Timeshift w/ SNTS, Echoplex, S/I/O, Antonello Teora

Kindergarten, Bologna - 17.03.18

sergio-creep
Tempo di lettura: 2' min
24 marzo 2018
Review 4 U
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Lo scorso week end siamo tornati in cerca del fiore più bello di Bologna, un fiore dove si può trovare un nettare sotto forma di divertimento e sequenze ritmiche ipnotiche

Via Stalingrado a Bologna è nota per essere la prima zona periferica (in ordine di distanza) più attiva della città sicuramente grazie anche al grande numero di club locati in questo punto, cosa che permette di condividere i bordi della strada con gente di ogni tipo, quasi come se si fosse nelle vie pedonali del centro città.

Nella nostra passeggiata qui a Bologna sappiamo già a cosa stiamo andando incontro: SNTS lo ricordiamo molto bene, con la sua maschera e i suoi continui cambi di ritmo con cui 2 anni fà, sempre in questi ambienti, ci lasciò di stucco.
La maschera è il frutto di uno spiacevole disguido burocratico posto dietro la privacy e la condivisione di materiale audio degli artisti coperti da copyright, dove purtroppo (o per fortuna) viene circoscritto anche l’artista stesso, ma è un tema che non è servito a fermare l’insaziabile voglia di promulgare un verbo attraverso il quale è possibile mettere in risalto argomenti come: la solitudine, l’ introspezione, il divertimento, la cultura, l’estraneazione dell’io, il rispetto del diverso e tanto altro ancora, tutto contemporaneamente.

Sempre 2 anni fa circa ci confrontammo anche con il duo S/I/O, quando ancora Timeshift era in un altra periferia di Bologna, quella artigianale piuttosto che quella dei parchi e delle sedi assicurative.
Antonello Teora ed Echoplex saranno incaricati di allargare ulteriormente lo spettro di suoni udibili dal pubblico in questo magnifico evento, mentre noi invece ci confronteremo a muso duro con il bar e i suoi pezzi da 90.
Una birra, un vodka tonic, un vodka redbull (che diventa lemon perchè col casino dei sub si fa sempre fatica a capirsi) e siamo subito sotto cassa a goderci le prime linee, i loro pensieri e qualche sfarfugliamento poco comprensibile che però fa sempre spogliatoio.

Ancora tanta voglia di coesistere e convivere pacificamente, questo è il messaggio che TIMESHIFT sta riuscendo a veicolare in maniera perfetta attraverso i suoi eventi, dove i problemi tecnici e qualche minuto di silenzio sono passati in secondo piano rispetto la possibilità di condividere sani momenti di aggregazione con sconosciuti e curiosi del genere techno.

Anche chi è venuto per errore non può rimanere indifferente all’intensità di questi show e alla loro incalzante essenza.

 

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