Se Torino non ha più voglia di ballare: il comune tarpa le ali a Club Palazzo

anita-vicenzi
Tempo di lettura: 4' min
29 ottobre 2019
News
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Da qualche anno a questa parte succede che ad inizio Novembre Torino diventa un’esplosivo e fervido nucleo di cultura

 

É la settimana di Artissima, Paratissima, The Others Art Fair, FLAT, Movement Festival e Club to Club Festival – per l’appunto.
La chiamano la settimana dell’arte contemporanea, e vivere Torino in questi giorni significa percepire nell’aria quanto l’arte oggi-contemporanea, appunto- sia vivissima e in perenne fermento.

Ogni anno Club to Club decide di uscire dalle mura del club propriamente detto per appropriarsi del suolo pubblico. Lo fa con il suo Block Party che si rivela sempre essere uno dei momenti più interessanti e coinvolgenti del festival.
Club to Club porta grandi artisti ad esibirsi su un palco insolito, circondato da mercati, mercatini d’antiquariato, attività artistiche e, soprattutto, le persone più diverse- anche quelle che non metterebbero piede dentro le mura del Lingotto.
L’anno scorso sono state 15.000 le persone che hanno attraversato Club Palazzo – il Block Party di Club To Club – nella cornice di Borgo Dora, tra i banchetti del mercato del Balôn.

Il Balôn è uno di quei posti dove le logiche della grande città che lo contiene si perdono, e l’antico sentimento di quartiere e mercato rinascono più vivi che mai. É un luogo magico dove perdersi, ritrovarsi e tornare ogni sabato per sentirsi parte di una collettività.
Il quartiere dove si svolge è Borgo Dora, un posto che normalmente viene evitato dai più. Un quartiere difficile, direbbe qualcuno, ma che invece è uno dei posti più vivi della città. Questo mercato ha permesso a tante persone di riscoprire un luogo unico e di dargli il valore che merita.

(continua sotto)

Club Palazzo

Anche quest’anno Club To Club aveva deciso di immergere il suo palco in questo posto fantastico alle spalle di Porta Palazzo e sulle sponde della Dora ma, venerdì scorso, «l’amministrazione ha comunicato l’impossibilità di realizzare la manifestazione, soprattutto per quel che riguarda il mercato e di conseguenza gran parte delle attività culturali connesse» dichiara Alessandro Maioglio – presidente dell’associazione Emporium.

Per capire la gravità di questo fatto è necessario capire che il Block Party di Club To Club è un evento che coinvolge gli sforzi di tre diversi enti torinesi: Xplosiva, l’associazione mamma di Club To Club, Emporium – l’associazione che si occupa di organizzare l’omonimo mercatino del design homemade (anche se è riduttivo definirlo soltanto questo), un must per le domeniche in città – e Commercianti Balôn, l’associazione che si occupa di tutelare il mercato che ogni sabato prende vita tra le strade di Borgo Dora. 
Il Block Party doveva essere l’incontro di queste tre diverse realtà, tutte uniche e così importanti per Torino. Doveva essere una grande festa dove ascoltare grandi nomi dell’elettronica esibirsi sul mainstage e allo stesso tempo poter scoprire i bravissimi e piccolissimi designer della città e perdersi tra uno dei mercatini delle pulci e dell’antiquariato più belli in circolazione.

E invece no. Invece la città di Torino, che da mesi è impegnata in una battaglia contro il mercato del Balon – considerato troppo indecoroso per le logiche della gentrificazione urbana in una quartiere appetibile ma tutto fuorché facile -, ha dichiarato che il mercato non si farà.
Ancora una volta l’antico stigma e stereotipo dell’italietta torna a fare capolino in un labirinto burocratico alla Asterix e Obelix e le 12 fatiche.

Ancora, nel 2019, quando è ormai chiaro che il “turismo culturale musicale” è una cosa reale e che può essere motore positivo per diverse realtà cittadine, l’amministrazione torinese decide di tarpare le ali a un evento che poteva davvero fare la differenza. Il Block Party di Club To Club non è solo una festa, ma è uno di quei momenti che ti fanno davvero capire che party non significa solo rinchiudersi tra le mura di un club fino a mattina, ma che la musica elettronica può essere un collante sociale capace di creare un grande senso di comunità e collettività anche in luoghi non convenzionalmente destinati ad essa. Se arte è contaminazione questo party sarebbe dovuto essere proprio questo: diverse forme di arte e socialità che si trovano a convivere insieme per fare una grande festa diffusa.

É da qualche anno ormai che Torino viene descritta come una città ferma, e a quanto pare nessuno ha intenzione di togliere il piede dal freno.
Intrappolarsi tra gli incastri burocratici più assurdi è uno dei modi più stupidi per perdere delle ottime opportunità di fare qualcosa di diverso e di bello.
Comunicarlo a pochi giorni della manifestazione significa anche dare poco valore al lavoro delle persone, oltre che fare la classica figura di merda all’italiana.

Perché non dobbiamo dimenticare che C2C è un festival di risonanza internazionale che si svolge durante la settimana più culturalmente viva dell’anno in città.
Tarpare le ali ad un evento come questo è sintomo della cecità delle amministrazioni rispetto alle peculiarità umane di arte e cultura. Significa non riuscire a vedere oltre le scartoffie che dichiarano un evento degno di esistere, per comprendere quali sono quelli che vale veramente la pena far vivere. E così la prima a perderci è proprio Torino.

La soluzione parziale al problema – che permetterà a Napoli Segreta e Stump Valley di esibirsi sul main stage – ci fa dire che almeno la musica è salva. Questa rimane comunque una magra consolazione se pensiamo a cosa poteva essere e, invece, inesorabilmente non sarà per colpa di amministrazioni che amano riempirsi la bocca di parole come “arte contemporanea” senza realmente avere idea di cosa stanno parlando.

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