Il Rock’n’roll è invecchiato bene?

elsa
Tempo di lettura: 3' min
28 July 2025
News, Review 4 U
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Alla Rocca Malatestiana di Cesena abbiamo potuto assaggiare un po’ di quel buon brodo, quello prodotto dalle galline attempate, e anche se sono arrivato scettico al tavolo di nonna Acieloaperto, mi sono dovuto ricredere, dando ragione alla saggezza folk e alla tradizione del rock e del blues, depositari di grandi verità.

Ma lasciamo da parte le auliche metafore e parliamo un po’ di questi concerti; tre i gruppi che si sono avvicendati sul palco arroccato: Loyal Cheaters , Dirty Honey e Wolfmother.

Siamo arrivati sul posto accompagnati dai ragazzi dei Loyal Cheaters avevano già iniziato a percuotere i loro strumenti, producendo vibrazioni distorte e grezze, tipiche della prima metà degli anni 80, in cui il glam rock imperava. La scelta di questo gruppo di apertura è stata perfetta, ci hanno subito portato dove lo show voleva, in quel posto imprecisato situato in una decade a cavallo fra gli anni 70 e 80, dove il sound, l’estetica e il modo di porsi al pubblico erano tutte orientate verso l’estro, l’esagerazione e il kitsch. Insomma, il tempo delle vere Rock Star.

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Loyal_Cheaters_acieloaperto

E con quell’immagine ben fissata in testa i Dirty Honey salgono sul palco. Colorati, attillati e cotonati, ci regalano uno show degno di quello che rappresentano. Gli acuti penetranti, gli assoli strappamutande, i bassi dritti sui quarti e le batterie con quei rullanti epici e riverberati tanto da sembrare suonati nella vicina San Marino, cosa possiamo volere di più da un revival glamster?
È stato un peccato non avere un reggiseno a portata di mano da lanciare al biondo cantante durante la fantastica ballata a tema “homecoming”, che ci hanno sviolinato ad un certo punto.

Scherzi e cliché a parte, la band di Los Angeles ha creato una gran bella vibe, ingraziandosi il pubblico di rocker e facendoci capire che è ancora possibile ballare e divertirci nel mood scanzonato degli anni d’oro. Tecnicamente validi e con alcune idee interessanti, hanno il coraggio di suonarci in faccia il fatto che loro sono così e che gli piace fare rock. Se li giudichi fuori tempo il problema è il tuo e non il loro, che si stanno davvero divertendo e lo trasmettono a tutti quanti.

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dirty_honey_acieloaperto_festival
Finito il tripudio Hard Rock, salgono sul palco i Wolfmother da Sidney. Sono un gruppo che da adolescente ho ascoltato molto, ho consumato il loro album di debutto “Wolfmother”, ma poi sono spariti dai miei radar. È stata una piacevole sorpresa trovarli qua a Cesena, li accolgo comunque titubante, non sapendo precisamente cosa aspettarmi, non avendoli sentiti per almeno 10-12 anni.

Appena Andrew Stockdale (cantante-chitarrista) emette il primo suono dall’ugola, ogni mio dubbio viene meno e capisco che non è cambiato di una virgola da quello che ricordavo. Una voce acuta, ma non fastidiosa, un perfetto incrocio fra Ozzy e Robert Plant, potente e di carattere. Il sound è un miscuglio fra Blue Cheer e Black Sabbath, lento, oscuro e marcato in alcuni punti e rockeggiante e veloce in altri, una vera goduria per le orecchie dei nostalgici, numerosissimi sotto il palco di Acieloaperto.

La band Australiana ci lancia addosso tutto il suo repertorio, non sbagliando una nota e regalandoci uno spaccato perfetto di quello che è stato, ed è tutt’ora, il Rock’n’roll, provandoci che ancora c’è, non molla, ed è stramaledettamente divertente.

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wolfmother_acieloaperto_festival
Un errore però la band l’ha fatto, non musicale, ma geografico: Andrew ha salutato la città di Bologna più volte, prima di essere corretto da tutto il pubblico con il coro “Ce-se-na, Ce-se-na”, che il cantante ha prontamente intonato e inserito nel loro pezzo successivo, facendosi perdonare così lo strafalcione.

Il concerto arriva rude e aggressivo fino alla fine, dove la band ci regala un fantastico bis, chiamando sul palco il cantante dei Dirty Honey e suonandoci Rock’n’roll dei Led Zeppelin, la migliore chiusura possibile per questo show fatto di sapori passati che ci fanno sentire a casa, il buon brodo, appunto.

La selezione di Acieloaperto si è dimostrata ancora una volta azzeccata e molto varia,
quello che ci aspettiamo e vogliamo da queste rassegne estive,
che ancora ci fanno vivere la musica live!

Ph. Elsa Santamato, parole Gianluca Bravi

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