La passione di Andrea Laszlo De Simone

mirko
Tempo di lettura: 2' min
30 ottobre 2020
News
Clicca qui per pulire l'area di disegno

Il racconto dell’ultimo live, prima delle restrizioni che imporranno lo stop a teatri, cinema e mondo della musica live ancora per un bel po’.

Ammetto che, quando mi sono trovato a pensare a cosa mi sarebbe piaciuto raccontare a proposito del concerto di Andrea Laszlo De Simone, andato in scena sabato 24 al Teatro Manzoni, ho passato momenti d’incertezza e di riflessione sulle parole adatte a questo articolo. Non credo sia possibile descrivere il live senza metterlo in relazione con ciò che sta accadendo, tralasciando, in altre parole, il contesto emotivo

Sabato abbiamo vissuto una serata carica di emotività, con una partecipazione collettiva che raramente ci era capitato di avvertire. E il merito di aver creato questa atmosfera densa e sospesa non può che andare ad Andrea Laszlo De Simone e ai musicisti che lo hanno accompagnato: Demir Nefat alla chitarra, Daniele Triniti al basso, Filippo Cornaglia alla batteria, Zevi Bordovach e Anthony Sasso alle tastiere e all’elettronica; e una sezione di fiati e archi con Giulia Pecora al violino, Clarissa Marino al violoncello e Stefano Piri Colosimo alla tromba – una formazione che già abbiamo incontrato questa estate a Cesena, per acieloaperto. La musica è stata la protagonista indiscussa: due ore cariche di quell’intensità che il cantautore riesce a mettere in ogni sua esibizione, sia essa in un piccolo club o all’interno di un teatro. 

(continua sotto)

 

C’era la curiosa eccitazione di sentire Immensità, ultimo disco di Andrea Laszlo De Simone, in un contesto, quello di un teatro, per il quale sembrava fatto su misura. Ed è stato così, lo spettacolo si è aperto e si è sviluppato con l’esecuzione della suite omonima, di movimento in movimento, accompagnato dagli applausi di un pubblico ammaliato. Rispetto all’ascolto su disco, oltre agli intrecci con la musica classica, ci siamo addentrati in avvolgenti territori post-rock, dove la sapiente gestione dell’andamento ha saputo enfatizzare la componente orchestrale del live.

Il concerto è proseguito con i brani tratti da Uomo Donna, disco uscito nel 2017, anche questi arrangiati per includere la sezione di fiati e archi. Il risultato è stato entusiasmante. La palpabile tensione e sospensione dei primi minuti si è sciolta definitivamente e tutti gli elementi sul palco hanno dato vita a una performance che cercava, riuscendoci, di trascinare il pubblico. Non è difficile immaginare che durante l’esecuzione di Che Cosa, uno degli ultimi brani in scaletta, sia corso più di un brivido.

(continua sotto)

 

Andrea Laszlo De Simone trasmette una sincera passione. Il calore degli applausi, dopo il suo ultimo brano, è stato la dimostrazione di quanto il concerto sia riuscito a coinvolgere la platea – e per l’occasione anche la galleria – alzatasi in piedi per il tributo finale.

In conclusione, sebbene le premesse fossero influenzate dal particolare periodo che stiamo attraversando, la sensazione è stata quella di aver assistito a un evento organizzato in modo tale che si potesse godere di uno spettacolo in totale osservanza delle norme vigenti in termini di sicurezza. E per questo non possiamo che ringraziare per il lavoro Express Festival e Teatro Manzoni; e darci appuntamento al 2021.

Ph. Marianna Fornaro / Courtesy Locomotiv Club

Ehi, hai mai sentito parlare di Patreon?
Dal momento che sei qui, perché non contribuire?

Patreon è un sistema di micro-donanzioni ricorrenti con il quale supportare economicamente Polpetta e permetterci di continuare ad offrirti contenuti favolosi.

Diventare membro di Patreon è facilissimo!

Contribuisci ora

Partecipa alla conversazione!