Dusky Adriatic e Dancin’ Tramonto: origine, ricerca e qualità

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Tempo di lettura: 4' min
8 gennaio 2019
Interviste, Tracks_Interview
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In un periodo storico in cui tutti vogliono essere vinyl diggers, continuo a insistere sull’importanza di essere label diggers

Dietro ad un buon disco, a un piccolo studio, a un gruppo di appassionati, spesso si nascondono le etichette che amo. Sono quasi sempre gestite da persone umili e in gamba, dotate di una conoscenza altissima del panorama musicale, tale da rendere qualsiasi conversazione un piacere. Oggi vi parlo proprio di due etichette del genere: ho fatto quattro chiacchiere con Nicolò Matteucci e Maddalena Ciesa, rispettivamente di Dusky Adriatic e Dancin’ Tramonto. Buona lettura!

 

Partiamo da voi. Siete una coppia, e questa l’ho capito. (ridono)
Come siete arrivati ad essere collaboratori?

N: La nostra storia è iniziata poco più di un anno fa, Dusky Adriatic era già attiva. Condividiamo sempre demo, release e musica che ci piace, abbiamo gusti differenti e spesso è capitato magari che alcune demo che io avrei scartato (per un motivo o per l’altro) a lei piacessero tantissimo; da qui l’idea di creare una sottoetichetta, Dancin’ Tramonto, che rispecchiasse un altro gusto musicale, e desse la possibilità ad altri artisti di avere quel po’ di visibilità in più che possiamo dare come etichetta.

La prima uscita di DT è stata a Maggio 2018 e da circa un mese si può ordinare DTR002 : è disponibile online, in CD e chiavetta, i formati in cui pubblicate sono molteplici: cassetta, cd, chiavetta usb e ovviamente digitale. Fate sempre uscite… corpose! perché?

N: Fare uscite anche su supporto fisico ovviamente è un modo per dare maggior “lustro” alle release:
da artista che pubblica musica per altre etichette indipendenti so che è sempre bello sapere che qualcuno si sbatte per dare una forma tangibile alla tua musica. I formati sono di molti tipi perché ci piace sperimentare, ma è anche questione di coerenza: CD (anche se ormai non più così tanto) e chiavetta sono di certo più figli dei nostri tempi che la cassetta o il vinile (spoiler: abbiamo la nostra prima uscita in vinile in cantiere); le cassette sono un bell’oggetto, hanno sicuramente il loro suono, io le ascolto, ma principalmente facciamo uscire musica orientata alla dancefloor e dj che usano cassette ce ne sono veramente veramente pochi.

(continua sotto)

Ammiro come curate ogni uscita nel dettaglio. La visual identity che proponete, in particolare, mi incuriosisce molto.

N: Grazie mille! parte tutto dal nome: Dusky Adriatic si potrebbe tradurre come “Adriatico Scuro” e l’idea era di creare un’analogia: come l’adriatico della riviera romagnola è sporco, scuro, “muddy”, così è la nostra musica. Da qui il claim “muddy sea, muddy mixes”. Gran parte della visual identity si ispira a un mondo ormai perso, quello della Riviera di venti/trenta anni fa: la prima uscita si accompagna ad un fotomontaggio anni ’80 di cartoline della Riviera con il grattacielo di Cesenatico sullo sfondo. Sulla cover di Dancin’ Tramonto invece quella che può sembrare Miami è in realtà Rimini.
In tante tracce c’è sotto sotto un velo di nostalgia, soprattutto nelle prime.

 

Il tema della Romagna è centrale nella vostra musica? Dopotutto Dusky Adriatic nasce proprio dalla Riviera.

N: Sicuramente ne sono stato influenzato, ho anche lavorato come bagnino per tanti anni, ma per motivi anagrafici non ho vissuto in prima persona gli anni d’oro. Credo, come tanti dalle mie parti, di avere un rapporto in qualche modo di amore e odio con la riviera, rimane un centro di attrazione nonostante sia cambiata molto rispetto anche solo agli ultimi 10 anni, soprattutto in fatto di offerta musicale e clubbing: il panorama si è ristretto molto, ma credo sia una questione generale, almeno in Italia.

Da Dusky Adriatic passiamo a Dancin Tramonto, quali sono le differenze tra le due etichette?

M: Sicuramente rispecchiano due gusti differenti, Dancin’ Tramonto se vogliamo ha sonorità più “standard”, senza elementi raw, acid, e diciamo “casinare” se me lo concedete, più disco e deep ecco.
Mi piacerebbe anche muovermi verso sonorità più soul, funky e r&b in futuro. Dusky è tutto il resto (ride).

N: Sssssì, diciamo che le cose “pesanti” e a volte weird passano per dusky, ma in generale se una cosa ci piace non ci facciamo troppi problemi a farla uscire!

(continua sotto)

dusky adriatic

Maddi, parlaci un po’ dell’ultima uscita.

M: Sicuramente è più matura e si sente. Ci sono suoni molto deep, alcune più disco, la mia traccia preferita è sicuramente quella di Caltrop, mi ricorda tanto un certo tipo di dance, i New Order per intenderci. Ho avuto anche la fortuna di trovare artisti che hanno deciso di investire tempo nel progetto, come Samuele de Santis, che è venuto a suonare per il lancio dell’uscita da Rocket Radio a Verona: è un ragazzo molto in gamba ed è bello creare rapporti con persone del genere. Ti arricchisce.

N: Confermo, questo è uno dei motivi per cui portiamo avanti questo progetto, anche perché economicamente è dura (ride). Nel nostro piccolo proponiamo i nostri artisti a venue e locali, e, quando possiamo, organizziamo showcase o piccoli tour, come con Samuele stesso o con S-DM per il lancio del suo album, o Slim Steve, per uno dei various. Spesso conosciamo le persone online, ed è sempre molto bello e stimolante riuscire a conoscerle di persona.

Progetti futuri?

M: Per Dancing Tramonto sicuramente un album o un EP di un singolo artista perché finora abbiamo fatto “soltanto” due compilation.

N: Per quanto riguarda Dusky Adriatic è appena uscito un album, forse veramente il più raw finora, di un artista greco molto bravo, Drum Machine (lo potete trovare qui: ascoltandolo potrete capire cosa intende Nico con “raw” e “suono sporco”). Poi, come anticipato prima, abbiamo in cantiere un various, questa volta su vinile, con veramentetanta musica e tanti artisti, in preorder tra non molto, e un’altra uscita molto particolare, ma non dico di più.

 

 

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