Man Alive! di King Krule è un po’ un pugno e un po’ una carezza

anita-vicenzi
Tempo di lettura: 2' min
7 marzo 2020
Review 4 U
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Il primo indizio ci viene dato dal titolo: l’uomo è vivo, eccome se lo è.

King Krule si fa largo ancora una volta e ci restituisce un lavoro complesso ma che non fatichiamo a sentire subito nostro. Man Alive! è uscito il 21 Febbraio 2020 grazie al lavoro congiunto di True Panther Sounds, XL Recordings e Matador ed è composto di 14 tracce che sono una camminata morbida nella nebbia circondati da tralicci elettrici.

Ci mette letteralmente trenta secondi- la durante dell’intro di Cellular, prima traccia dell’album- ad entrarci dentro e stuzzicare quelle corde profonde che non ricordavamo neanche di avere.
Anche grazie alle illustrazioni di Jamie Wolfe (che ha animato il video che accompagna questa traccia) capiamo subito che Archy Marshall sta per accompagnarci ancora una volta in un viaggio psichedelico e punk, nuovo e senza tempo.

La prima parte del disco è quella più energica, drum machine e chitarre serrate ci fanno correre, la voce graffiante di Krule ci guida. Il suono potrebbe benissimo collocarsi tra i ’70 e gli ’80 se non fosse che il livello di complessità nella composizione delle tracce è il frutto della grandi capacità di Marshall di interpretare gli strumenti del nostro tempo.
Più l’album procede più gli arrangiamenti tendono a scomporsi in meravigliose allucinazioni uditive– un esempio lo troviamo sul finale di Stoned Again, per l’appunto.

Le ambientazioni che crea con la sua voce sono post-industriali, nebbiose. Sono una grande metropoli dai toni opachi e dalla luce fioca. Come è capace di trasportarci in questo viaggio extra-spaziale, Krule è capace anche di rassicurarci in un secondo: là fuori è un brutto mondo, ma non sei solo.

Man Alive! è una montagna russa che ti porta su e giù tra i momenti più alti e più bassi di King Krule. Lucidità e interferenza si incontrano continuamente, come in Perfecto Miserable– una storia d’amore di quelle talmente belle da far male. A volte escono i mostri, come in (Don’t Let The Dragon) Draag On, altre volte è “such a funny life I lead” come in Energy Fleets. In Underclass invece troviamo uno dei momenti più genuini della musica di Marshall, non a caso questo pezzo, che si costruisce sullo swing del sassofono, è un ballata dolce e sussurrata all’orecchio della madre di sua figlia.

Con Please Complete Thee, ultima traccia di Man Alive!, ci lascia in maniera così sincera e così cruda al tempo stesso. Finisce così, che non fai neanche in tempo ad accorgertene, eppure senti che ti ha detto tutto quello che ti servivaMan Alive! è un album complesso che vede i tormenti di Archy incontrarsi e scontrarsi con l’arrivo della paternità (la figlia Marina ha oggi quasi un anno).
Forse è per questo che in questo album più che in altri lavori King Krule ci mostra la violenza romantica della sua musica.
King Krule mette faccia a faccia le emozioni più contrastanti e le fa parlare tra loro, è un po’ piuma e un po’ ferro. Un punk in fondo, esattamente come mi immagino che dovrebbero essere i punk di questo secolo.

 

Qui per ascoltare l’album completo:

Qui per scoprire come non perdertelo live a Milano questo Giugno.

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