Glanko: macchine, strumenti e industrial

theverol
Tempo di lettura: 6' min
8 febbraio 2020
Interviste, Up Next
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UP NEXT: GLANKO

 

UP Next è il format di Polpetta Mag mirato a studiare e proporre i talenti in cui crediamo: quelli che non dormono la notte per suonare o produrre (e magari di giorno fanno tutt’altro lavoro), quelli alla spasmodica ricerca del vinile perfetto o del suono più originale, quelli che affrontano ogni incontro come possibilità di arricchimento.

 

Barese d’origine, ma con il sound underground più continentale che scorre nel sangue, oggi la Redazione del magazine incontra Glanko, nome d’arte di Giuseppe Fallacara.

Il nostro giovane artista, prima di essere un producer, è un musicista che proviene dal metal: nel tempo, man mano che la sua maturità cultural-musicale si compie, si addentra sempre di più nella scena underground, iniziando a produrre musica techno. Ed è così che nel 2012 Giuseppe Fallacara dà il via al progetto musicale di Glanko, laddove macchine e strumenti reali producono un sound estremamente industrial dalla forte essenza elettronica. Tra album interi ed EP, ha già un’interessante discografia alle sue spalle, che al momento vede come ultimo lavoro “Osmosi”, produzione di 14 tracce pubblicata nel 2017.

Ciao Glanko, benvenuto su Polpetta Mag! Direi che sei a pieno titolo il nostro “Up Next” del mese: Prima la musica rock, anzi… metal! Quindi ancora più estrema. Poi hai scoperto l’IDM, la Glitch e l’Electro. Da allora sei arrivato a produrre techno, diventando un producer vero e proprio. Ricordi come è avvenuto questo passaggio neanche tanto improbabile? Se ci è stato per caso un evento particolare che ti ha fatto interessare alla scena elettronica?

Ciao ragazzi! E’ un piacere essere intervistato da voi! Dunque… ho sempre definito il mio percorso musicale abbastanza ‘’strambo’’ ma in fondo non penso sia realmente così: piuttosto, penso sia una crescita continua alla ricerca di sonorità e mood differenti. Effettivamente diversi anni fa mi divertivo in sala prove e nei live con le mie chitarre tra accordature in drop C, distorsioni e breakdown per poi passare al Rock ‘n’ Roll più psichedelico e alla fine scoprire l’IDM/Glitch.
Tutto è successo nel 2010-’11: si condividevano ascolti e dischi tra amici e alcuni di questi mi consigliarono diversi titoli della famosissima Warp e altri più minimalisti e differenti come quelli rilasciati per Mille Plateaux o Raster Noton. Tra questi, quello che mi colpì particolarmente fu ‘’Univrs’’ di Alva Noto fresco d’uscita in quel periodo. Ne rimasi profondamente affascinato e, curioso di questo nuovo mondo sonoro iniziai a studiare e metter su le mie prime produzioni.

Quando scrivi i tuoi pezzi, ci sono dei sentimenti ed emozioni più preponderanti che ti “indicano la via” del sound? Ecco, come nasce una traccia di Glanko?

Allora, diciamo che mi influenza molto quello che sto vivendo, quello di cui mi nutro quotidianamente, che alimenta il mio stato d’animo.  I mood predominanti nelle mie produzioni sono mistici o malinconici e molte volte in fase di composizione cerco di creare storie e di dare dei significati ben precisi tra suoni, testi e immagini. Mi capita di mettermi a lavoro su una traccia nei momenti in cui sono maggiormente attratto da una trama (che sia di un film, di una serie tv o di un videogame ad esempio…) e tutto nasce tecnicamente da armonie composte al piano o pad ambient. Avviene in maniera naturale, armonia in primis e ritmiche subito dopo condite da vari dettagli.    

La tua è una label tedesca (ndr Halbsicht Records). Come mai la scelta di essere prodotto in Germania, che sicuramente è un po’ la patria europea del tuo genere musicale, piuttosto che di provarci in Italia? Ci sono dei motivi ben precisi?

Non proprio. Con Halbsicht e il principale curatore della label ho avuto un rapporto grandioso fin dal primo scambio di mail. Amo le loro release, alcune sono davvero fantastiche. In realtà, nel 2014 cercavo qualcuno che fosse disposto a rilasciare il mio primo disco ‘’Alset’’ e così mandai demo a diverse label del genere, loro furono tra i primi a rispondermi e mi sembrarono molto interessati al progetto e al disco. Mi aiutano in tutto, il progetto è cresciuto parecchio e se non fosse stato per loro (e altre label con cui collaboro) forse, non sarei mai riuscito ad incrementare gli ascolti delle mie produzioni.   

Collegandoci un attimo alla domanda precedente, come valuti il mercato italiano in relazione alla scena underground?

Meno visibili, nel seminterrato della nostra penisola ci sono progetti che da anni a questa parte sfornano album e live show che meriterebbero secondo me molta più attenzione. Che si tratti di Noise Rock, Prog, Psichedelia o Elettronica il nostro Paese ha tanto da offrire, come scena underground siamo tra i migliori in Europa. Tanto di cappello anche alle label e addetti ai lavori che tra mille difficoltà producono e credono in questi progetti.

Qual è stato il momento più importante del tuo percorso musicale? Che si tratti di un incontro importante con qualche personaggio di spicco del mondo underground, oppure di una data in particolare in cui ti sei esibito e che ricordi come se fosse successo ieri.

Da quando ho avviato il mio percorso, ho vissuto diversi momenti positivi fatti di piccole soddisfazioni. Non ne ho uno in particolare, però, in un paio di occasioni, grazie a label che mi hanno contattato ad esempio, ho avuto l’opportunità di condividere la mia musica in album VA o playlist con artisti come Grischa Lichtenberger, Proem e altri ancora che stimo e che mi hanno influenzato negli anni. Del resto ciò che mi rende felice e rende importante il mio percorso musicale sono anche le reazioni positive degli ascoltatori ai live e il confronto post set con alcuni di loro. Alcuni mi scrivono anche messaggi privati per complimentarsi e chiedermi curiosità su cosa io utilizzi o come faccia a creare alcuni suoni nei dischi.

(continua sotto)

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Dove immagineresti, ora, più a suo agio Glanko? Club o Festival?

Per quello che ho fatto fino ad ora e per come io continui a costruire i miei set, penso Festival. L’esperienza live set ad un Festival a mio parere è differente da un normale dj o live set in un Club, a partire dalle location, dalla varietà di generi, di condivisione e ascoltatori.  Il Club o sala da ballo è un esperienza un po’ più ‘’intima’’ che comunque non escluderei mai per sperimentare hybrid dj set.

Mentre cosa preferisce Giuseppe Fallacara?

Entrambi, non ho mai avuto preferenze in merito, anche se ho frequentato più Festival.  

Sogni nel cassetto sicuramente ce ne sono! E certamente fra questi ci sarà il desiderio di esibirti in una location ben definita oppure in una lineup ben precisa di un festival ad hoc. Ci vuoi svelare i tuoi sogni?

Di sicuro fra i sogni più importanti, c’è quello di rendere il mio suono più personale e professionale per portare il progetto più in alto, magari anche con un live project audio/visual ben studiato: questo è da sempre l’obiettivo numero uno nella mia mente; che poi questo obiettivo possa portarmi un giorno ad esaudire il sogno di condividere il palco con artisti incredibili come Clark, Squarepusher o Plaid per qualche bel festival magari sarebbe l’ideale. Mi viene subito in mente il Sonar Festival… ma ne avrei tanti altri in testa.  

What’s up next? Dagli spoiler dei tuoi social network (ndr Intagram e Facebook) si intuisce che stai lavorando sul nuovo disco? Abbiamo qualche news da dare in anteprima su Polpetta Mag?

Più di due anni dal precedente ‘’Osmosi’’ passati tra plugins, sintetizzatori, chitarre e… ci siamo! Ho infatti caricato diversi video sui social dove mostro i mix di alcuni brani. Posso dire che il mio nuovo lavoro avrà una matrice molto più Techno rispetto ai precedenti. Ho abbandonato quasi del tutto i glitch, dedicando più attenzione alle armonie: infatti, è il disco armonicamente più maturo che io abbia mai composto!
Ho lavorato molto di più con sintetizzatori dall’impronta analogica, suoni più corposi e le chitarre si fanno molto più presenti tra i diversi suoni. Anche il concept è completamente nuovo. Non mancano collaborazioni e menti esterne che danno quella creatività e corpo in più alla produzione finale.
Non ho ancora definito la data di uscita ma sarà molto presto, sto lavorando ancora agli ultimi dettagli e… non vedo l’ora! 

E di prossime date?

Per ora sono ancora concentrato sui dettagli e sull’uscita del disco, per cui preferisco una full immersion al 100%. Spero di farne tante in futuro, ci sono date in ballo da definire e confermare, qualcuna anche più imminente dove molto probabilmente inserirò nel set i nuovi brani.

Allora non ci resta che augurarti, da parte di tutta la Redazione di PolpettaMag, un fortissimo in bocca al lupo per il tuo futuro da artista! E sicuramente ci vedremo in qualche club mentre starai suonando la tua musica!

E’ stato un piacere per me, grazie a voi e a presto!

 

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