Al Cubo Unipol con Lo Stato Sociale Per non dimenticare

Bologna 2 Agosto 1980

sara
Tempo di lettura: 2' min
6 agosto 2019
Review 4 U
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Non ho ricordi diretti di quel sabato del 1980 ma Bologna è la mia seconda casa da sempre e ho preso la Linea 30 qualche migliaio di volte.
Ognuna di quelle volte, non ho potuto non pensare a quel 2 agosto, a quell’apocalisse senza senso e ancora senza colpevoli che si è consumata alla Stazione di Bologna.

E, proprio dal brano Linea 30 è partito, giovedì scorsco, l’incontro di Lodo e Bebo de Lo Stato Sociale che, insieme a Massimo Martelli, regista ed autore televisivo, hanno parlato, raccontato e cantato al Cubo Unipol, in memoria della strage di Bologna.

bologna

Linea 30 è un racconto tramandato da padre a figlio ( è il punto di vista del papà di Bebo, autista di autobus che, il giorno della strage, ha prestato i primi soccorsi), una testimonianza molto toccante nella sua semplicità, perché ha in sé il senso di impotenza e di non rassegnazione che permea la città di Bologna ancora oggi, dopo 39 anni dalla strage.
Tre bolognesi innamorati della loro città uniti per non dimenticare, per non accontentarsi delle mezze verità, per non arrendersi.
Una bella chiacchierata, una location contemporanea, tanti spunti di riflessione. Una scenografia semplice: solo tre poltroncine e un pianoforte a coda, niente effetti speciali, a dire che non serve nulla di strabiliante per arrivare al cuore delle persone.

Lodo pianista, attore e cantante, Bebo scrittore o, come ama definirsi lui stesso, parolaio e artista impegnato su temi di grande attualità e sempre molto acuto negli interventi.


Tanti gli artisti che hanno parlato della strage del 2 agosto 1980, citati dai Regaz e da Massimo Martelli ieri sera sul palco, dagli Offlaga Disco Pax, con la loro “Sensibile”, un brano pieno di rabbia e di denuncia, ma pungente e pacato in pieno stile Max Collini, a Stefano Benni e a molti altri, fino a Guccini, omaggiato da Lodo con L’Avvelenata.

Un pubblico per lo più adulto, attento e commosso, momenti di riflessione seria, ma anche battute e risate.
Insomma, Lo Stato Sociale, che plana sugli argomenti difficili con leggerezza ma non con superficialità, cazzone nei modi, non nei contenuti.

Grazie per l’invito a non dimenticare, ma anche a cercare la verità su una delle pagine più buie del nostro Paese.

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