Sònar Barcellona 2016 – FOCUS ON FOR FOUR Part.1- Mind Against, Howling, Four Tet, John Grant.

polpetta
Tempo di lettura: 4' min
12 aprile 2016
Festival, In primo piano, Save The Date
Il Sònar 2016 ci stupisce ancora una volta con la sua line up mozzafiato, citata in questo articolo :
http://www.polpettamag.com/sonar-bcn-2016-full-line-up-annunciate/
Partiamo con uno zoom sui Mind Against :
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Il duo è formato dai fratelli Freddie e Alex (Alex e Federico Fognini ), nati e cresciuti nella scena elettronica milanese, da alcuni anni affermati nel mondo della notte grazie alla famosa etichetta Life & Death , label nata da un’idea di Romano Manfredi aka DJ Tennis che in pochi anni ha contribuito a reinventare la musica da club, in modo particolare la deep-techno nelle sue diverse.
Ripercorriamo alcuni loro successi, i loro più importanti  Life & DeathAtlant (2013)Avalon (2014)Strange Days (2014), senza contare le numerose collaborazioni e remix con Tale of Us , Somne e Loocked Groove.
Da anni girano fra i più importati festival d’Europa e del mondo come ad esempio il BPM Festival in Messico, ADE, WMC, DGTL e finalmente quest’anno a consacrarli nell’olimpo dei big approdano al Sònar di Barcellona nel main stage, dopo Richie Hawtin.
Spostiamo ora la nostra lente di ingrandimento su Howling.
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Howling” ha diverse definizioni: può significare “terribile” o anche “eccezionale”, e in un contesto uditivo significa un suono lungo e prolungato da esempio un lupo o un bambino che piange.
Questi significati possono aiutarci a capire la musica del Ry Cuming (cantante e compositore americano) e Frank Wiedermann (Dj & Producer noto per il duo tedesco Âme)

 Le loro composizioni spesso iniziano con Cuming , un cantante espressivo e carismatico che con il suo aspro ” vocal style ” rappresenta giustamente il nome del gruppo. Nel frattempo Wiedermann si dedica alla produzione di brani ritmati e melodici, con un conseguente suono simile ad artisti come KiasmosTourist , Bob Moses e Junior Boys.

Recentemente sono entrati nella prestigiosa e influente lista di Resident Advisor per i migliori spettacoli dal vivo del 2015, che fa ben sperare per il loro live al Sònar. Qui la loro esibizione per Boiler Room , incredibile!

 Con il “soprannome” Howling, i due hanno rilasciato l’uscita perfetta per i loro rispettivi talenti, coerenti con il nominativo “Howling“. Una vera e propria perla della label berlinese Innervision IV39.

 Hanno guadagnato subito l’appoggio di un pubblico del pubblico , grazie alle loro composizioni , come il loro primo Album “Sacred Ground” (Monkeytown, 2015) che è stata un’ulteriore prova della qualità che costituirà il loro live di debutto al Sònar

Giriamo ora il mirino su Kieran Hebden aka FOUR TET
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Londinese, classe 1977, Kieran Hebden è cresciuto coi vinili di papà e la drum’n’bass diffusa a scuola nell’aula studenti.
Al liceo si dedicò al post-rock assieme agli amici fino a gettarsi a capofitto nell’ascolto del free-jazz. Iniziò dalla sua cameretta con le prime produzioni , grazie a un pc, qualche software freeware e svariate cartelle di sample, jazz e non, raccattati qua e là.  Rilasciò diversi lavori , con i nomi 4T Recordings, Joshua Falken e, finalmente, Four Tet.
Le sue tracce spaziavano dalla techno al post-rock, ma mostravano chiaramente una predilezione per il suono “arroventato” del jazz psichedelico e i beat hip-hop. Tracce che avevano un forte collegamento ad una specie di “dark-jazz” .
Il suo primo singolo fu 36-minute ‘Thirtysixtwentyfive’ uscito sull’etichetta di Trevon Jackson (1998).  Dialogue è stato invece il primo album di Four Tet , che  fondendo le linee di batteria con l’hip-hop e con campionature di jazz dissonanti dava vita a qualcosa di davvero nuovo.

Ha continuato per anni a “sfornare ” album e produzioni anche in collaborazione con Steve Reid, a Parigi e Londra.
Hebden ha anche remixato e collaborato con artisti come Madvillain, Bloc Party, Super Furry Animals, Beth Orton, Badly Drawn Boy, The Notwist, Boom Bip, Kings of Convenience , Radiohead e Burial.

Four Tet è molto più di un dj e produttore. La sua abilità ed una vista così ampia e panoramica della musica gli hanno permesso di muoversi sinuosamente tra i generi, facendo di lui un artista molto particolare, rispettato e ammirato da parte del pubblico, compresa la stampa ed i suoi colleghi. E’ senza dubbio un’artista completo che nel corso degli anni ha elaborato una mirade di progetti e ruoli allo stesso tempo con risultati incredibili. Non vediamo l’ora di goderci la sua performance al Sònar 2016.L’ultima artista del nostro
FOCUS ON FOR FOUR è John Grant
John Grant, CD of week

John  è un musicista e cantautore statunitense nato nel Michingan a Buchanan negli Stati Uniti nel 1968.

Nel 1994 forma i The Czars di cui è il cantante e frontman nei sei album pubblicati fino al loro scioglimento avvenuto dal 2004 per motivazioni interne.Trasferitosi poi a New York, inizia ad esibirsi come solista suonando di supporto per Flaming Lips e Midlake. Sarà proprio quest’ultima band a notarlo e ad aiutarlo a comporre, registrare e produrre in due mesi il suo album di debutto Queen of Denmark pubblicato nel 2010 dalla Bella Union, la stessa etichette discografica della sua precedente band.

L’album gli è valso un Mojo Award come “Miglior artista dal vivo”, oltre a due ulteriori nomination per le categorie “Miglior canzone”, con “Marz”, e “Miglior album”. Il suo genere , se possiamo permetterci di definirlo si orienta sul “Folk”  – “Alternative Rock” – “Soft Rock”.

Grant è uno dei compositori più sofisticati e artisti che possiamo trovare in giro oggi : pura classe!
Ed è anche il più versatile: l’uomo del Michigan ha  grosse abilità nel muoversi da un ritmo pop-rock con una strumentazione classica ed una raffinata estetica, fino all’mpennataall’electro glam.
Sempre più libero dalle catene della struttura tradizionale e dagli schemi musicali prestabiliti, le sue nuove canzoni sono più moderne e viscerale che mai, senza perdere nulla della sua identità musicale che da tempo lo contraddistingue.
Se potessimo paragonare Grant , senza dubbio diremo che è
 come Benjamin Button: più gli anni passano , e pià giovane appare.

Dopo che il gruppo di Grant si sciolse si prese alcuni anni per riposarsi e per riflettere prima di rilasciare il suo debutto da solista, “Queen of Denmark” nel 2010, un potente album da svelare ai suoi demoni (il suo orientamento sessuale, per esempio) e le sue dipendenze (alcol, droghe). Il suo secondo album seguito ( “Pale Green Ghosts”), durante una nuova vita in Islanda con premi e riconoscimenti sia dalla stampa che dall’industria musicale.

Ha inoltre collaborato con l’Orchestra Filarmonica della BBC, così come Hercules e Love Affair (dove ha iniziato a mostrare il suo lato avventuroso come solista) e con cover molto personali di Elton John e Lee Hazlewood (quest’ultimo insieme a Alison Goldfrapp), su entrambi con i rispettivi album.

E’ con quindi con Grant che conclodiamo questo FOFF Part.1 con una sua perla :

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