Joanita arriva dritta all’anima!

elsa
Tempo di lettura: 3' min
31 August 2025
News, Review 4 U
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Ci sono serate in cui un concerto smette di essere solo musica e diventa un’orchestra di connessioni: quello di Joan Thiele di sabato 23 agosto 2025 alla Rocca Malatestiana di Cesena è stato uno di quei casi.

Questo luogo sospeso, che di per sé possiede la forza di un santuario laico, si è trasformato in un contenitore di energie, di respiri intrecciati e corpi pronti a lasciarsi guidare.

Ad aprire le danze sono stati i Laguna Bollente, giovane duo veneto, che con apparente timidezza ha scaldato le orecchie curiose del pubblico. La voce della cantante, che ci ha fatto tornate ai Prozac+, convive con sonorità post punk e un’estetica lo-fi, appassionando gli animi più nostalgici.


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Joan Thiele - Acieloaperto - Festival - 2025-1

Salutato il duo bollente, il blu della sera viene interrotto dall’entrata radiosa di Joan Thiele, seguita dai suoi musicisti. Rompe il ghiaccio con “Forma Liquida”: un inno alla libertà, che chiama alla sincerità e alla trasparenza. Le prime note risuonano nell’imbrunire, accompagnate dal velo che le cala dalle spalle mentre disegna traiettorie invisibili sul palco. Così introduce il suo secondo album, “Joanita”, uscito quest’anno dopo il debutto sanremese. Queste canzoni sono un lungo viaggio introspettivo, frutto di tre anni di lavoro intenso e curato da parte dell’artista, in cui emerge anche un sentito tributo al gigante Piero Umiliani. Ogni brano ci trasmette le trasformazioni emotive della cantante, dal veleno alla luce, dalla rabbia verso il perfezionismo che la società ci impone quotidianamente, invitandoci ad una sana perdita del controllo, alla liberazione dalle paure che rappresentano “il diablo”, l’ostacolo ultimo da superare per accettare finalmente la nostra essenza.


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Joan Thiele - Acieloaperto - Festival - 2025-1

La sua voce irradia il paesaggio della Rocca, portando aria fresca tra le mani alzate e gli sguardi attenti. La sua è una forza gentile, un invito a stare a testa alta e a farsi rispettare: concetti che trasmette con dolcezza e leggerezza. La musica diventa un manifesto di fiducia in se stessi, di autenticità, di sorellanza.

“Joanita, sei sempre la stessa
Anche se poi ti sembro diversa
Cambio lingua, non cambio la faccia
La mia musica è un’onda, ti parla”

Non so se Joan sia davvero sempre la stessa, ma la sua musica è senza dubbio un’ondata di magia bianca, capace di avvolgere e trasformare.

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Joan Thiele - Acieloaperto - Festival - 2025-1

Hands up per Joan e i suoi musicisti, che grazie agli incitamenti: “State bene? Sciogliamoci!”, riesce a scaldare di brano in brano il pubblico cesenate. L’armonia che passa dai suoi sorrisi ai suoi passi soavi, diventa un’energia che si fa contagiosa. Come un serpente a sonagli, ci ipnotizza, vibrante, pronta a rispondere a ogni colpo di voce e di chitarra. L’artista chiede salti, scioltezza, libertà, e la folla risponde sempre più carica. Chimica sensuale nei duetti chitarre e voce ci porta a rivivere il brivido erotico dei colpi di fulmine e la vertigine degli amori più intensi. Anche in questa versione, ci rivela la sua anima determinata, intraprendente, guerriera e vulnerabile.

Questo concerto si è dimostrato quasi un inno a una nuova spiritualità: Joan ha tessuto una tela di connessioni dirette all’anima, ha evocato un magnetismo desertico sostenuto da chitarre profonde e minacciose, ha fatto vibrare la folla come un unico corpo danzante. Con il suo gruppo di anime bianche ha diretto l’orchestra dei corpi sotto il palco, che insieme hanno reso omaggio alla fata della luna. Grazie Joanita, perché la tua musica non si limita al suono – che non manca di qualità – ma ci regala una sinestesia energetica che ci ricorda la libertà, e la fortuna che abbiamo oggi nel poterla vivere.

Ph: Elsa Santamato
Parole: Laura Pesenti

Joan Thiele - Acieloaperto - Festival - 2025-1

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