Tornare a casa dal Dekmantel con le ginocchia rotte e le lacrime agli occhi.

matteo-petroni-granata
Tempo di lettura: 3' min
7 agosto 2019
Review 4 U
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E anche questo Dekmantel è finito.

Con le caviglie rotte e le ginocchia stanche dalle innumerevoli ore di danza, ci siamo diretti verso Schipol per riprendere l’aereo verso casa, con le lacrime agli occhi ma pieni di gioia, nuove amicizie e tanto bel sound da riportare a casa.

L’ormai celeberrimo e, a nostro avviso, più importante festival di musica elettronica europeo, ha regalato grande spettacolo. Diviso in quattro giorni dove, il primo trascorso ad aggirarsi per il centro di Amsterdam fra lo storico club Shelter, l’auditorium Muziekgebouw e lo spazio Tolhius, per poi trasferirsi nella grande radura dell’Amsterdam Bos.

Impossibile parlare di tutto quello che è successo, sono davvero troppi gli artisti che hanno calcato i sette palchi del festival suddivisi in Main Stage, Ufo I, Ufo II, Selectors, Greenhouse, Boiler Room e Red Light Radio.

Faremo quindi una nostra Top of the Top suddivisa per i quattro giorni di festival, parlando delle bombe a mano e delle perle che abbiamo trovato in Olanda.

Pre-festival / Thursday

THE COMET IS COMING – Muziekgebouw

I ragazzacci sanno il fatto loro, ne abbiamo parlato mille volte in altre occasioni (Primavera Sound, Beaches Brew ecc) e continuiamo a ripeterlo: spettacolari e divertentissimi. Una costante.

YUSSEF DAYES – Tolhius

Presente anche all’Ortigia Sound System di quest’anno, ha regalato una bellissima performance con la sua batteria infuocata, accompagnato da un bassista (chiamato da lui “Italian Stallion”) virtuoso. Bell’inizio di festival.

Day One @ AMSTERDAM BOS (Friday)

NU GUINEA (Dj Set and Keys) – Boiler Room

Praticamente solo disconi italiani e napoletani, cantati da tutta la folla presente (anche dagli stranieri!) creando un atmosfera bellissima alle quattro del pomeriggio. Grandi smiles.

SPFDJ – Boiler Room

La regina del party Herrensauna di Berlino era una delle più attese (ha suonato anche in Ufo I) e non ha deluso: hard dance allo stato puro, beat folli e veloci, arie trance e kick spezza caviglie.

FREDDY K – Ufo I

Il maestro della techno, il chiudipista del Berghain ha dilaniato tutto il capannone dello stage Ufo I, facendo capire a tutto il pubblico che quello è lo stage per veri technofili. Industrialone vero.

Day Two @ AMSTERDAM BOS (Saturday)

BLACK MERLIN – Ufo II

Il producer britannico, diversamente dalla sue produzioni molto electro, ha portato un set a bpm altissimi, cattivo ed esaltante in uno stage meraviglioso che è l’Ufo II. Grande rivelazione.

AFRODEUTSCHE – Boiler Room

Questa ragazza sta crescendo davvero forte: in pochissimi anni è arrivata fino a qui, a suonare al Dekmantel (sia in Boiler che in Ufo II), portando un set fighissimo fatto di acidate anni 90 e ritmi tribali durissimi. Guardatevi la sua Boiler, è suprema.

PARRISH SMITH – Ufo I

Stesso discorso fatto per Freddy K: l’Ufo I stage è per veri technofili brutti, sporchi e cattivi. Smith non ha bisogno di presentazioni, urla hardcore e techno dagli inferi per un’ora e mezza senza sosta. Probabile il miglior set techno del festival.

DAY THREE @ AMSTERDAM BOS (Sunday)

JEX OPOLIS – Red Light Radio

Grandissimo veterano e supremo selectors, il canadese ha piazzato dei disconi incredibili: garage house, afro, funky e chi più ne ha più ne metta. Il tutto nel bellissimo stage all’aperto della famosa radio di Amsterdam, con un soundsystem tutto in legno di faggio. Bella chicca.

HECTOR OAKS – Ufo I

Uno degli artisti più apprezzati a livello underground, eroe oscuro, martellatore seriale, selezioni rarissime ed introvabili. Dopo il suo set, si è vociferato per tutto il festival la storia delle incredibili gesta di Hector in Ufo I stage. Se vi capita in città, ANDATECI.

PALMS TRAX – Main Stage

La chiusura del Dekmantel non poteva essere affidata ad ospite migliore. Palmsy ha fatto volare tutto, con i suoi soliti beat a metà tra il caraibico/funky/house/qualunque cosa faccia ballare, facendoci piangere di gioia fra mani alzate ed abbracci con i ravers conosciuti di tutto il mondo conosciuti al festival. Gioia vera.

Queste, a nostro avviso, sono le perle più luccicanti di questo Dekmantel.
Tra la pioggia e la tempesta del primo giorno ed il sole degli ultimi due, abbiamo vissuto un festival stupendo: consigliamo a tutti di andarci e di goderselo alla grande.

Nota – Per chi era nel campeggio, c’era una stage in più: la Toiler Room, nonchè i bagni del campeggio acchittati dagli inglesi con casse e luci strobo fino a mattina. Tamarrissimo, ma bellissimo! E arrivederci al prossimo anno!

Matteo Petroni Granata

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