Fadi: il cantautore che sa orientarsi con il mare

polpetta
Tempo di lettura: 4' min
12 febbraio 2020
Interviste
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L’intervista a Fadi, pseudonimo di Thomas O. Fadimiluyi

Italo-nigeriano nato e cresciuto in Romagna, terra a cui è molto legato, atteso per 4 date nei club italiani a partire dal Covo Club il prossimo 10 aprile.

La nuova promessa del cantautorato italiano ha partecipato alla 70ma edizione del Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con il brano Due Noi. La canzone è stata eliminata nel corso della prima serata, al termine del ballottaggio con Leo Gassmann. Sul palco dell’Ariston Fadi si è esibito chitarra e voce, mettendo alla luce l’intensità emotiva e canora alla base della sua musica. Il pezzo è una ballata malinconica e fortemente poetica, poiché è in grado di far risaltare l’importanza dei legami con le persone che sono attorno a lui: “Quando ho scritto questa canzone ho pensato a tutti quei rapporti che sono stati e che tuttora sono importanti nella mia vita”.

Guardando la copertina del disco si osservano delle persone attorno a lui, ciascuna delle quali racconta dei pezzetti autobiografici che poi confluiscono all’interno di questo disco d’esordio. Troviamo la famiglia, gli amici e persino un ragazzo della croce rossa che soggiornava nel suo albergo.

Il suo esordio risale al 2018, con il singolo Cardine, seguito da Se ne va e Canzone leggera. Il testo di Canzone leggera è forse quello di maggiore impatto: infatti, in questo brano Fadi prova ad esorcizzare la paura del sentirsi sempre inadeguati, quasi “sbagliati”. Lui stesso ha spiegato che in Nigeria lo definiscono “bianco” perché non è abbastanza nero e in Italia è considerato “nero” poiché non è abbastanza bianco. Fadi è una bella scoperta, il suo timbro è profondo e i testi sinceri. Vale senza dubbio la pena ascoltarlo dal vivo, contesto perfetto per far risaltare il mix tra sonorità dell’Africa occidentale e nuovo cantautorato tipico dei suoi brani.

Lo abbiamo incontrato nella sede di Sony Music Italy in occasione della presentazione dell’omonimo album di debutto, FADI, pubblicato il 31 gennaio. Il disco, prodotto da Antonio Filippelli (già al lavoro con Levante, Diodato, Wrongonyou, Eros Ramazzotti e molti altri) è un riassunto degli ultimi due anni di esperienze musicali di Thomas e, allo stesso tempo, un perfetto biglietto da visita in grado di confermare le sue doti artistiche.

Ecco cosa ci ha raccontato.

 

Come ti stai preparando per Sanremo?

Sanremo me lo sto vivendo bene, non vivo l’attesa con l’ansia di strafare e sono contento di essere arrivato dove sono. Già quando ero tra i primi 60 facevo dei salti altissimi. Per me il cantare non rientra nelle challenge, nelle gare. Di concorsi ne ho già fatti prima, più che altro per temperare me stesso, quindi la competizione ce l’ho più verso me stesso. Il mio intento è quello di tirare fuori quella emozione che ha fatto scaturire il brano e cercare di farla sentire a chi ho di fronte. Se devo fare le gare vado a farle in pista, con la moto. Adesso la vedo come una grande occasione per far sentire la mia musica e sono contentissimo di poter passare in un palco come quello dell’Ariston.

Come definiresti il tuo album in 3 parole?

C’è una frase che mi piace tantissimo e che ho voluto mettere appositamente sulla mia cartolina “Saluti dalla Romagna”, la frase è: Orientarsi con il mare. Non lo so, sono tutte canzoni che nascono dalla realtà, nascono dalle cose che mi accadono, da un’intuizione e le rielaboro in modo “fadoso”. Quest’album vuole essere una raccolta dei primi brani che ho fatto uscire. Alcune sono canzoni ermetiche, altre sono super semplici, anche se non sei un chitarrista virtuoso, puoi metterti lì e suonarle in faccia al mare con chi vuoi e per chi vuoi. 

Cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi live che inizieranno ad aprile?

Farò quattro live: Torino, Roma, Milano, Bologna. Io mi voglio divertire, sono uno che si vuole davvero divertire. Sarà la prima volta che girerò con la band perché finora ho fatto le mie esibizioni per un anno e mezzo solo chitarra e voce, infatti non vedo l’ora di provare questa nuova esperienza.

Cos’è per te l’amore?

La mia concezione dell’amore è semplice. L’amore fai fatica a definirlo perché è una grande cosa, qualcuno lo chiama malattia, qualcun altro lo considera una roba pazzesca. Non è totalmente indefinibile, ma dipende dal contesto in cui si è. Per amore l’uomo potrebbe essere capace di compiere un gesto bruttissimo e un attimo dopo l’atto più bello che ci sia. Penso che l’amore si veda nella semplicità.

Come sono le sonorità che hai messo all’interno dell’album e da dove prendi ispirazione?

Ce ne sono diverse. Partendo dai cantautori italiani, passando per l’afrobeat, per le sonorità anni ’90 che a me piacciono molto, mi piace il grunge anni ’90. Mi sono divertito ad “impastare l’impasto” in questo modo qua. Ho cercato di rivalorizzare le sonorità più vicine a me. Si può passare da Cardine che diventa molto “power” a Canzone leggera che è una ballad, passando per Pugni e poi ce ne sono tante di cose.

 

Veronica Piri / Futura *
*Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica e che siamo felici di supportare dedicandovi spazi editoriali su Polpetta Mag. Segui Futura 1993 su IG e Facebook!

 

Clicca qui per conoscere i dettagli sul prossimo live di Fadi al Covo Club.

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