Closer al Masada: ballare fra i libri e le percussioni di VII Circle e SPFDJ

matteo-petroni-granata
Tempo di lettura: 2' min
9 novembre 2019
Review 4 U
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Un grandissimo pomeriggio di techno in un Masada sempre stupendo e suggestivo

 

Magari con un filo di gente in meno sul finale sarebbe stato preferibile, caldo torrido, quasi tropicale nonostante il freddo esterno meneghino. Ma questo Closer continua a fare nomi paurosi e noi siamo tornati a Milano per un altro appuntamento al Masada davvero IMPERDIBILE. Lo staff tutto technona nella splendida cornice del Masada, fra armadi a muro alti fino al soffitto pieni di libri e visual a cerchio fighissimi. Questa volta a farci danzare e sudare ci hanno pensato il nostro VII Circle e l’ormai celebrità oscura SPFDJ.

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Masada ti lascia a bocca aperta quando entri: una sala che sembra la biblioteca di una grande villa coloniale, fatta di bellissimi armadi stracolmi di volumi, divanetti e tavolini in legno. Oggettistica varia di antiquariato sparsa per il locale. un’altra peculiarità è la fascia oraria in cui è proposto il party, fascia pomeridiana/serale, dalle 14 a mezzanotte (poco più). Finalmente qualcuno che inizia a voler fare proposte di musica live elettronica in questa fascia oraria, all’estero già molto praticata. Infatti il MASADA è un piccola gemma preziosa proprio perché ha questo fascino e sapore esterofilo.   A tutto questo si aggiunge un impianto davvero potente, perfetto per sorreggere il suono duro e cavalcante dei due ospiti di quest’appuntamento ormai cardine del sabato milanese (vedi la programmazione) quali VII Circle e SPFDJ, affiancati dai resident DCMBR e Rorschack.

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Di VII Circle potremmo parlarne all’infinito, ed il nostro amore per lui è della stessa distanza: owner della Rapid Eye Movement, uscito sulla HEX Recordings di Barcelona, approdato sulla piattaforma HATE con quasi un milione di views per “Eternal”, e quel suono duro e cattivo in cui si sente il tanto amato metal e post punk. Verso le 19:30 sale sul palco-biblioteca del Masada, e per due ore non ce n’è davvero per nessuno. Una martellata continua senza sosta per respirare, dove solo dalla metà in poi ci regala qualche attimo di ossigeno con qualche aria metallica onirica di intramezzo. Supreme.

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Suonare dopo di lui, un set durissimo e velocissimo, voleva dire due cose: continuare a pestare duro oppure abbassare un pò i toni. SPFDJ ha optato per la seconda, scendendo di un bel pò con il pitch portando inizialmente un set forse un pò scarico, insomma non la regina dell’Herrensauna martellatrice oscura che tutti noi conosciamo. Ma tutto ciò era solo un’illusione: dalla seconda metà in poi ha tirato fuori il diavolo che aveva dentro, sparando a zero contro il pubblico ormai sudato ed incollato alle casse. Beat “tremendi”, doppi colpi infernali e pezzoni trance durissimi di altri tempi fino a che non hanno acceso le luci della sala. Ed anche lì ha continuato, suonando ancora qualche track, per la gioia dei presenti.

Closer @ MASADA è come sempre una conferma, probabilmente ci sentirete ancora parlare di loro.

 

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