Lo Stato Sociale e Bologna – Cronaca di un amore

sara
Tempo di lettura: 3' min
14 giugno 2019
Review 4 U

Lontani dal palco, ma anche no.

 

In Piazza Maggiore per la proiezione di “La Piazza della mia città – Bologna e Lo Stato Sociale”, film bografico sulla band bolognese

Si sono presi una pausa dai concerti, forse per riprendersi da un anno, il 2018, che li ha visti passare da “i più noti tra gli sconosciuti”, come loro stessi ironizzano, a laureati ad honorem tra le hit band, grazie alla vecchia che balla in “Una vita in vacanza”, pezzo conosciuto da tutti ed in cima alle classifiche per settimane.

Forse una magia della bacchetta di Harry Potter, usata dal Maestro Fabio Gargiulo per dirigerli a Sanremo, o forse solo merito dei loro testi pungenti e irriverenti, delle imprese provocatorie, del vaffa con il sorriso, o delle loro menti vivaci e intelligenti, sapientemente nascoste dietro alle facce da schiaffi tipiche dei ragazzi della porta accanto.

Sta di fatto che, anche nell’estate sabbatica “Tour-off”, tutta dedita alla scrittura del nuovo disco, Albi, Bebo, Carota, Checco e Lodo, i cinque ragazzi terribili de Lo Stato Sociale, proprio non ce la fanno a stare lontani dai palchi.

E così, nel giro di pochi giorni organizzano, prima una scanzonata gita promozionale in metropolitana, tutta l’Italia da Nord a Sud coi i mezzi, in 24 ore, per il lancio del loro nuovo singolo  (produzione Gargiulo, etichetta Garrincha Dischi), “DJ di M****”, feat. Arisa e MYSS Keta, che fa il verso ai tormentoni estivi e racconta di un amore che va a finire male.

E poi, con pochissimo preavviso e molta attività social,  tre serate, rigorosamente gratis, per incontrare il loro pubblico.

Li abbiamo raggiunti a Bologna, nella serata organizzata al Cinema Pop Up Medica Palace, a un anno esatto dal super concertone che i regaz hanno fatto in Piazza Maggiore – il 12 giugno 2018, appunto –  e che hanno dedicato a Bologna, “l’unica città della nostra vita”, per usare le loro stesse parole.

(continua sotto)

Davanti ad una piazza con più di 12000 persone, un anno fa. In un cinema gremito di gente, amici e parenti, oggi,  per la proiezione in anteprima del film documentario “La Piazza della mia città – Bologna e Lo Stato Sociale”, di Paolo Santamaria, che ripercorre quella serata con spezzoni del concerto, interviste ai ragazzi e ad altri artisti bolognesi e video di repertorio sulla storia di Bologna e dalla Resistenza Partigiana, fino alla strage del 2 agosto 1980, senza dimenticare la poetica di Freak Antoni; tutti temi, questi, toccati in tutto o in parte dalle canzoni de LSS, a far da colonna sonora al film.

Bologna e Lo Stato Sociale, una storia d’amore corrisposto.

Alla fine della proiezione, tutti fuori per continuare la serata, a cantare e ballare in strada, e via Montegrappa che salta sulle note di “Sono così indie”.

Un piccolo Dj set,  Bebo e Albi che mettono i dischi (autodedicandosi il brano del Dj di m****), brani letti con il sottofondo della cassa dritta, come facevano da “sbarbi” a Radio Città Fujiko, qualche canzone delle loro –un po’ per uno, come si fa in un collettivo-,  il solito tuffo di Lodo sul pubblico. E poi, adesivi, magliette, buffet.

Una bella festa, insomma.

Mentre sui social i fans premono per sapere quando uscirà il nuovo disco, che sembrerebbe essere ancora e solo ad una fase embrionale, questo è il loro modo per dire: siamo qui, aspettateci. Torneremo più in forma di prima.

E io, da fan affezionata, dico che, ok, sono contenta di ascoltarmi il tormentone del Dj di merda per tutta l’estate però, poi, Regaz, tornate a dirmi che ero più bella come ipotesi, vero?

 

Testo: Sara Bertelli

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