Avatism – I Was Warned About People

alessandro
Tempo di lettura: 2' min
1 giugno 2017
Review 4 U

avatism1

Artist: Avatism

Title: I Was Warned About People Like Us

Label: Vakant

Cat. #: Vakant 069

Release: May 2017

Format: Vinyl, 12”, 33 ⅓ RPM

Italiano di nascita, Avatism o più semplicemente Thomas Feriero predica da sempre la volontà di conoscere il mondo e facendolo soprattutto promuovendo la sua musica. Dopo una pausa di 3 anni dal suo ultimo “monaco avventista”, Thomas Feriero, metà di CW / A e owner di Parachute Records, torna con un EP per la sua amatissima etichetta Vakant fondata e gestita da Alex Knoblauch.

Un ritorno con un sapore tanto grezzo ma quanto raffinato Thomas intona un quartetto di tagli solidi lasciandosi influenzare dal precedente lavoro solista e dal suo progetto CW / A. Diverse influenze convergono in una linea retta che, incisa, diventa per chi ascolta una linea da seguire.

Ora parliamo del disco:

A1 I Was Warned About People Like Us

A2 Self Control

B1 Gunmetal Grey

B2 Too Patient To Wait

In una sua vecchia intervista parlò del fatto che per un produttore musicale è logico e spesso anche piacevole lasciarsi influenzare dall’ambiente che ti circonda, lasciarsi contaminare dalle emozioni che si respirano nell’aria. Non so dove ha registrato questi quattro Mikoyan-Gurevich – ma sicuramente mi espongo nel dire che sento un chiaro profumo di Berlino e forse anche un po’ di polvere e fumo del Tresor.

Il lato A parte con “I Was Warned About People Like Us” ed è chiaro il biglietto da visita che fa capire fin da subito di cosa stiamo parlando. Catapultati in Köpenicker Str. 70 si viene avvolti in un vortice di pad decisi e un sinth ben consapevole della stazione di destinazione. Un’emulsione di suoni che porta viaggio astrale attraverso i cunicoli più sotterranei della Berlino più nascosta. Il lato A si conclude con una famiglia di suoni appartenenti al disco prece appoggiati però in questo A2 – “Self control” – su un letto di BreakBeat.

Non so se sia casuale o no, ma il titolo della canzone mi ricorda il nome di un gruppo Metalcore americano, “Gunmetal Grey”. Un’influenza hardcore metal si sente eccome. Il breakbeat è l’anima di questo B1 che apre al meno veloce “Too patient to wait” che conclude questo splendido Ep con un ritmo più downtime delle tre precedenti ma sempre cosciente e deciso del messaggio che ha voluto dare il nostro amico Thomas.

Speriamo di non dover aspettare altri tre anni per un disco del genere.
Prima di scrivere queste 4 righe per questa review mi sono informato sul web riguardante la preparazione del ragazzotto. Sono rimasto colpito soprattutto dal fatto che non avesse una vera preparazione da conservatorio o da musicista puro, sì, aveva professato qualche strimpellata su qualche batteria, aveva registrato qualche gruppo, ma dai suoi dischi si evince una chiara passione sconfinata che fusa con la determinazione fa capire quanto, lavoro, passione e studio possa portare a raggiungere quello che è l’obbiettivo di tutti noi: farsi conoscere con la propria musica.

Spero di avervi rubato 10 minuti facendovi leggere qualcosa di interessante.

Come sempre vi abbraccio.

Alessandro Derek Laiso

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