Indimenticabile non so, migliorabile sicuramente

sara
Tempo di lettura: 2' min
15 luglio 2019
Festival

Il nuovo festival della musica indipendente che sbarca venerdì 12 luglio per la prima volta al Parco Nord di Bologna, nell’ambito di Sonic Park.

 

Eugenio in via di Gioia, Ex-Otago e Gazzelle. Un bel tris di nomi che, a dirla tutta, non hanno bisogno di grandi parole di presentazione. E infatti, sui loro concerti c’è poco da dire, se non che la serata è stata all’altezza delle aspettative.
Questo Indimenticabile Festival lo apre Eugenio, in vena di fare festa, con il suo cubo di rubik e la sua corsa fin sopra la collina. E il pubblico dietro, come un nuovo Forrest Gump, fuori dalle righe ed estemporaneo. Bello davvero.

Gli Ex-Otago, tutto il repertorio, un’atmosfera elegante ed educatamente pop. Dieci e lode alla tenuta da concerto, pantaloni bianchi e sorrisoni che, sulle loro facce abbronzate, fa proprio un bel vedere. Anche l’occhio vuole la sua parte e qui, direi che nessuno possa dirsi deluso.

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Per finire Gazzelle – che incrocio per la seconda volta quest’estate – nell’ambito del suo tour completamente sold out.
E mi piace sempre. Lui e le sue canzoni. Sorridente e rilassato, a dispetto dei testi un po’ ombrosi, canta davanti a un parco pieno come se fosse davanti a dieci amici. In una mano la sigaretta, una via l’altra, e nell’altra gin tonic in bicchiere di plastica.
Dopo ogni pezzo cantato dal pubblico a squarciagola ringrazia, ringrazia e ringrazia ancora. Quasi non si capacitasse di tanto affetto.

E ringrazia i suoi musicisti, uno per uno, suoi musicisti e ci chiede applausi e ovazioni per loro.
Quindi, tutto bello. In fin dei conti sto bene.

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Però.
Però non ci è piaciuta molto il modo in cui sono stati gestiti alcuni aspetti organizzativi. Tra le cose che ci hanno fatto storcere un po’ il naso spicca immediatamente il prezzo dei biglietti che l’organizzazione si riserva di rivedere fino alla data dell’evento.
Infatti, il prezzo già sostenuto dell’ingresso ha subìto nei giorni diverse variazioni per arrivare, alla fine, a costare addirittura 40 euro in prevendita e 35 alla biglietteria.
E poi parcheggio a pagamento a 10 euro per una sera, oppure ti cerchi un posto nei dintorni, facendo lo slalom tra sensi unici e zone riservate giustamente ai residenti, lungo la periferia del viale di Parco Nord.
Non lo so se è proprio questo lo spirito della musica ‘indie’ e di tutto il contesto che ci gira attorno.
Senza contare i controlli all’ingresso che manco in aeroporto e un elenco infinito di oggetti non ammessi all’interno dell’area concerti (magari in questo caso c’è pure da ringraziare l’inasprimento delle norme dei vari decreti sicurezza).

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Resta fuori anche il mio power bank, che rappresenta un pericolo perché può essere scagliato e che mi tocca riportare in macchina, lasciata praticamente a un km di distanza, in piena zona residenziale. Morale della favola: a metà concerto il mio smartphone è scarico. Non certo l’ideale di questi tempi specialmente quando lo smartphone è soprattutto uno strumento di lavoro.

Bello, si. Indimenticabile? Non saprei.
Migliorabile, sicuramente.

 

Testo: Sara Bertelli

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