Eurosonic Noorderslag: dieci artisti italiani nei Paesi Bassi

theverol
Tempo di lettura: 3' min
6 febbraio 2019
Interviste
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…e fra questi ci sono anche i The Pier, con cui abbiamo scambiato qualche chiacchiera

Eurosonic Noorderslag, Groningen (Paesi Bassi), 16 – 19 gennaio. 

A distanza di pochi giorni dal meeting europeo dell’industria musicale, a cui partecipano artisti da tutto il Mondo, a rappresentare il sound italiano sono stati: Her Skin, Sem & Stenn, Indianizer, Federico Albanese, Any Other, Violetta Zironi, Machweo, Alessio Bondì, Tomat Petrella e i The Pier. 

Nonostante il solidissimo topic di questi giorni sia il Festival di Sanremo, vogliamo provare a distogliere l’attenzione dalla kermesse più importante della canzone italiana per poter parlare anche di un altro tipo di musica, sempre battente bandiera tricolore, anch’essa esportata all’estero, ma non tramite l’Eurovision Song Contest, bensì grazie a realtà come l’ Eurosonic Noorderslag: quella musica più di nicchia, che dispone di palchi meno grandi di quello dell’Ariston, che prova a sgomitare nel sottobosco dell’industria musicale per far emergere il proprio valore. 

Ed è così che nasce la decisione di intervistare i The Pier, band alternative della provincia barese. Con loro ci siamo confrontati per saperne di più su questo raduno continentale di musicisti e operatori del settore, per conoscere la loro esperienza, le loro sensazioni, magari farci raccontare qualche curiosità sulla trasferta olandese o sulle due date seguenti nella Repubblica Ceca, e scoprire anche qualche news sul loro ultimo disco uscito nella seconda metà del 2018.

 

Ciao ragazzi, innanzitutto benvenuti su Polpetta Mag. Siete reduci da un’esperienza che supera i confini nazionali e che vi ha portati nei Paesi Bassi (e non solo), più precisamente all’ Eurosonic Noorderslag, ovvero la 33esima edizione del più grande meeting dell’industria musicale che si svolge nella nazione dei tulipani, più precisamente a Groningen. Ci piacerebbe innanzitutto conoscere le emozioni che, come The Pier, avete vissuto nel momento in cui avete appreso la notizia della trasferta nei Paesi Bassi, seguita poi da altre due date (18 e 19 gennaio) nella Repubblica Ceca.

Ciao Dario e ciao a tutta la Redazione di Polpetta Mag. Allora, la notizia l’abbiamo appresa con grande stupore e felicità anche perché si prospettava il nostro primo effettivo tour europeo, dopo diverse date secche fuori dall’Italia. Siamo partiti con ottime aspettative per questa esperienza che si è rivelata probabilmente la più bella mai vissuta come band.

(continua sotto)

The Pier

Avete condiviso l’esperienza olandese con artisti di tutto il Mondo e non solo, quindi, con nostri connazionali. Quanto vi ha arricchiti l’ Eurosonic Noorderslag sia in termini di rapporti umani che in termini di scambio musical-culturale? Il festival favorisce maggiormente le interazioni fra gli operatori del settore. A nostro discapito, purtroppo ci siamo dovuti muovere la mattina dopo il nostro concerto: quindi al di fuori di qualche chiacchiera scambiata con le band che hanno condiviso la nostra venue, non abbiamo avuto modo di vivere, ahinoi, a pieno l’aspetto relazionale che un festival del genere offre.

C’è stata un’esperienza che vi ha colpito maggiormente a Groningen o nelle due date successive del tour e che ricorderete per molto tempo ancora?Sicuramente il concerto a Praga ci ha lasciato uno splendido ricordo data l’incredibile risposta del pubblico che, pur non conoscendoci in maniera approfondita, ha apprezzato tantissimo il nostro show e ha creato un atmosfera caldissima vista di rado finora.

Math-rock, noise, alternative con influenze post-rock: il vostro è un genere “difficile” per il mercato italiano, che, impigrito, pare essersi arenato quasi del tutto sul pop (il famoso it-pop). Qual è la vostra posizione in merito? Quali difficoltà una band davvero alternativa al “sistema musica italiano” trova, nonostante la produzione di un album di qualità, qual è Dead Reckoning, nonché il secondo della vostra carriera dopo quello omonimo del 2016? Del panorama italiano non ci importa molto francamente. Con Dead Reckoning abbiamo lavorato in primo luogo per soddisfare le nostre menti, non curanti della nostra provenienza geografica. I feedback positivi nazionali li accogliamo con piacere, anche se il nostro obiettivo ovviamente è quello di far crescere il nostro seguito all’estero. Un progetto del nostro tipo, a nostro avviso, può solo ragionare così per aggirare il panorama del mercato nazionale.

Quanto è difficile per una band pugliese, figlia di una Regione culturalmente fertile ma lontana dai grandi poli musicali nazionali, emergere in Italia oggi? Se si parte sempre con una grande demotivazione ahinoi è realmente difficile riuscire a raggiungere dei traguardi importanti. Noi abbiamo lavorato senza porci troppi problemi e, con un team di persone che come noi credono veramente nel progetto, stiamo riuscendo pian piano a toglierci diverse soddisfazioni.

Progetti per il futuro? Tour? Qualche spoiler? Quest’anno sarà molto impegnativo per noi, sia per The Pier che per un altro progetto a cui parteciperemo dal vivo. Possiamo solo dirvi che in un modo o nell’altro ci vedrete in giro per tutta l’Italia e – piccolo spoiler – anche all’estero.

Va bene ragazzi, grazie per essere stati con noi e in bocca al lupo!Un grazie a voi. BOOOM!

TheVerol

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