Firestarter dei Prodigy compie 25 anni

polpetta
Tempo di lettura: 3' min
18 March 2021
News
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Il 18 marzo 1996 usciva il singolo che insieme al suo videoclip ha contribuito a definire l’immagine dei Prodigy

Come tutte le cose migliori, è stato tutto estremamente spontaneo“, così Liam Howlett dei Prodigy dichiarò ad una radio inglese qualche anno fa riguardo la registrazione del videclip di Firestarter, primo singolo che anticipò il terzo album dei Prodigy del 1997. Ma la storia dietro l’iconico video è tutt’altro che banale.

Era il 1996, lo storico album ‘Fat Of The Land’ sarebbe uscito l’anno successivo e l’etichetta della band – la XL Recordings – spingeva affinchè iniziassero la registrazione di un primo video da far girare sulle tv musicali. “Allora, i video costavano un sacco di soldi, non era come adesso” – racconta Liam Howlett – “ci siamo imbattuti in questo ragazzo che ci piaceva e abbiamo pensato che potesse fare qualcosa di speciale per noi. MTV era piuttosto importante all’epoca. A nessuno di noi piaceva particolarmente fare video, era solo qualcosa che dovevi fare“.

Certo è che i Prodigy forti di due album alle spalle avevano bene in mente l’immagine che volevano trasmettere al loro pubblico, perciò sapevano bene cosa volevano da un videoclip, o più esattamente cosa non volevano. Fu così che a video finito il progetto non piacque alla band e il tutto venne brutalmente cestinato, con buon pace dell’etichetta che gettò al vento un sacco di soldi.

Eravamo al punto di partenza” – continua Howlett – “avevamo bisogno di un video, così parlai con Walter [Stern], che aveva già lavorato a ‘No Good …’, ‘Poison’, ‘Voodoo People’; avevamo lavorato con lui su circa cinque video prima. Con ‘Firestarter’ abbiamo deciso di andare con qualcun altro, ma ho finito per richiamarlo e dirgli: ‘Amico, devi aiutarci. Abbiamo bisogno di un video per questa traccia tra due settimane’.

Quando sei sotto pressione possono succedere grandi cose “Non avevamo budget a disposizione – avevamo 15.000 dollari o qualcosa del genere – è per questo che è in bianco e nero. Non potevamo permetterci di averlo a colori”, disse Howlett. “L’etichetta non era contenta che avessimo cestinato un video da 100.000 dollari“.

(continua sotto)

prodigy firestarter

In tutto questo Keith Flint era molto preoccupato. Era la sua prima vera chance di emergere come cantante, e sapeva di dover fare affidamento sulle capacità che aveva affinato per distinguersi una volta che il video fosse arrivato alle TV di tutto il mondo.

E un po’ di fortuna non guasta mai quando si cerca di creare qualcosa di magico. Così da una visita casuale ad un mercatino uscì quel capo di abbigliamento con cui Keith Flint si è maggiormente identificato negli ultimi 25 anni.

Andai in questo negozio di seconda mano, vidi le stelle e strisce, e la contraddizione di noi che siamo una band britannica e indossiamo il maglione a stelle e strisce mi mandò fuori di testa.” – raccontò in un’intervista Keith Flint, scomparso prematuramente due anni fa – “Costava cinque sterline. Lo portai a casa e lo personalizzai a mio modo. A volte quell’approccio naturale e onesto a fare solo quello che fai sempre paga.

Howlett torna poi sulla realizzazione del video: “Walter mise in piedi questo set nella stazione della metropolitana di Aldwych, che poi è un vecchio tunnel in disuso. Come tutte le cose migliori dei Prodigy, è stato estremamente spontaneo. Tutto è accaduto senza alcun pensiero. A braccio. Eravamo solo nel tunnel ed era tutto basato solo sulla performance di Keith“.

E il resto, lo sappiamo tutti, è storia.

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