I Hate Models – Spreading Plague on Perc Trax

matteo-petroni-granata
Tempo di lettura: 2' min
24 novembre 2018
Review 4 U

Il ritorno del figliol prodigo: arriva I Hate Models su Perc trax

Si, è tutto vero: il piccolo allievo arriva nel regno del maestro.

Il nome che ormai è sulla bocca di tutti, fresco fresco di debutto niente popo di meno che al Berghain in quella Klubnacht mitologica del sabato sera (consiglio di andare a leggere i commenti, OVAZIONE pura per questo ragazzo) è arrivato ad un traguardo di genere degno di nota: il 23 novembre uscirà il suo EP targato Perc Trax, l’etichetta del leggendario martellatore d’acciaio Ali Wells aka Perc (già in pre-order sia digital che vinyl).

L’enfant prodige francese ormai miete vittime dal 2016, quando con “Warehouse memories” stampato sulla ARTS di Emmanuel ha fatto venire la pelle d’oca a tutti (impossibile dimenticare “Daydream”), con i suoi suoni duri come l’acciaio a 135 bpm contornati da gelide melodie melanconiche, degne delle migliori albe fredde e uggiose del nord europa.

In copertina dell’EP compare l’ormai indistinguibile bandana, che lo accompagna in ogni sua apparizione live. Ed è proprio in un suo set, all’Awakenings for ADE ad Amsterdam, che il ragazzo ci ha onorato di un primo ascolto dell’inedita Spreading plague, la traccia-title dell’EP.

L’A side è tutta per la title track: Spreading plague in purezza (in B side il remix di Perc).

I Hate models per il suo debutto in Perc Trax abbandona per un secondo le melodie tranceggianti e dark per sparare un 138 bpm molto duro e molto industrial: rumori gracchianti, futuristi e vibranti si fanno assolo per poi mescolarsi ad un kick dritto e senza apostrofi, miscelato a quei suoni acid da metà anni 90 ormai cari a molti. Un vocal greve e lontano spezza in tre linee la traccia.

Il remix di Perc è qualcosa di già sentito, ma che per un motivo che non ricordiamo o  forse dimenticato incustodito da qualche parte in qualche oscuro club del centro cittadino verso le 5 del mattino, PIACE. E anche tanto. Perc sa prendere qualunque traccia della terra e mettergli dentro un rush senza pausa martellante incredibile. Cala i BPM a 135, ma il ritmo è incessante dall’inizio alla fine della traccia. Spezzacaviglie, la sentiremo di sicuro nei club.

A chiudere il B side Martial order, una bella pioggia metallica a 136 BPM, un beat duro e calpestato ma molto più dark ed onirico delle precedenti, chiundendo l’EP quindi con un ormai marchio di fabbrica del produttore francese: duro e sognante.

Questo è un EP che ha davvero tanto valore, dove a livello storico-musicale assistiamo all’approdo di un giovane produttore con tutte le carte in regola per entrare fra i grandi producer techno/industrial che stampa nell’etichetta di un mostro sacro del genere, nicchia-non nicchia piena di rispetto.

Per tutti quelli che suonano il genere, è un EP must have.

Per chi ascolta e balla, è un EP must have.

Per chi ascolta Mozart, è un EP must have.

Eh si, perchè iniziano ad essere in tanti quelli che lo definiscono “il Mozart della techno”.

Enjoy!

Matteo Petroni Granata 

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