Timeshift w/ User From PT, Galaxian (live), Lory D, Computer Numerical Control

Kindergarten, Bologna - 24.11.18

matteo-petroni-granata
Tempo di lettura: 3' min
28 novembre 2018
Review 4 U
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Che la parola Kindergarten sia associata più al significato di ‘casa’ invece che ad ‘asilo nido’ possiamo certamente dirlo in molte persone

Ed infatti, come ogni mese, io ed una combriccola fatta di circa 650 persone ci siamo ritrovati a casa, all’immancabile Timeshift. I ragazzi ormai sanno il fatto loro: due eventi mensili, il blasonato Timeshift e l’event b-side Werkstatt, che ormai non hanno bisogno di presentazioni (freschi freschi di articolo pure sulla Repubblica), con nomi all’attivo quali Paula Temple, Perc, Boston 168, e tanti altri.

Questa volta a far vibrare le casse e rompere i nostri tendini d’achille Galaxian, Lory D ed i resident User from PT e CNC.

La maison Kindergarten si presenta come sempre bella e post post post industriale come piacerebbe dire a qualche studente di architettura hipster o appassionato di David Foster Wallace: babele di casse sui lati, l’immancabile gabbia aperta sul palco e luci rosseggianti e variopinte a fare da schermo visivo per le pupille dilatate del pubblico.

Ad aprire le danze User from PT, fino all’una e un quarto. Belle sinfonie ed andamenti ambient, in attesa dell’arrivo del pubblico che puntualmente arriva sempre dopo l’una come tradizione di club italiano. Ed è proprio all’arrivo della prima massa di ballerini che inizia la performance di Galaxian. La parola performance è determinante per l’esibizione del produttore di base a Glasgow: due ore di spirali oscure, lampi allucinogeni fuori genere, dai break drum fino ad ambient infinitamente industrial passando da gracchianti rumori futuristici. Live profondo, ipnotico, pesante. Forse troppo. Non molto danzerecco.

Ed è con l’arrivo di Lory D sul palco che le gambe del pubblico iniziano a molleggiare con ritmo cadenzato. “L’ottavo Re di Roma” (Insieme a Francesco Totti, naturalmente) arriva in consolle e subito detta legge con parabolone techno tranceggianti degne della storia della musica tra gli anni 90 ed ora, facendo alzare le braccia a tutto quel pubblico che non vedeva l’ora di ballare con la carica rimasta un pò assopita durante la precedente performance di Galaxian. Esemplare. Peccato duri solo un’ora, qualcosina in più non sarebbe guastato.

Ma la rivelazione della serata, che ne fa anche un emblema e forse pure una morale profonda, è CNC (Computer Numerical Control), resident di casa.

Se dovessimo usare il titolo di un libro per descrivere questo momento, “L’urlo e il furore” del premio Nobel William Faulkner non sarebbe per niente malvagio: delirio puro, set sontuoso, divertente, spezza caviglie, occhi al cielo ed urla liberatorie. CNC ha fatto gridare al miracolo con un set bello che ha smosso tutti, dai fedeli del sotto cassa fino a quelli in fila in bagno, con momenti di epicità degni dell’Iliade come quando piazzò “Sensoria – Run for love”, portandomi alle lacrime istantanee.

Puntuali come la guardia svizzera fuori dal Vaticano, alle 5:30 musica staccata e tutti fuori sul marciapiede a fumare paglie sgangherate nel freddo di fine novembre, a parlare di chi ha suonato meglio con persone conosciute dieci minuti prima.

Risposta (data sia alle 5:30 con parole sconnesse e dubbie che adesso in maglione con il termosifone acceso in casa): CNC. E forse, è questa la morale: il padrone di casa, a casa sua, ha spaccato tutto. Inaspettato e bellissimo.

Come sempre, un bel Timeshift. Forse non il migliore, ma con una grande rivelazione.

Ci vediamo al prossimo.

Stessa spiaggia, stesso mare, e stessa cassa (quella a sinistra, ovvio).

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