Galactica NYE Festival: il nuovo Capodanno bolognese dal sapore internazionale

janine
Tempo di lettura: 3' min
6 gennaio 2019
Festival, Gallery
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Ci sogni, ci sono persone che credono nei sogni ed altre che li inseguono.
Ci sono persone che i sogni, i grandi sogni, li costruiscono.

Galactica è questo, è un sogno nato dall’idea ambiziosa di un collettivo bolognese di creare qualcosa di grande ed indimenticabile in una città che da qualche tempo sembrava vivesse nel ricordo di lontani anni d’oro.

La tenacia e la costanza che hanno contraddistinto il collettivo UNCODE in questi anni è ben nota a noi di Polpetta Mag. Parliamo di svariati party che hanno segnato le notti bolognesi di questi anni.
È stato un percorso impervio ma partendo da serate con ospiti come Dave Clarke, James Ruskin, Paco Osuna, Francesco Del Garda, Raresh, Raffaele Attanasio passando per Charlotte De Witte e Kobosil il collettivo Uncode è arrivato ad organizzare GALACTICA, un festival di 20 ore, diviso in due location con ospiti internazionali di vero spessore.

Ma adesso vi parlo quella notte, la notte del 31.12.2018.
Arrivo presto al Palanord, attorno alle 22.00, l’aria era pungente ma per me era più che altro frizzante.
Entro in quel capannone immenso e mi rendo conto che lo spettacolo a cui sto per assistere sarà davvero sbalorditivo: almeno 6 schermi dedicati ai visual, fari led a perdita d’occhio, consolle gigantesca; mi son sentita subito a casa.
Faccio un giro per capire meglio come muovermi all’interno del locale, la musica parte ed i cancelli si aprono.
I Wooden Crate fanno gli onori di casa ed aprono la pista ad Ilario Alicante che sale in consolle alle 23.30.
Il dancefloor è già affollato e la  mezzanotte arriva in un batter d’occhio, il countdown è all’altezza della aspettative ed allo scoccare della mezzanotte l’intero Palanord va in delirio.

(continua sotto)

Ilario continua la sua performace impeccabile e grintosa, degna di un inizio dell’anno coi fiocchi.
Poco dopo il testimone passa ad Enrico Sangiuliano, che porta un po’ più di oscurità e profondità ai suoni che riecheggiano dentro al Palanord, più techno insomma, cosa a me molto gradita.
Il sound di Enrico è serrato ed avvolgente proprio in chiave Drumcode, etichetta di cui fa parte; il dancefloor lo segue e lo incita ad ogni ripartenza; come dargli torto. Davvero una performance degna di nota la sua.

La staffetta continua e mentre Enrico lascia la consolle per dirigersi verso Cosmo, festival di Roma dal quale stiamo aspettando arrivi la regina Amelie Lens. Ad ingannare piacevolmente questa attesa ci pensa il giovane Mattia Trani con il suo nuovo live.
Concentrazione ai massimi, sguardo serio e muso duro, ma dopo la prima ripartenza il flow inizia a prevedere lo sguardo di Mattia. Il pubblico è in vero delirio e le braccia del Palanord sono rivolte al cielo per tutta la durata del live.  La techno di Mattia è più dura di quella Enrico, meno melodica e più secca, quella techno che ti prende dalla punta delle dita e non ti fa star fermo.

Il Palanord è ormai stracolmo, corpi danzanti e sorrisi ad ogni angolo, penso: “che spettacolo!”

Altra giostra, altro giro, le performance si susseguono inarrestabili ed è già arrivato il momento di Ameli Lens.
Per lei l’accoglienza è davvero inenarrabile, tutti l’aspettavano e lei non si è di certo risparmiata. Il tempo di togliersi la giacca e mettere le cuffie dopodiché la prima bomba viene sganciata sul Palanord, la pista va in completo delirio ed Amelie sfoggia il sorriso più soddisfatto che io abbia mai visto durante un djset.
Ha ballato come una matta, sorriso e gioito per tutta il tempo.
Quando le hanno detto che doveva mettere l’ultima traccia ha guardato l’orologio sconsolata chiedendo se ne poteva mettere due anziché una…. quando si dice amare il proprio lavoro.

Il momento dei saluti però è giunto ed Amelie lascia la consolle a Lucy, pietra miliare della storia della techno contemporanea.
Fondatore della Stroposcopic Artefacts, Lucy è il dj della notte Galactica con più produzioni alle spalle ed una tecnica da capogiro. Lasciare a lui il set di chiusura è stata una scelta da veri intenditori.
Mixando vecchio e nuovo, tracks più “facili” a tracks più impegnative Lucy ha portato il Galactica in visibilio fino alla chiusura.

Le luci si accendono e, come da tradizione quando una festa è andata alla grande, la richiesta di un ULTIMO DISCO arriva puntuale. Ci godiamo anche l’ultimo brivido di questa festa davvero senza precedenti ma che speriamo possa avere altri appuntamenti futuri.

È stato pazzesco.

 

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