Anima, il capolavoro Thom Yorke è finalmente disponibile

theverol
Tempo di lettura: 2' min
27 giugno 2019
Review 4 U
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Penso al leader dei Radiohead e penso ad un genio

 

A poche ore dall’uscita di “Anima, nuovo lavoro autografato Thom Yorke, mi ritrovo in chat su un gruppo whatsapp a scambiarmi impressioni sull’album in questione con altri amici.

Chiaramente tutti noi siamo rimasti estasiati dal lavoro svolto dal leader dei Radiohead per questa sua ennesima produzione da solista. Ed è proprio su questa chat che mi lascio andare ad una considerazione assolutamente soggettiva, quindi dettata dal mio bagaglio e dal mio orecchio, ma su cui potrebbe convergere anche dell’oggettività: se dovessimo pensare al genio in musica, io assolutamente affiancherei a Steven Wilson anche Thom Yorke.

Artista poliedrico, dalla voce angelica, dall’intelligenza sopraffina, che è stato capace di contaminare la sua band di provenienza con l’electronic music, quand’ancora si gridava all’eresia nel mondo dell’alternativese i suoni “classici” venivano “sporcati” con un sound più elettronico.

E finalmente “Anima”. Un lavoro tanto atteso quanto probabilmente improvviso.

Finalmente disponibile per l’ascolto sulle piattaforme digitali di streaming (sì, lo sto ascoltando per la terza volta su Spotify mentre scrivo queste mie inutili considerazioni, questi “my two cents”).

(continua sotto)

thom yorke ferrara

Sound etereo, dense influenze elettroniche, forti emozioni mixate a sensazioni metafisiche regalate dall’artista all’ascoltatore, per un ritmo che cresce sempre man mano che le trackscorrono, man mano che il racconto di Yorkeavanza.

Un disco d’autore, che sa accogliere l’ascoltatore, che riesce a coinvolgerlo in questo trip fatto di suoni e immagini (non a caso l’uscita di Anima è stata accompagnata da un cortometraggio su Netflix firmato da Paul Thomas Anderson), laddove i ritmi più ossessivi vengono spezzati indissolubilmente dalla voce raffinata e delicata del nostro artista.

Se volessimo provare a dipingere su una tela questo disco, sicuramente sarebbero da preferire colori freddi e scuri a quelli più caldi, nonostante i 40° di temperatura segnati oggi dalle colonnine di mercurio.

Si percepisce, infatti, l’animo travagliato dell’artista, probabilmente ricco anche di angosce irrisolte, che l’hanno reso uno dei capisaldi della musica al Mondo.

Nove tracce, circa 47 minuti di durata, per un disco che si candida ad essere il suo capolavoro da solista.

Un disco che non ha paura di raccontare il Thom Yorke che tutti noi conosciamo, il suo essere visionario, astratto, ma geniale al contempo.

Un disco da avere assolutamente fra gli imprescindibili, da poggiare sul piatto con delicatezza, prima di farlo suonare.

Voto? 9,5, ma solo perché il 10 si dice non si debba dare quasi mai.

Words: TheVerol
Cover: Janine Billy, archivio Polpetta Mag from Sonar 2018

 

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