PVP – Andy K Leland: Mr. Panic.

md-romero
Tempo di lettura: 2' min
24 gennaio 2018
POLPETTA VIDEO PASSION, Save The Date

Andy K Leland non si ferma. Uno degli artisti Folk più interessanti di fine 2017, grazie al suo EP Happy Daze, fra un concerto e l’altro in giro per l’Italia, ci regala un’altra perla di stile con un nuovo videoclip, mettendo in immagini il brano Mr. Panic con la collaborazione dell’artista Massimo Scoposki.

Mr. Panic si getta nel surrealismo più esasperato, influenzato dal primo Lynch (autore per il quale Andy K Leland professa da sempre un amore viscerale e manifesto), dall’animazione sperimentale di Ryan Larkin e dall’ombra onnipresente di quel Kenneth Anger, padre biologico del videoclip,  che dal suo sottosuolo (inteso come Underground) Hollywoodiano influenzò tante generazioni di registi.

Se quello che ascoltiamo è la bellezza analogica e confortante di Leland, quello che vediamo è frenesia ad alta saturazione, un bombardamento di immagini e colori nel simbolismo più sfrenato, fra stock footage, riprese dal vivo rubate nel quotidiano cittadino, e schizzi e sgorbi infantili tutto montato grazie all’animazione passo 1 o stop motion (uno dei mezzi più impegnativi ma anche più efficaci ed economici per fare cinema).

Un caotico susseguirsi di immagini di carattere simbolicamente esoterici o sessuali, una perversione elegante che nel suo stile graffiato e sporco sarebbe adatta ad una istallazione d’arte più che alla finestra di youtube. C’è un rimando alla sperimentazione degli anni 60 e 70, a quella libertà concettuale vicina alla Beat Generation che rifiuta gli schemi e le regole in favore di una creatività volta al nuovo, al gioco al ludico.

Mr. Panic simboleggia esattamente chi, cosa e come è Andy K Leland. Un artista fedele solo a sé stesso e al suo pubblico, capace di portare avanti una idea di folk rock sperimentale ma analogico ed organico, giocoso ma malinconico e soprattutto farsi apprezzare da un pubblico saturo con il semplice proposito di portare un Burroughsiano pasto nudo ai suoi ascoltatori, C’est à dire, con buona pace dei letterati che citano Burroughs a sproposito,  un boccone alla fine della forchetta, la materia esatta che noi andremo a consumare, levata dal suo contesto del piatto o della preparazione. Tutto questo è Andy K Leland un artista che si riconferma in questo 2018 appena iniziato, uno dei musicisti da tenere d’occhio.

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