Hermetics – Techgnosis EP — R&S Records 7 december

matteo-petroni-granata
Tempo di lettura: 2' min
3 dicembre 2018
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La R&S colpisce ancora: il ritorno di Hermetics

Che Renaat Vandepapeliere ne capisca di musica è indiscusso, il curriculum parla chiaro: fondatore assieme alla moglie della R&S Records, nonchè l’etichetta belga regina della techno negli anni 90 con nomi quali Joey Beltram, Aphex Twin, Jaydee e tanti altri, ancor’oggi in piena attività tra eventi e release.

L’etichetta negli ultimi anni sta vivendo un’evoluzione stilistica molto particolare, dove rimangono sì le release techno-acid di cui è portatrice da tempo (vedi Paula Temple) ed i producer-feticci quale Lone, ma si nota anche uno spostamento verso sonorità più ambient e deep, oniriche, downtempo, che fanno venire subito in mente una certa Giegling Records di Weimar (Traumprinz, Konstantin & co.) e tutto quell’arcobaleno di producer che nell’elettronica ci vedono un abisso di sperimentazione sonora.

I vari Afriqua, Djrum, Unknwow Archetype e naturalmente il colombiano Santiago Nino aka Hermetics sono i nuovi ragazzi su cui la R&S sta esprimendo questo cambiamento.

Il cavallino rampante questa volta ci presenta Techgnosis EP, il secondo lavoro dell’artista per la R&S, quattro tracce in uscita il prossimo sette dicembre. Renaat lo scoprì non tanto tempo addietro, quando nella prima raccolta R&S – RV Series di inizio 2018 mise la sua “Collider”, dando così vita al suo ingresso in scuderia.

Vediamo se potrebbe essere un buon regalo da mettere sotto l’albero.

Sono quattro le tracce presentate, divise come di consueto in “Silver Side” e “Black side”. Comprando un disco della R&S, direi che a tutti quasi in automatico viene lo stimolo di ascoltare prima il black side: quel cavallino rampante tanto caro agli italiani che scalpita tra luci verdi ed argentee e l’immancabile scritta IN ORDER TO DANCE rimanda ai migliori momenti della propria vita passati a suon di musica elettronica.

Ed infatti, la first track Non-physical friend (Black side, che domande) è davvero una forza: Beat interessante, non troppo forte, molto cadenzato da un salire di sonorità oniriche e sognanti. La traccia di dispiega sempre più, aggiungendo dei lati arabeggianti e addirittura una puntina jazz, con un immancabile finale tipico R&S con qualche suono acidino. Bella, davvero bella, un bel montante di suoni: speriamo di sentirla presto una domenica pomeriggio al Panorama Bar.

Si passa alla second, Axis mundi. Le sonorità si fanno più dark. Non è uno stacco netto, il disco sta portando verso un abisso di sonorità gravi, dove però la traccia torna sempre verso il finale ad arpeggi più sognanti. Niente male, la piega è molto buona. Bel groove, basso unico e dritto. “Silver side” decisamente meno ballereccia e più ipnotica. Qui la track Special access programs apre un turbine decisamente più concettuale: qui si nota l’amore di Hermetics per le arti contemporanee elettroniche, con lontani richiami ai Matmos e lontanissimi richiami a Karlheinz Stockhausen, direzione che l’artista vuole prendere dichiaratamente (Ambizioso direi). A chiudere il disco Sonnenrad, dove ritorna un groove a far sfondo agli elemente ipnotici, ma forse niente di speciale rispetto alla trance ricevuta dalla track precedente.

Un’amico apprezzerebbe a natale questo disco? Se vuole sentire qualcosa di interessante,

un diamante grezzo forse, da farsi un bel viaggione la domenica pomeriggio, YES.

E poi, ricordate, Renaat consiglia appieno.

E lui diciamo che un pò se ne intende.

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