Deus Ex Machina • Musica Automata

alessandro
Tempo di lettura: 2' min
6 giugno 2018
Review 4 U
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Può la musica essere concepita ed elaborata attraverso la traduzione in un determinato linguaggio?

E può essere trasmessa da un direttore in carne ed ossa ad un’orchestra di robot?

A quanto pare a Firenze, nella nostra cara Italia, c’è qualcuno che ha avuto questa spettacolare ed innovativa idea.

Attraverso il sito di crowdfunding Kickstarter.com dal 21 maggio all’8 luglio sarà possibile contribuire alla realizzazione del progetto ideato dal fiorentino Leonardo Barbadoro conosciuto dai più come Koolmorf Widesen.

Questo progetto, eloquente sin dalla nascita, si chiama Musica Automata. Un album interpretato da un’orchestra di 50 robot progettati e costruiti da Godfried-Willem Raes e che fanno attualmente parte della <M&M> Orchestra della Logos Foundation.

Una delle prime domande che può nascere spontanea è “come dei robot possono suonare dei veri strumenti?”

 

Essi grazie alla regia di un laptop centrale ricevono messaggi digitali MIDI. Questi contengono precise informazioni per l’esecuzione musicale che, grazie alla sua estrema precisione, può superare su molti fronti quella di un musicista tradizionale. E dunque introdurre nuove possibilità espressive mai sperimentate fino ad ora.

La ricerca della perfezione crea nell’esecuzione lo stesso impatto emotivo poiché grazie alla versatilità degli automi, gli stessi non si limitano ad una pretta riproduzione artificiale.

L’esecuzione è comunque frutto di una mente umana, vergine però dal contatto umano diretto con lo strumento. Questo fa sì che l’idea musicale concepita, una volta elaborata e tradotta in linguaggio MIDI, sia eseguita dai robots senza perdere in alcun modo il suo valore artistico.

Cosa ascolteremo?

Musica Automata è una vera e propria esperienza multisensoriale. Durante la quale lo spettatore può sentire e vedere da dove provengono i suoni, può osservare i robots, e trovare la precisa correlazione tra il movimento dello strumento ed il suono percepito.

Personalmente ci è piacuta molto l’idea di dominare in un qualche modo le macchine sfruttando la loro precisione nell’atto del suonare lo strumento creando così un prodotto armonioso senza perdere il vero sapore che la musica ci può far gustare.

 

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