Kasabian a Ferrara Sotto Le Stelle – Ferrara, Piazza Castello – 17.07.2018

Invecchiare con stile

cecilia
Tempo di lettura: 3' min
18 luglio 2018
Review 4 U
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Tutti noi abbiamo almeno una band a cui si perdona di tutto. Band che hanno fatto parte della nostra giovinezza e del nostro percorso musicale, ed per questo che le portiamo nel cuore. I Kasabian sono una di quelle band.

Si va a vederli sempre volentieri e il sold out di ieri sera a Ferrara Sotto Le Stelle lo dimostra nonostante altre due date italiane. Perciò poco importa se la scaletta del concerto era piena di brani dell’ultimo album, che a critica e pubblico non è piaciuto granchè. Poco importa se la loro carica sul palco è diminuita rispetto agli anni passati, ricordiamoceli sempre volentieri per quel live post-terremoto dell’edizione 2012 di Ferrara Sotto Le Stelle. E poco importa se il beneamato Sergio Pizzorno nonostante le origini italiane non sappia ancora parlare bene la nostra lingua. Anzi di questo proprio non ce ne può fregare di meno, i Kasabian sono pur sempre i Kasabian. Sono la band che ci ha fatto saltare con Club Foot, ballare nei migliori club con Eez-eh e sfido chiunque a non aver inserito Underdog almeno una volta in una delle vostre playlist.

Ma tornando a ieri, ossia all’ultima data di Ferrara Sotto Le Stelle. Le più di tremila persone e la conseguente fila per l’ingresso ci costringono a perdere il live di apertura di Lilian More. Italianissima e giovane cantautrice, alcuni di voi probabilmente la ricorderanno per il live di apertura ai White Lies l’anno scorso. Un vero peccato non essere arrivati in tempo. Tuttavia la band di Tom Meighan e Sergio Pizzorno sale sul palco e attaccano con Ill Ray (The King) tratto dal loro ultimo lavoro in studio. Ma dopo l’assaggio della novità per non disorientare troppo il pubblico ecco una dopo l’altra Underdog, Days Are Forgotten e Eez-eh. Poi è la volta del singolone You’re in Love With a Psycho, cantatissimo dal pubblico e forse uno dei pochi pezzi davvero meritevoli di For Crying Out Loud (l’ultimo album – n.d.r.).

kasabian ferrara sotto le stelle 2018

La volontà c’è e la risposta del pubblico anche, perciò tra una birretta e l’altra si scivola avanti tra Club Foot e L.S.F. prima della consueta pausa. Tralasciando un tricolore un po’ inutile che fa capolino sul palco, l’encore riprende con la sempre emozionante Goodbye Kiss suonata da Sergio e Tom soli sul palco, abbracciandosi come vecchi compagni di bevute, e scatenando diversi limoni tra il pubblico. Comeback Kid, la sempreverde Vlad The Impaler e una non troppo fiammeggiante Fire mettono la parola fine a questa ventitreesima edizione di Ferrara Sotto Le Stelle.

Avendo visto diversi loro live dal 2004 ad oggi, se dovessi sedermi in cattedra e dare un voto alla prestazione di ieri sera darei probabilmente un sei e mezzo. Non per cattiveria o snobismo, sia chiaro, ma perché capisco fin troppo bene che nonostante il rock’n’roll, l’età che avanza è una brutta bestia. Specialmente quando si è sposati con figli e non ci si può più permettere quell’attitudine scanzonata e maledetta che dieci anni fa faceva di loro una delle più grandi rock-band inglesi dal duemila ad oggi.

Ad ogni modo quello di ieri non è stato un brutto concerto, anzi. È stata la celebrazione di un band ormai matura che ha ancora molto da dare alla musica e ai propri fan. Come dicevo all’inizio, poco importa se con l’età magari si sono un po’ ammorbiditi, i Kasabian sono pur sempre i Kasabian, gli vogliamo bene e gli perdoneremo anche questa, in attesa di rivederli ancora e magari chissà, tra qualche anno ancora all’ombra del Castello Estense. Noi saremo ancora qui ad aspettarli, un po’ più vecchi, ma con la stessa identica voglia di cantare.

 

TESTO DI RICHARD GIORI
FOTO DI CECILIA SECCHIERI

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