Nick Monaco: tanto lavoro e produrre roba figa, questo è tutto. # Interview #

polpetta
Tempo di lettura: 6' min
30 January 2013
Interviste

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Nick Monaco nasce nel 1990 nella Bay Area del Nord California, dove dimora seguendo la sua personale filosofia: il più strano, il più funky, il meglio.

Già da adolescente era ossessionato dal turntablism e da qualsiasi cosa che riguardasse l’Hip Hop. Si esercitava per ore e ore, finché un giorno grazie ai suoi scratches innovativi fu contattato dall’extraterrestre DJ Q-Bert (3 volte campione del mondo DMC, campione DMC degli USA nel ’90 ed entrato con Mix Master Mike nella DMC DJ Hall of Fame) per contribuire al glossario della “Scratchlopedia Breaktannica”.

 

Nel 2011 Nick manda un suo demo ai Soul Clap che rimasero scioccati dalla sua originalità; da allora lo hanno adottato come parte della famiglia e hanno tenuto un posto per lui sulla nave madre, Soul Clap Records. E per finire, quando Nick uscì con “Long Kiss Goodnight (Soul Clap Edit)”, fu contattato da un altro mostro sacro del genere, Claude Von Stroke, che incluse il suo disco nella compilation della Dirtybird “Hatched”. 

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Il 28 gennaio, è uscito il suo 45 giri in edizione limitata “Butterfly”, ma già si vocifera del suo nuovo EP “Naked is My Nature” che pare esser stato menzionato dalla critica come il vero primo capolavoro artistico di Monaco, combinazione di tempo, impegno e arte musicale; Nick stesso afferma che “quelle tracce documentano le esperienze che sto avendo e il lato profondo di me che nessuno ha mai sentito prima d’ora. Spero che “Naked is my Nature” aiuti a riportare una sorta di innocenza e profondità nella musica da ballo.. oh! Spero anche che vi faccia sorridere tanto quanto fa sorridere me.. “.

L’EP uscirà l’ 11 febbraio in vinile, mentre il 25 febbraio il digitale.

Nick Monaco è il produttore più giovane e prolifico della Soul Clap Records, ha molto da dare alla musica e va seguito con molta attenzione.

 

Domenica 3 febbraio Nick Monaco suonerà con Tanner Ross all’Elita Sunday Park, al Teatro Franco Parenti di Milano; Polpetta non se lo perderà!

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Questa l’intervista di Polpetta Mag al baby prodigio Nick Monaco, domani pubblicheremo il Podcast che ha fatto per noi.

 

ITALIAN VERSION

Nella tua adolescenza, non così lontana, DJ Q-Bert ti ha chiesto di collaborare al glossario della “Scratchlopedia Breaktannica”. Raccontaci com’è andata, cosa hai pensato quando te l’ha chiesto? 

Ho iniziato a suonare molto giovane, a 13 anni per la precisione. Ero una frana a scratchare. Ero un bambino che si chiudeva nella sua stanza per 5 ore al giorno per esercitarsi. Ho avuto l’opportunità di andare a casa di DJ Q-Bert e scratchare con lui all’ Infamous Octagon. Durante la sessione ho iniziato con uno scratch che avevo creato personalmente, lui rimase molto colpito e lo inserì nella “Scratchlopedia Breaktannica”. Abbiamo pensato insieme al nome da dare a questo scratch e il nome che uscì è MuffMorpher, ahah!

Parlaci un po’ del tuo background musicale. Quanto influisce il luogo in cui vivi e la tua storia sulla tua musica? 

Crescendo nella west coast sono stato a contatto con hip-hop e R&B a volontà, quindi questo si nota molto nella mia musica. Vengo da una tradizione di barbecue californiani e house parties (adoro queste feste). Credo di aver preso gli aspetti soul e funk della mia musica in questo contesto.

Ora la mia musica si è evoluta ed è cambiata molto, ma si può sentire chiaramente l’estetica della west coast; cerco di unire house, hip-hop, funk e R&B.

Chi erano i tuoi idoli quando hai cominciato a fare musica? 

Artisti come DJ Shadow, Zapp and Roger, The Roots, J Dilla, Deee-Lite, Dr. Dre.. per nominarne alcuni.

Com’erano le tue prime produzioni? 

Ero solito fare basi su una tastiera prima che i software fossero accessibili come lo sono oggi. Musicalmente non erano un gran che, ma le idee erano molto forti. Immagina un ragazzino di 15 anni che tenta di imitare Blaze e Timbaland. Forse dovrei provarci ora.

Come ti hanno scoperto Elyte e Cnyce (Soul Clap)? Come li hai colpiti? 

Ho mandato loro delle demo qualche estate fa e si sono innamorati dell’originalità di “Set the Table” (ora disponibile in free download –  soundcloud.com/soulclap/nick-monaco-set-the-table). Subito dopo li ho conosciuti di persona al loro party a Pontecagano. Ho affittato una Fiat 500 e sono partito da Roma, dove stavo studiando all’epoca. Sono subito diventati i miei maestri e mi hanno lanciato in un’altra dimensione artistica, decisamente superiore. Penso che vedano molto di loro in me e questo per me è un onore, sono i miei idoli.

Il 28 Gennaio è uscito il tuo 45 giri “Butterfly” sulla Soul Clap Records. Sono due tracce soulful e romantiche, da dove viene questa musica? Qual’è la tua fonte di ispirazione più grande? 

So che è un cliché, ma le donne e le relazioni sono l’ispirazione migliore. Mi vengono buone idee anche quando guido a lungo.

Parlaci un po’ del Podcast che hai fatto per noi, come l’hai creato?

Come se avessi dovuto suonare per una notte intera. Ho aperto in modo soft e lento, l’ho preso e cullato poi portato all’ after-party con qualche classico fra i miei preferiti.

Che rapporto hai con la tecnologia? Pensi mai ai pregi e gli svantaggi dell’analogico contro il digitale? 

Non mi metto in questi dibattiti. Bisogna solo lavorare duro e fare roba figa! Questo è tutto.

Parlaci di San Francisco: com’è in questo periodo la scena house/elettronica? E in quali club ci consiglieresti di andare se capitassimo da quelle parti? 

Abbiamo una scena house molto forte qui. Le persone sono molto aperte musicalmente e appassionate, questo fa si che si possa suonare davanti a un pubblico fantastico. I miei club preferiti sono il 222 Hyde, Monarch e Public Works.

Oltre a suonare cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Beccarmi con gli amici, cucinare, nuotare, fare l’amore… non in questo ordine.

Se tu fossi un disco… quale?

I Don’t Wanna Be A Freak (But I can’t help myself) – Dynasty

Cosa ti rende più felice? 

Polpetta Mag =)

Grazie Nick da tutta la Polpetta Mag crew, buona fortuna! 

 

ENGLISH VERSION

In your not so distant adolescence, you got into scratching on your decks and DJ Q-Bert asked for your collaboration on ” Scratchlopedia Breaktannica” instructional glossary. How did it start and which were your feelings about on that time. 

I started DJing at a very young age, 13 to be exact. I was a scratch junkie. I was the kid who locked himself in his room for 5 hours a day. I had the opportunity to go to Q-Bert’s house and scratch with him at the infamous octagon. During the session I started doing this scratch I created, he was really impressed and put it in the Scratchlopedia Breaktannica. We collaborated on the name and came up with the muffmorpher, haha.

Now let’s talk about your music background. For instance how does the environment you live in and your personal history effect your music.

Growing up on the west coast I was exposed to a lot of hip-hop and R&B, so that comes through a lot in my music. I come from a tradition of California BBQs and house parties – I love that aesthetic. I believe I got my soul and funk from being immersed in those environments.

My music has matured and evolved a lot, but you can definitely hear threads of that west coast aesthetic, it’s my attempt to bridge house, hip-hop, funk, and R&B.

Who were your idols when you started playing music?

People like DJ Shadow, Zapp and Roger, The Roots, J Dilla, Deee-Lite, Dr. Dre – to name a few.

What do your earlier productions look like?

I used to make beats on a keyboard before music software was accessible like it is today. Sonically they sounded pretty bad, but the ideas were really strong. Imagine a 15 year old kid imitating Just Blaze and Timbaland. I might have to dig them up now.

How have you been discovered by Elyte and Cnyce? In which way did you impress them?

I sent them some demos a few summers ago and they fell in love with the quirkiness and originality of Set the Table (now available for free – https://soundcloud.com/soulclap/nick-monaco-set-the-table). Shortly after, we met in person at their show in Pontecagano. I rented a Fiat 500 and drove down from Rome – where I was studying abroad at the time. They soon after became my mentors and have pushed me to new artistic heights. I think they see a lot of themselves in me, which is an honor for me since they were sort of heroes to me.

On the 28th of January your 7 inch “Butterfly” will be released on Soul Clap records. This record is soulful and romantic, where this music come from and which is your greatest source of inspiration?

I know it’s cliché, but women and relationships are my biggest inspiration. I also get inspired when by long drives.

Now, let’s talk about the DJ set that you made for us. How you approached it? 

I approached it as if I were DJing an entire night. I open soft and slow, pick it up and rock it, bring it down, then take it to the after-party with some favorite classics of mine.

How about your relationship with technology? For instance advantages and disadvantages of analogical vs. digital.

I don’t get into these debates. Work hard and make cool shit! That’s that.

And what about San Francisco: what does house/electronic scene look like in this period? And which clubs would you advise us to visit?

We have a really strong scene here. People are really open-minded and loyal to the scene, which makes us an amazing crowd to play for. Some of my favorite spots are 222 Hyde, Monarch, and Public Works.

Apart from playing music what do you like to do in your spare time?

Hang with the homies, cook, swimming, make love (not in that order)

If you were a record.. which one?

I Don’t Wanna Be A Freak (But I can’t help myself) – Dynasty

What make you feel happiest? 

Polpetta Mag =)

Thank you Nick from the Polpetta Mag crew, and good luck! 

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