ZILLA | Il sorprendente ritorno di Fenech-Soler

valentina-ciav
Tempo di lettura: 2' min
28 marzo 2017
Review 4 U
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La ricerca della semplicità richiede attenzione e tempo, soprattutto quando si parla di equilibrio di suoni e di elettronica. Quattro anni sono trascorsi per il il ritorno artistico del duo inglese Fenech-Soler, composto dai fratelli Ben e Ross Duffy.
Zilla è il loro terzo album, arrivato dopo il successo di Rituals
12 brani roboanti, il cui sound oscilla caoticamente ordinato tra l’indie e il pop elettronico, con balance verticali che richiamano il ritmo energico della dance più vintage. 49 minuti ricchi di sorprese, che vi conquisteranno traccia dopo traccia.
Kaleidoscope è la prima hit: il suo ascolto vi trascinerà in un’auto all’inizio di un viaggio verso un posto sconosciuto, in un weekend di sole. Il ritmo calzante, dato dalla campionatura della registrazione di una chitarra, è l’effervescente risultato ottenuto dalle sperimentazioni realizzate con la tastiera.
Kaleidoscope 
Segue il brano On Top, brillante mix di synths vintage, il cui ritornello vi resterà in mente come i più insidiosi motivetti della vostra infanzia. Night Time TV è invece la traccia più oscura dell’album, costruita sul ritmo tenebroso dei bassi e rappresentazione perfetta dei postumi di una notte insonne, vissuta con la fame improvvisa nella pancia e gli occhi incollati agli spot televisivi nel buio della vostra camera. Conversation è un pezzo più energico, i cui pilastri sono chitarra, batteria e sintetizzatore che costruiscono una favola romantica che vi riporterà alla mente i flirt più caldi della vostra ultima estate e i film della California.
Zilla I Zilla II sono due momenti di trance sonora, che vi faranno prendere un lungo e profondo respiro, una pausa sensitiva scandita da un ticchettìo leggero in cui vi sentirete galleggiare, immersi nelle vibrazioni della vostra gola e il tremolio delle gambe.

Grace è la vera protagonista dell’album: una traccia che vi ricamerà addosso una rete di synth fatti dal ritmo frenetico di una chitarra acustica che vi catturerà in un vortice tempestoso. I
 riffs intricati di Cold light segneranno la rivelazione di un declino emozionale, perfettamente costruito dall’alternanza di chitarra e basso. Undercover e Touch sono invece pezzi più introspettivi, in cui il ritmo fluente accompagnerà perfettamente la maggiore importanza della parte vocale.
Il tempo veloce di Be Someone e From Afar è come l’ultima goccia di un amaro alla fine di una buona cena, un finale gustoso, che vi lascerà con gli occhi sognanti.
Difficile scegliere quali siano le tracce migliori, considerando che quanto abbiamo ascoltato è frutto di molti errori, come gli stessi Fenech-Soler dichiarano, ed ha dato vita ad un viaggio acustico che vale la pena di essere vissuto.

 

Official Spotify Album –> https://open.spotify.com/album/1j240kyes91v16Nhw8MK6a

“Doing things yourself is very important. Everythings we have done as been through trial and error”. Fenech-Soler 

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