L’uscita del giorno: 10, il nuovo album di Missincat

paogo-ameschi
Tempo di lettura: 2' min
13 settembre 2019
News, Review 4 U
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Quando mi dissero che c’era da recensire il nuovo disco di Caterina Barbieri, nonostante la conoscessi solo per nome, senza aver mai sentito realmente nulla di lei.

Ho pensato “perchè no? d’altronde è stata alla Boiler Room a Bologna, me ne hanno parlato tutti molto bene, sono curioso, quindi ok!”. Non sapevo neppure avesse questo alter ego chiamato Missincat, o che cantasse, in inglese o in italiano… Insomma ho iniziato ad avere qualche dubbio a riguardo.

Per colmare ciò che da pura ignoranza si stava trasformando in un sospetto di omonimia, sono quindi ricorso al potente Google, che ha sedato ogni mio dubbio, e mi ha fatto in realtà un bel regalo perchè ho scoperto due Caterina Barbieri in una botta unica.

La bella sorpresa è che mi aspettavo di ascoltare un album fatto di suoni elettronici e poco altro, e invece mi sono imbattuto in un disco splendido, ricco e profondo; la Caterina Barbieri sulla quale d’ora in poi ci concentreremo, ovvero Missincat, in questo nuovo lavoro (in uscita oggi e che potete ascoltare qui sotto) decide di abbracciare la sua lingua madre, per dare vita a 9 tracce squisitamente indiepop, elegantemente intime, delicatamente naturali.

Il cantautorato contemporaneo di Caterina si eleva ad uno stato di grazia incredibilmente efficace perchè può potenzialmente arrivare alle masse ma colpendo nel profondo dell’animo di ognuno di noi. I testi sono ispirati dal vissuto dell’artista, affrontano temi personali e spinosi, se non addirittura dolorosi, come la delusione, la malinconia verso il passato, l’incomprensione cronica tra esseri umani. Le sue canzoni hanno accolto e cullato un momento di grande vulnerabilità per aiutarla a “morire” per poter poi rinascere, affrontando situazioni che le causavano dolore e che la imprigionavano, limitandola e costringendola.

“Questo disco è stato un viaggio catartico e liberatorio che mi ha riavvicinato alla me stessa più vera. Mi sono ritrovata come essere umano e come artista.”

afferma la stessa Caterina. Un turbinio di sentimenti ed emozioni che si percepisce a pieno, permeato però da una delicatezza quasi imbarazzante. Un disco nel quale si percepisce davvero l’esigenza dell’artista di comunicarci qualcosa, di uscire allo scoperto, di aprirci il suo cuore e farci entrare nel suo mondo. La voce di Caterina è naturale e lieve sui suoni prodotti da Philipp Milner, il quale ha saputo tessere un vestito sonoro perfetto per far brillare ancora più luminosamente le parole. Si rinnova quindi per l’ennesima volta la magia innata della musica, grazie a questo meraviglioso esempio di genuinità, un disco che è davvero perla rara di questi tempi in un panorama musicale sempre più mordi e fuggi, e che tende a non lasciare nessun segno tangibile. Con 10 invece Missincat lascia più che un semplice segno, ma sconquassa l’animo e ci regala una nuova visione del mondo. Insomma, ogni tanto peccare d’ignoranza e lasciarsi confondere dall’omonimia, come è successo a me in questo caso, fortunatamente porta anche a belle scoperte.

Paogo Ameschi

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