la nostra terra; siamo come una grande famiglia che lavora insieme per l’unico obiettivo: portare avanti un suono con una precisa e forte identità.

I due progetti si differenziano soprattutto perché FunkRimini è una band di cinque elementi che, pur avendo una forte connotazione funk, vuole lavorare sulla musica a 360° sia Hip-Hop, House, Rock, Pop, Jazz, o qualsiasi altro genere. Il motto di Funkrimini è infatti “Flowsane” che sarà anche il titolo del nuovo album. 

Capofortuna e’ il progetto che rielabora le nostre esperienze da dj e musicisti vissute in periodi diversi, un progetto ovviamente più  mirato  al Dancefloor ma non per questo meno attento alla musica e a tutti i suoi linguaggi, con FunkRimini c’e’ una naturale affinità’ che  abbiamo recentemente testato sul  palco in un unica combo 

(continua sotto)Eleva 6 Capofortuna roBOt

Insomma se il 2017 è stato l’anno della nascita di questo progetto, il 2018 è stato decisamente quello della conferma di questa “formula vincente” con un sacco di date in programma e altrettante in cui vi siete già esibiti. Cosa vi aspetta nel 2019?

Noi vogliamo continuare questo percorso, possibilmente migliorando;  dal 2019 ci aspettiamo soprattutto tanto, tanto lavoro in studio  !

Che cosa sentite di voler dare con Capofortuna all’attuale panorama musicale? Perché mi sembra chiaro che i vostri intenti vadano ben oltre i semplici gusti musicali. Quale sarà la vostra direzione?

Il Panorama Musicale attuale  e’ più vivo che mai  in tutto il mondo , anche l’Italia contribuisce con Artisti di grande Talento , noi vogliamo farne parte  e contribuire trasmettendo la nostra  musicalità  e  le nostre emozioni, senza filtri senza troppi calcoli  

Giovedì suonerete al roBOt festival, tra il romagnolo Daniele Baldelli e il set finale di Uovo e Dino Angioletti. Una bella rimpatriata che dite, ci sarà da divertirsi?

Conoscendo bene gli altri protagonisti ci sarà molto da divertirsi ma  dovremo anche restare concentrati perché il livello è  alto!

 

Grazie della chiacchierata ragazzi, ci si vede a roBOt!

Testo di Richard Giori
Foto di Gloria Soverini

 

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