Bonobo | Migration: breathe the sound of life

valentina-ciav
Tempo di lettura: 2' min
30 gennaio 2017
News, Review 4 U

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Durante la propria vita, ognuno di noi ascolterà una quantità potenzialmente infinita di suoni e rumori.
Ma a quanti di noi verrebbe in mente di registrare con il cellulare il suono metallico di una scala mobile in aereoporto, il rumore di una barca a motore o il cigolio di una lavatrice, e creare una canzone?

Parte dai dettagli, dai suoni che fanno parte della vita di ogni giorno, dai chilometri percorsi nei viaggi degli ultimi anni, il nuovo album di Simon Green. Ascoltarne le tracce vi trascinererà in una dimensione parallela, dove il suono diventa non solo una percezione uditiva, ma una vera e propria sensazione tattile, un’esperienza sensoriale a 360 gradi, in cui il ritmo incalzante riesce ad catturare non solo la mente, ma tutto il corpo.

Annunciato lo scorso 17 gennaio, Migration è il sesto album dell’artista, prodotto dall’etichetta discografica britannica Ninja Tune. Il titolo è appunto un chiaro messaggio di Green, convinto che la migrazione sia un atto in grado di condizionare non solo l’uomo ma anche la terra:
“l’individuo viene influenzato dalla parte del mondo che lo ospita e che a sua volta sarà in grado di influenzare ed evolversi, modificando la propria identità e quella del luogo in cui vive col passare del tempo”.

Il risultato è sorprendente: ogni suono è articolato con maestria, in un percorso acustico che mescola vita ed emozioni e diventa pura poesia. Un sound sinuoso, fatto di alti e bassi, di pieni e di vuoti, di strade lunghe e vie strette, di luoghi affollati e deserti silenziosi.

Singolo di lancio Kerala, seguito dal video ufficiale di No Reason, realizzato con l’australiano Nick Murphy (Chet Faker). Di ispirazione dichiaratamente giapponese, il video descrive la suggestiva potenza della traccia attraverso l’inquadratura continua della stanza di un ragazzo, spazio fisico in cui si specchia la vita e luogo in cui i dettagli hanno sempre più valore, se visti da vicino. Un infinity mirror in cui l’uomo si specchia, in un gioco dalle raffinate inquadrature geometriche.
Tra i featuring che impreziosiscono Migration troviamo inoltre Michael Milosh (Rhye), Nicole Miglis (Hundred Waters), e la band Innov Gnawa, di origini marocchine.

Un ritorno in grande stile dunque per Simon Green, che rendendo l’album disponibile fin da subito in rete ha registrato in pochi giorni il sold out delle prossime 21 date europee del suo tour. La tappa italiana, prevista per il 13 marzo, è promossa da Radar Concerti in collaborazione con Elita nella location esclusiva del Fabrique di Milano, preview ufficiale del Locus Festival, giunto alla XIII edizione.

A questo punto, se non l’avete ancora fatto, non vi resta che chiudere gli occhi, cliccare play e immergervi nel sound eclettico di Migration.

“Life has highs, lows, loud and quiet moments, beautiful ones and ugly ones. Music is a reflection of life.”

Official site: bonobomusic.com

Official Album

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