Culture contro la paura al Cortona Mix Festival

sara
Tempo di lettura: 3' min
22 luglio 2019
News

A volte basta una canzone a ricordarti chi sei

 

Quattro giorni di incontri, riflessioni e chiacchierate su vari temi del contemporaneo, nella suggestiva cornice di Cortona.

Domenica 21 luglio siamo stati in trasferta nel cuore della Toscana, per il concertone conclusivo del Cortona Mix Festival,un bel progetto interculturale e interdisciplinare che mixa vari linguaggi, dalla letteratura alla scienza, dalla pedagogia alla musica, e che ha visto, per questa edizione, ospiti illustri come Pippo Baudo e Mattia Signorini.
Ventiduemila abitanti e quasi altrettanti turisti, per lo più stranieri, che riempiono le stradine di lingue e cappelli bianchi.
Cortona è un posto bellissimo, con una vista spettacolare sulla Val di Chiana dove da sempre ha la residenza anche Jovanotti. A guardare le sue stradine assolate con i vasi di ortensie davanti alle porte e i rampicanti sui muri, nella quiete di una domenica pomeriggio di luglio con le cicale che cantano sulle facciate delle piccole chiesette, non si fatica a capirne i motivi.
E proprio qui, nella deliziosa Piazza Signorelli, un grande palco ha ospitato molti amici, cantautori e interpreti, che si sono esibiti per l’ambizioso spettacolo “Culture contro la paura”. Un titolo che, mai come in questo momento fa riflettere. E si pone come auspicio e come antidoto contro strumentalizzazioni, stereotipi, luoghi comuni o forzature, politiche o culturali.
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Abbiamo ascoltato volentieri le parole e i brani di Paolo Benvegnù, Alessandro Fiori, Dente e molti altri, in un arrangiamento particolare e seducente regalatoci dalla presenza dell’OMA, l’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretta dal maestro Enrico Fink. Nata nel 2010, fonde sonorità, individualità, voci e culture, in un viaggio fuori e dentro, dai Balcani al Nord Africa che porta ad un’armonia unica ma variegata. Come il Mediterraneo. Come noi.
Lo Stato Sociale ci regala la sua “Niente di speciale” che, in una serata come questa e vista la storia che c’è dietro la canzone, proprio non poteva mancare (ndr – il brano è dedicato ad una ragazza per metà etiope e per metà italiana e, per questo, Lodo Guenzi è stato oggetto di commenti e insulti razzisti). E ovviamente non è mancata la solita “Vita in Vacanza“, ma cantata con l’orchestra, proprio come a Sanremo.
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Ospite d’onore del Cortona Mix Festival e acclamato dal pubblico è Dario Brunori. Un timido nella vita che però quando sale sul palco, prima fa battute sagaci con le C aspirate, da cosentino “DOP” e poi si mette la maglia da supereroe. O come dice lui, il costume da torero e canta, praticamente senza accento, insieme all’immancabile e sempre sorridente Simona Marrazzo, compagna da 21 anni, sulle scene e nella vita.
Insieme sono talmente belli che mi verrebbe da chiedere, in maniera irriverente, così come viene, come si fa a volersi bene praticamente da sempre senza cambiare, senza cambiarsi o magari cambiando tutti i giorni, uguali o diversi, ma insieme.
La poetica della Brunori Sas è tutta permeata di riflessioni profonde su temi molto contemporanei.
Sulla casa, simbolo e metafora delle nostre paure più profonde, dal piano individuale a quello universale, vista come un luogo sacro da difendere o in cui rifugiarsi, come punto di partenza e di arrivo, di ritorno e di fuga, molto attuale in questi tempi di paura dell’Uomo Nero. A casa nostra, a casa loro, tutta una vita casa e lavoro.
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E poi dell’incertezza che fa parte di noi ma che ci fa paura, di quelle quattro o cinque cose a cui non sappiamo rinunciare. Del passato e del presente che convivono e si contemperano a vicenda. Da Nonno Michele al nipote Francesco, del contrasto tra metropoli e provincia, Lamezia e Milano. Tra noi e gli altri, tra la voglia di diventare quello che ci pare e il non avere le palle per rischiare.
Che sia una canzone da falò, come la dolcissima Guardia ’82, o un pezzo impegnato, Brunori ci dice che il mondo si può salvare anche con un pugno di poesie.
Dario ci saluta con delle parole molto belle (ndr Il costume da Torero) che, anche mentre si spengono le luci sul palco e finisce la musica, esse rimangono lì, sospese, nella calda notte di Cortona.
E io le faccio mie e le porto con me.
“Non sarò mai abbastanza cinico/Da smettere di credere/Che il mondo possa essere/Migliore di com’è
Ma non sarò neanche tanto stupido/Da credere/Che il mondo possa crescere/Se non parto da me”.
Testo: Sara Bertelli

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