BASE – I have a dream

Ferrara - 13.10.2018

tms
Tempo di lettura: 2' min
17 ottobre 2018
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Ho fatto un sogno: in città finalmente hanno aperto un club, poi mi sono svegliato, e veramente, mi ci sono trovato dentro, dentro al Base.

Chi mi conosce bene sa quanto io sia di visione stretta rispetto il club e il clubbing. Concetti che con il passare del tempo sono stati adulterati a tal punto che oggi in Emilia Romagna (per non dire in Italia) parlare di questi nella mia visione vuol dire necessariamente parlare al passato. Tutto questo è stato valido fino a sabato sera scorso quando ho varcato la soglia d’ingresso del Base Club.

Questa serata è nata dalla collaborazione di due staff ben radicati nel territorio: Fever, e Low Outsider. Accomunati dalla passione per le feste e, appunto, passione per i club.

Parlando con gli organizzatori, Onny Andrea e Luca,  chiedendo come mai siano arrivati ad organizzare questo party mi hanno risposto all’unisono: sentivamo il bisogno di creare una situazione intima, con massimo 300 persone, dove lo spirito comune fosse quello di divertirsi, di stringere amicizie, di ascoltare di buona musica fino alla alba. Senza gente impostata o sbocciatori da tavolo VIP con bottiglie da 500 €. E così devo dire, è stato.

(continua sotto)

Base Club

L’ultima volta che ho respirato una atmosfera simile mi trovavo al Corsica Studio di Londra, con in consolle Axel Bowman e John Talabot. Ed era improponibile per questioni logistiche ed economiche portare grandi nomi alla prima del Base, ma devo dire meglio così, perché comunque hanno suonato degli artisti favolosi.

La serata ha avuto come guest uno che non ha bisogno di presentazioni: DA VID, un guru della tech house. Resident dj del Classic Club di Rimini che vanta una carriera piena di successi e collaborazioni prestigiose. Affiancato poi da Zaccaria Malak, un giovane talento che fa la spola tra Barcellona e l’Italia, dove fa parte della etichetta discografica Moan, punto di riferimento per la Tech House a livello europeo. E infine i ragazzi terribili di Low Outsider: Mino e Simon Pamp.

Di contorno a questi si sono esibiti nel privè (spettacolare!) alcuni talenti locali: i Kountdown Project e i Double M, che hanno infiammato la pista con la cara vecchia old school house.

Che dire…ho visto persone totalmente diverse per stile, idee, modo di divertirsi, diventare una cosa sola con la musica. E questo signore e signori è il club.

Quindi non resta altro che dire, ci vediamo prossimamente al Base Club.

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