‘Quando eravamo swing’, quando eravamo a Copparo in compagnia dei Tarm

cecilia
Tempo di lettura: 2' min
23 marzo 2015
Hipsteria/Indieria, In primo piano, Review 4 U

Mi piace pensare che ogni periodo della mia vita sia accompagnato da una colonna sonora. Note e parole che rendono tutto più intenso, più vero. Potrà sembrare stupido ai più o addirittura banale ma ci sono quelle canzoni che spesso sembrano calzarti a pennello, che sembra parlino proprio di te. “Occhi bassi quando cammini, dentro ai piedi che tesoro hai?” Lo stesso tesoro che ti sembra di aver portato a casa dopo un concerto. Il bello dei live é proprio questo: insieme alla musica c’è anche tutto un arcobaleno di emozioni, di tuffi al cuore quando riconosci le note di ‘quella’ canzone, il sorriso che ti strappa la strofa giusta al momento giusto, la persona alla quale non vorresti pensare ma che inevitabilmente fa capolino tra una parola e l’altra ‘con te ci sono stato ma in un’altra misura se solo avessi avuto un pó meno paura’. Il cantare a squarciagola. Tutto questo e molto altro é stato il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti al Teatro De Micheli di Copparo. Oramai li ho visti, sentiti, consumati in tutte le salse ma non mi stancano mai. La prima volta che li vidi in versione swing fu a settembre, a Faenza per la festa del MEI. Già allora, in questa insolita veste, mi conquistarono. Un progetto, un tour (chiamatelo come volete) quello di ‘Quando eravamo swing’ azzeccatissimo. Un tuffo negli anni 40 quello che ci hanno regalato i Tarm insieme alla big band jazz più prestigiosa dello stivale, la Abbey Town Jazz Orchestra. Una fusione tra musica jazz e racconto contemporaneo, fiati e ottoni si incontrano con quelle che sono le note di una generazione mascherata e lo fanno in maniera magistrale. Dieci le canzoni, tra le più famose del trio di Pordenone, selezionate ed arrangiate in chiave swing. Dieci pezzi che hanno fatto rivivere per un paio d’ore la bassa ferrarese. Sul palco ventitré elementi, ventitré facce mascherate che hanno letteralmente ipnotizzato il pubblico. La formazione originale, come vuole lo stile delle big band, si è alternata sul palco sostenuta dalla potenza dell’orchestra regalandoci quella che potremmo definire una chicca da e per veri intenditori. Un pó come il balletto di Molteni (ride)! Nel gergo dei jazzisti ‘avere swing’ significa essere comunicativi, musicalmente espressivi e direi che ad occhio e croce, i Tarm ci sono riusciti alla grande! Hanno fatto cantare, ballare e sognare i loro fan. È stato un pó come rivivere la Berlino dell’89.

La scaletta del concerto:
1. Tonk
2. La mia vita senza te
3. Signorina prima volta
4. Prova a star con me un altro inverno a Pordenone
5. I cacciatori
6. Il mondo prima
7. Volo sulla mia città
8. Primitivi del futuro
9. Puoi dirlo a tutti
10. La faccia della luna
11. Occhi bassi
12. Vivere fuggendo
13. Di che cosa parla una canzone
14. La tatuata bella
16. Airmail special
17. Il principe in bicicletta
WORDS BY NICOL FORMIGNANI
PICS BY CECILIA SECCHIERI

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