Dots and Pearl Records: lanciamo il cuore oltre l’ostacolo!

theverol
Tempo di lettura: 4' min
3 settembre 2020
Interviste
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Francesco, i suoi sogni, la sua idea di musica e l’esigenza di una label a sua immagine e somiglianza

 

Chiunque segua Polpetta Mag, conosce benissimo l’importanza che la Redazione dà alla buona musica e a chi sa apprezzarla. È proprio il motto di tutta la crew. E quando si parla di “buona musica”, non si fa solo e soltanto riferimento a tutte le realtà che godono già di un certo prestigio di fama, ma anche – e soprattutto – a quelle realtà ancora di “nicchia”, che propongono un prodotto di livello, ricco di emozioni, passione, sacrifici e abnegazione. Realtà che davvero credono nella loro proposta. Che investono tempo e denaro. Che sudano i propri traguardi. Appunto, realtà all’inizio per forza di cose di nicchia (evviva la ridondanza in questo caso).

Nella nostra costante attività di scouting, ci siamo imbattuti in un nuovo progetto, che ci ha intrigato e appassionato: oggi vi raccontiamo di Dots and Pearls Records. Una neo-nata label con sede in Veneto, il cui fondatore, Francesco Bottalico, classe ‘86, da sempre è addentrato nel mondo del clubbing, iniziandolo prima in Puglia per poi svilupparlo nel Nord Italia. E da sempre crede nell’innovazione, nelle “nuove” leve, nella valorizzazione del lato artistico dei musicisti. Così tanto da “buttarsi” nel mercato musicale underground, già di per sé una giungla. Ma se alla base c’è la passione, tutte, e dico proprio tutte le difficoltà possono essere superate.

Ecco, vi parliamo del suo lavoro, presentandovelo magari anche tramite la sua “voce”. Abbiamo incontrato Francesco, gli abbiamo posto qualche domanda, perché molto incuriositi da D.a.P.r

Ciao Francesco, innanzitutto benvenuto su PolpettaMag!

Ciao a te Verol, alla redazione di Polpetta Mag e a tutti i suoi lettori. È davvero un piacere!

Iniziamo subito a conoscerci: tu e la musica, quale rapporto avete?

Speciale. La musica è stata una costante nella mia vita. Sono cresciuto tra vecchi dischi e palloni da calcio (le passioni tramandate da mio padre). Da piccolo ascoltavo di tutto, ma il primo amore è stato l’hip-hop, primo genere in cui mi sono cimentato nel mixing. Poi la svolta: la mia prima serata house. Era il 2002 e nonostante i miei 16 anni riuscii ad entrare al Divinae Follie, storica discoteca pugliese e ad ascoltare David Morales. Lì scoccó la scintilla. Successivamente mi appassionai a musica più underground e di nicchia, mi piaceva ricercarla e proporla per differenziarmi dagli altri djs. Il mio essere eclettico mi ha portato ad entrare in una delle crew più importanti del Sud Italia ai tempi, il THE FLAME, e da li poi è partito tutto.

Dopo tanti anni di ascolto e djing, quindi dopo un’importante crescita cultural-musicale personale, oggi cosa preferisci sia ascoltare sia selezionare?

Non propongo un solo un genere, non ci sono mai riuscito. I djset per me sono ogni volta un raccontare qualcosa o uno sperimentare, senza esagerare, sempre rispettando la dancefloor, mi piace far divertire tutti ma proponendo quello che piace a me. Prediligo la deephouse e la techno Detroit. Amo i grooves coinvolgenti, le bassline calde e le drums 90’s. Ascolto di tutto e credo sia fondamentale per un Dj essere aperto a tutto. Cito i Depeche Mode, i Prodigy e Trentemoller perché sono stati la mia maggiore fonte di ispirazione e quindi la mia top 3. I djs che apprezzo tanto e ascolto spesso sono Ricardo Villalobos, Craig Richards e Ivan Smagghe.

Hai da poco fondato una label, Dots and pearls records. Dicci di più in merito a questo tuo progetto: ambizioni, progetti nell’immediato futuro, motivazioni che ti hanno spinto a credere in questo percorso.

“Dots and pearls records” è nata perché è sempre stato uno dei miei obbiettivi dirigere un etichetta discografica indipendente, dover scoprire musica nuova, artisti nuovi, interagire con professionisti del settore e confrontarsi con loro per crescere. Riuscire a creare un progetto musicale eclettico, che accontenti l’orecchio più facile e quello più sofisticato. Questo sarà Dots and Pearls. Troverete nomi già presenti da anni nel Clubbing e tanti giovani talenti; tracce più facili e altre più di nicchia. Un tetris che a parere mio manca nella programmazione delle label negli ultimi tempi, in quanto, quasi sempre, spingono un genere, un mood o gli stessi artisti, e non si discostano mai da quella linea, un ragionamento fatto per creare una propria identità musicale, e questo può starci, ma che di fatto non dà spazio e opportunità a qualcosa di più fresco, innovativo e giovane. A parer mio non bisogna mai smettere di aggiornarsi e la mission fondamentale resta sempre “scoprire”.

(continua sotto)

Dots and Pearl Records

La prima uscita della label è datata?

La prima release sarà di Luca M e OuiOui, acronimi entrambi del produttore rumeno Luca Madalin, nome di spicco da decenni nella scena house. Includerà un remix di Jizz, un giovane talento messicano di cui sentirete presto parlare. L’11 settembre sarà disponibile il pre-order su Beatport e qualche giorno prima, per chi volesse ascoltare la release e scoprire tante alte info, saremo live su radio RKO per la premiere. L’ep uscirà ufficialmente il 18 settembre su Beatport (2weeks exclusive) . il 4 ottobre sarà disponibile su tutti gli altri canali di ascolto e download mondiali.

Cosa significa, oggi, fine estate 2020, investire nell’ambito della musica creando una label e aggredendo un settore sicuramente non commerciale?

Investire nella musica in un periodo storico come questo è sicuramente un passo importante e difficile, ma spesso dietro le strade più tortuose si nascondono le soddisfazioni più grandi. Voglio essere ottimista e pensare positivo.

Quali difficoltà hai trovato ad oggi?

Le uniche difficoltà che ho incontrato sono state nel gestire qualcosa che da fuori sembrava un po’ più semplice. In realtà ho scoperto, sulla mia pelle, che dietro un etichetta si cela un lavoro inaudito ed estenuante, oltre che abbastanza oneroso. Tuttavia, quando si fanno le cose con passione, tutto il lavoro sporco passa in secondo piano.

Crederci sempre e non mollare mai, giusto? Questo vale per qualsiasi progetto!

Esattamente, mai arrendersi. La musica vince sempre!

Grazie mille Francesco, alla prossima e un grande e grosso in bocca al lupo da parte di tutta la redazione di Polpetta Mag!

Grazie a te Verol, alla redazione e a tutti coloro che mi supportano da sempre!

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