Bloody Beetroots: The Great Electronic Swindle è la resurrezione.

valentina-ciav
Tempo di lettura: 3' min
12 dicembre 2017
Review 4 U

Ormai lo saprete tutti… Sir Bob Cornelius Rifo è tornato.

Contrariamente a quello che avrete pensato, noi non siamo rimasti lì a guardare, anzi. Abbiamo fatto una scelta ben precisa: ci siamo presi del tempo prima di raccontarvi il suo ritorno. Abbiamo sentito addosso l’imponenza di un momento importante. Così abbiamo deciso di ascoltarlo, ovvio, ma anche assorbirlo, accarezzarlo, strozzarlo nelle cuffie mentre eravamo in giro per la città, raggiungevamo il lavoro, la biblioteca, gli amici, il supermercato, e sì, anche mentre facevamo l’amore.

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A distanza di circa un mese dalla sua uscita, possiamo dirlo: The Great Electronic Swindle è la resurrezione. Proprio così. Rinascita.

I Sex Pistols non avrebbero mai potuto immaginare che un pezzo punk-rock potesse mescolarsi, sciogliersi, fondersi così bene con l’elettronica e il talento, e diventare una traccia completamente innovativa come quelle che trovate in questo album. Il simbolo della decadenza del punk, “The great rock’n’roll swindle” ha provocato nella testa di Sir Bob molto più di un boato, è stata la scintilla dell’ispirazione che ha dato vita a questo album.  

Gli ospiti chiamati a rompere gli schemi del rock sono davvero tanti e, mentre le tracce scorrono nelle cuffie, ci sembra quasi di essere sotto il palco ad assistere ad un vero e proprio spettacolo, che ha un unico messaggio: smascherare il vuoto di cui la scena elettronica oggi spesso si veste. Una provocazione forte, quella di Sir Bob, che nasce da un periodo di profonda analisi e crisi, che lo ha portato a stravolgere ancora una volta i limiti personali e dei generi musicali.  

17 pezzi, ognuno con una sfumatura differente. Si parte con My Name Is Thunder, prima traccia dell’album e singolo che ne ha anticipato l’uscita, ft. Jet, gruppo rock di origini australiane, tornati a calcare le scene dopo circa sei anni di silenzio. Il pezzo è forte, energico, una vera bomba. Impossibile restare fermi…provare per credere. 

WolfpackPirates, Punk and Politics (ft. Perry Farrell, eccentrico frontman del gruppo rock Jane’s Addiction) hanno invece un sound più duro e magnetico: riescono a catturare le tue orecchie, a colpire la tua pancia e fissarsi nella mente come poche. Siamo trascinati nel sound più denso e deciso dell’hard rock ed dell’alternative metal. 

Mentre con Future Memories (ft. Crywolf), Nothing But Love e Hollywood Surf Club l’atmosfera cambia completamente. Il sound è più delicato, leggero, pienamente electropop.

Con The Great Run ed Invisible, entrambi ft. Greta Svabo Bech, si ha la stessa sensazione.Qui l’integrazione perfetta di archi e violini rappresenta la scelta ben precisa di sperimentare ma anche di avvicinare una fetta di pubblico probabilmente ancora distante da Bloody BeetrootsAscoltandole è palese che siamo ormai lontani da Chronicles of a Fallen Love, frutto della prima collaborazione tra i due. 

All Black Everything (ft. Gallows) e Irreversible (ft. Anders Friden) ci ributtano nel pieno dance-rock. A questo punto, riflettendo, emerge chiaro il senso del progetto SBCR: parentesi necessaria a far rinascere dal fondo The Bloody Beetroots, che quasi sembrava avere il tempo contato. “Le cose devono arrivare a un punto di estremismo per poter rinascere”, disse Marilyn Manson. A quanto pare per Sir Bob Cornelius Rifo è stato veramente così.

Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, due bonus track: Frantic e Fever, che ribaltano, caricano e allo stesso tempo distendono il ritmo finora tenuto. E’ follia pura. La sensazione che si ha è che proprio quando sembra che stia per finire, hai pochi frammenti di attimi e tutto ricomincia più forte di prima. Travolto in pieno da una scarica elettrica.

La liquidità del suono tra una traccia e la successiva fa scorrere veloce il tempo dell’ascolto. Sperimentazione ed innovazione, a nostro avviso, gli rendono di diritto il posto nella top 10 degli album migliori di questo 2017 e di sicuro non ci lasceremo scappare la sola data italiana del suo tour, il prossimo 15 dicembre, al Fabrique di Milano. 

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